• 28 Agosto 2026 13:54

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Cina, cambiano le regole sui richiami delle auto: nuovi obblighi per le Case

Ago 28, 2026

Un problema trovato in casa non potrà più restare chiuso in un cassetto. La Cina ha avviato una campagna della durata di un anno per controllare la qualità delle automobili vendute nel Paese e impone ai costruttori di segnalare i difetti emersi durante le verifiche interne. Se qualcosa non va, l’azienda dovrà presentare rapidamente un piano alle autorità e procedere al richiamo spontaneo dei veicoli coinvolti.

Le Case dovranno denunciare i difetti scoperti

La stretta arriva pochi giorni dopo il richiamo più grande mai organizzato sul mercato cinese. Tesla e otto produttori locali di auto elettriche hanno annunciato interventi su circa 4,3 milioni di vetture per possibili problemi ai sistemi di apertura d’emergenza delle portiere. In caso di incidente o interruzione dell’alimentazione, trovare e azionare il comando meccanico poteva diventare molto più complicato del previsto.

Le Case automobilistiche dovranno passare al setaccio il lavoro svolto nei propri stabilimenti e quello dei fornitori principali. Sotto esame finiranno la qualità dei prodotti, l’affidabilità nel tempo e i test compiuti prima di introdurre una nuova tecnologia. Entro la fine del 2026 ogni azienda dovrà consegnare una relazione alle autorità locali, assumendosi la responsabilità di ciò che avrà trovato, oppure scelto di non vedere.

Nel mirino finiscono soprattutto i sistemi di assistenza alla guida e le funzioni autonome. Le autorità controlleranno se sono stati provati a sufficienza e se la pubblicità racconta con precisione che cosa possono fare, evitando di trasformare un aiuto al conducente in un pilota automatico soltanto a parole. Anche un aggiornamento inviato da remoto dovrà lasciare tracce sufficienti per capire che cosa sia successo in caso di incidente, con una maggiore attenzione alla protezione dei dati e agli attacchi informatici.

Controlli sui sistemi di assistenza alla guida

Da anni in Cina le Case si sfidano a colpi di sconti e ogni nuovo modello deve arrivare prima di quello rivale. A furia di correre, però, qualche prova rischia di rimanere indietro. L’Associazione cinese dei costruttori ha messo il problema nero su bianco e parla di “concorrenza irrazionale”, capace di rendere meno uniforme la produzione e portare le conseguenze fino alla sicurezza delle auto.

A coordinare l’operazione sarà l’autorità di vigilanza del mercato insieme ai ministeri dell’Industria, della Pubblica sicurezza e dell’Ambiente. Gli uffici locali non dovranno limitarsi a raccogliere le relazioni inviate dai costruttori, ma saranno chiamati a controllare che le tecnologie più recenti abbiano superato verifiche serie prima dell’arrivo sul mercato. Fidarsi va bene, sembra dire Pechino, però stavolta qualcuno controllerà i compiti.

Di solito ci si accorge di un difetto quando i clienti cominciano a protestare o, peggio, dopo un incidente. Le Case dovranno insomma andarsi a cercare i guai da sole, invece di aspettare che siano i clienti a bussare alla porta. E non parliamo di casi minuscoli: il problema delle aperture d’emergenza ha fatto partire un richiamo da 4,3 milioni di veicoli.

La prova del nove riguarderà le verifiche interne e la capacità degli uffici di controllarle a fondo. Oltre a spegnere l’incendio del momento, la Cina pensa di spostare il confronto tra i costruttori dal prezzo alla qualità nel tempo.

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