AGI – È stato depositato oggi al Tribunale di Roma, sezione Lavoro, il ricorso ex art. 700 c.p.c. a tutela di Sigfrido Ranucci. Un’azione diretta alla revoca del provvedimento di rimozione della Rai del 28 agosto 2026 e al reintegro del giornalista.
Il Collegio difensivo dei giuslavoristi è coordinato dall’avvocato Roberto De Vita.
Il contenuto del ricorso
Con il ricorso viene chiesto al Tribunale di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinarne la revoca, con l’immediato reintegro di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report. La tutela è stata richiesta in via d’urgenza anche in considerazione di due scadenze ormai imminenti: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report.
Le ragioni della Rai
La difesa contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. Espressioni quali “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze”. L’avvocato De Vita sostiene che “a fronte della formale richiesta di conoscere fatti, circostanze e documenti posti alla base di valutazioni tanto gravi sulla credibilità, sull’autorevolezza e sull’indipendenza professionale del giornalista, la Rai ha ritenuto di non fornire ulteriori chiarimenti né alcun supporto documentale”.
E poi aggiunge: “Non si chiede al giudice di entrare nelle scelte editoriali della Rai, ma di verificare se sia legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. È una questione che riguarda Sigfrido Ranucci, ma riguarda anche il confine che deve esistere, in una democrazia, tra il potere politico e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo d’inchiesta”, conclude il legale.