• 21 Maggio 2026 15:38

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Comprare un’auto in Romania conviene? Cosa devi sapere prima di firmare

Mag 21, 2026

La Romania è un mercato automobilistico interessante per la presenza di marchi popolari come Dacia e Renault, un mercato dell’usato dinamico e una posizione interna all’Unione europea che semplifica il trasferimento del veicolo verso l’Italia. Bisogna però considerare che l’assenza delle formalità doganali che sono invece previste per un Paese extra-Ue non escludono gli obblighi fiscali, tecnici e amministrativi legati alla provenienza del veicolo, alla sua età, al chilometraggio, alla conformità e all’immatricolazione nel Paese in cui sarà usato.

Il primo controllo è sulla storia dell’auto

Gli annunci del mercato romeno delle auto passano soprattutto da piattaforme online locali, concessionarie multimarca, rivenditori specializzati e venditori privati. Il rischio più concreto riguarda veicoli importati a loro volta da Germania, Belgio, Paesi Bassi, Francia o Italia, poi rimessi in vendita dopo passaggi intermedi che rendono meno trasparente la ricostruzione della proprietà e della manutenzione.

Prima di discutere il prezzo, l’acquirente dovrebbe chiedere il numero di telaio ovvero il VIN e verificare la corrispondenza tra annuncio, documenti, targhe, chilometraggio, revisioni e dati tecnici. Il Registrul Auto Român, cioè il RAR, ha introdotto il certificato digitale RAR Auto-Pass per aumentare la trasparenza sullo storico del veicolo e contrastare la manipolazione del contachilometri. Il documento può essere richiesto online tramite il VIN e contiene le informazioni sulla storia dell’auto quando disponibili nei database dell’ente.

Il primo bivio riguarda la provenienza amministrativa del veicolo. Se l’auto è già immatricolata in Romania e appartiene a un venditore locale, la procedura è più lineare. Se invece si tratta di un veicolo arrivato dall’estero e non ancora regolarizzato presso gli enti romeni, l’acquirente deve fermarsi e chiedere chiarezza prima del pagamento. Per un veicolo importato in Romania ma non ancora dotato dei documenti necessari all’immatricolazione locale è consigliabile chiedere al venditore di completare prima le attività presso il Registrul Auto Român. Per un veicolo già immatricolato in Romania meglio richiedere prima del pagamento una certificazione di autenticità così da ridurre il rischio di acquistare un mezzo con problemi di identificazione o documentazione.

I documenti da chiedere prima di firmare

Il contratto di compravendita è il punto di partenza. Prima di firmarlo, bisogna chiedere e controllare carta di circolazione, documento di identità del venditore, prova della proprietà, eventuale fattura se il venditore è un operatore professionale, certificato di conformità se disponibile, documentazione RAR, storico delle revisioni, libretto di manutenzione, fatture degli interventi più importanti e prova dell’assenza di vincoli o contenziosi sul mezzo.

Per i veicoli usati che devono essere immatricolati in Romania, il documento centrale è la Cartea de Identitate a Vehiculului, la carta di identità del veicolo che attesta l’omologazione e la rispondenza alle condizioni tecniche di sicurezza, protezione ambientale e uso previsto. Per i veicoli usati soggetti a immatricolazione, la CIV è accompagnata dal certificato di autenticità rilasciato dallo stesso RAR.

La certificazione di autenticità serve ad attestare che gli elementi identificativi del veicolo siano coerenti e non alterati. Quando il veicolo supera la verifica viene rilasciato un certificato valido per una sola immatricolazione e non oltre 60 giorni dalla data di emissione.

Contratto, fattura e venditore: da chi si compra?

Comprare da un concessionario ufficiale o da un rivenditore professionale offre più garanzie rispetto all’acquisto da un privato. In ogni caso la fattura deve essere chiara, completa, coerente con il prezzo pagato e utile anche per eventuali pratiche successive in Italia. Quando il veicolo è usato va verificato anche il regime Iva applicato. La Commissione europea distingue il trattamento Iva delle auto nuove e usate nelle compravendite transfrontaliere.

Ai fini Iva un’auto è considerata nuova se è stata utilizzata per non più di sei mesi oppure se ha percorso non più di 6.000 chilometri. Quando un privato compra in un Paese dell’Unione europea un’auto nuova destinata a essere portata stabilmente nel proprio Paese, l’Iva è dovuta nel Paese di destinazione. Un’auto è invece “vecchia” ai fini Iva se è stata messa in uso da più di sei mesi e ha percorso oltre 6.000 chilometri. In questo caso, quando viene portata da un altro Paese Ue, non si paga una seconda Iva nel Paese di destinazione.

La convenienza di portare l’auto in Italia

Chi compra in Romania per usare l’auto in Italia deve ragionare fin dall’inizio come se stesse facendo un’operazione di importazione intra-Ue. Bisogna avere i documenti per circolare temporaneamente, gestire l’eventuale radiazione o esportazione dal Paese di origine, trasportare il veicolo in modo regolare e poi completare la nazionalizzazione in Italia. Se il proprietario è residente in Italia da più di tre mesi il veicolo proveniente da un altro Paese dell’Unione europea deve essere immatricolato in Italia.

Per i privati che importano un veicolo nuovo o usato per fini privati non è dovuta l’Iva, ma prima dell’immatricolazione bisogna presentare domanda alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate per la verifica delle condizioni di esclusione dal versamento dell’imposta.

Tra gli allegati richiesti la fotocopia del documento di identità, la carta di circolazione, le targhe del veicolo e le ricevute dei versamenti previsti, comprensivi di imposta di bollo, diritti di Motorizzazione, emolumenti Pra e Ipt. Infine c’è il modulo NP-2C, l’istanza dell’acquirente per i veicoli di provenienza Ue oppure la dichiarazione di vendita. Se il soggetto risulta già proprietario all’estero dalla carta di circolazione estera può essere presentata anche una dichiarazione di proprietà con firma autenticata.

Attenzione alla circolazione con targa romena in Italia

Chi non è residente in Italia può circolare con un veicolo immatricolato in un altro Stato membro per un periodo massimo di un anno. Per chi invece è residente in Italia da più di tre mesi il veicolo deve essere immatricolato nel nostro Paese. In caso di mancato rispetto sono previste sanzioni da 400 a 1.600 euro, il ritiro del documento di circolazione, il sequestro del veicolo e, se non si regolarizza entro 30 giorni, la confisca.

In ogni caso il costo finale di un’auto acquistata in Romania comprende molto più del prezzo concordato con il venditore. Bisogna considerare verifiche tecniche, traduzioni, eventuali certificati, assicurazione temporanea o trasporto su bisarca, pratiche fiscali, immatricolazione italiana, targhe, Ipt, emolumenti Pra, diritti di Motorizzazione e assistenza di un’agenzia specializzata. Se l’auto resta in Romania entrano in gioco anche gli obblighi locali. La fiscalità romena sui mezzi di trasporto prevede una tassa annuale dovuta dal proprietario, calcolata in base alla cilindrata e allo standard emissivo del veicolo, con pagamento in due rate, entro il 31 marzo e il 30 settembre.

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