• 23 Giugno 2021 23:48

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Cop21, la ratifica al Consiglio dei ministri di questa settimana

Set 12, 2016

Se tutto va bene, questa settimana va in Consiglio dei ministri la proposta di legge per la ratifica dell’accordo sul clima Cop21 di Parigi: ad annunciare la novit stato il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Francesco La Camera, durante il convegno della Bocconi sulla finanza sostenibile che si tenuto stamane a Milano. Il provvedimento – ha aggiunto La Camera – passer poi in Parlamento dove i presidenti delle commissioni Ambiente, di Camera e Senato, si sono impegnati a un rapido esame del testo.

La ratifica dell’accordo sul cambiamento climatico ha subito un’accelerazione in tutto il mondo dopo l’annuncio, nel recente G20 svoltosi in Cina, della ratifica da parte di Stati Uniti e Pechino: al momento sono 26 i Paesi che hanno dato il via libera e rappresentano il 39,6% delle emissioni di CO2 (comprese Usa e Cina). Per il via libera definitivo all’accordo Cop21 necessaria la ratifica di 55 Paesi che rappresentano il 55% di emissioni di anidride carbonica.

Ci sarebbero poi delle novit all’orizzonte a livello europeo. Per la prima volta i Paesi dell’Unione europea potrebbero delegare alla Commissione Ue le proprie competenze per il deposito degli strumenti di ratifica – spiega il dg del ministero dell’Ambiente –. Lo scopo di accelerare una procedura che potrebbe durare invece dai 16 ai 18 mesi . E giungere quindi ben dopo la prossima sessione sul cambiamento climatico organizzata dall’Onu a Marrakech in Marocco (Cop22) dal 7 al 18 novembre. Dal deposito del documento a New York devono passare 30 giorni per l’entrata in vigore – sottolinea La Camera –. Se quindi si vuole arrivare in Marocco con l’intesa a regime, l’Ue dovr depositare la ratifica a New York prima del 7 ottobre. A Bruxelles gli uffici competenti sono in fibrillazione anche perch il testo non ha precedenti. Si vedr.

Intanto c’ da segnalare che il convegno dell’universit Bocconi si svolto appena prima dell’assemblea plenaria italiana del “National Dialogue on Sustainable Finance”; strutture simili sono state costituite nei Paesi del G20 su iniziativa Onu per per contrastare la crisi climatica dei prossimi anni. Al centro del dibattito la mobilitazione di capitali e investimenti verso uno sviluppo sostenibile: al tavolo gruppo nutrito di stakeholder tra cui Cdp, Fondazione Cariplo, Acri, Forum sulla finanza sostenibile, il mondo delle assicurazioni e dei fondi pensione, autorit indipendenti (Antitrust, Banca d’Italia, Consob, Covip e Ivass). Oltre ai ministeri Ambiente, Esteri ed Economia. Il documento finale del National Dialogue diventer la base di una legge-quadro, il Green Act italiano.

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