• 19 Agosto 2026 11:20

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Carburanti, un confronto impietoso: oggi il diesel costa quasi tre volte rispetto al 1996

Ago 19, 2026

Per molti automobilisti il pieno è diventato un appuntamento sempre più pesante per il portafoglio. Negli ultimi mesi l’impennata delle quotazioni petrolifere, alimentata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle ripercussioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha riportato benzina e diesel su livelli che fino a poco tempo fa sembravano difficili da immaginare.

Se all’inizio dell’anno era ancora possibile trovare distributori con prezzi vicini a 1,70 euro al litro, oggi restare sotto la soglia psicologica dei 2 euro è diventata un’impresa. E il dato assume contorni ancora più significativi quando viene confrontato con quello di trent’anni fa.

Dal pieno da 46 euro a quello da oltre 100

A fotografare il fenomeno è un’analisi del Codacons che mette a confronto i prezzi attuali con quelli registrati nel 1996, quando in Italia circolava ancora la lira e il costo del carburante rappresentava una voce decisamente meno pesante nel bilancio familiare.

Nel secondo trimestre del 1996 la benzina aveva un prezzo medio pari a circa 0,929 euro al litro. Oggi la media nazionale del self service si attesta a 1,992 euro al litro. In pratica, nel giro di tre decenni il costo della verde è più che raddoppiato.

Tradotto in termini concreti significa che un automobilista che nel 1996 spendeva poco più di 46 euro per riempire un serbatoio da 50 litri, oggi deve mettere in conto quasi 100 euro. Una differenza che da sola racconta quanto sia cambiato il peso del carburante nel bilancio delle famiglie italiane.

Diesel, l’aumento è ancora più pesante

Se la situazione della benzina appare già significativa, quella del gasolio è ancora più impressionante. Tra aprile e giugno del 1996 il diesel costava mediamente 0,730 euro al litro. Oggi la media nazionale rilevata sulla rete stradale ha raggiunto quota 2,093 euro al litro.

In altre parole il prezzo del gasolio è quasi triplicato rispetto a trent’anni fa. Per un pieno da 50 litri servono ormai oltre 104 euro, contro i circa 36 euro necessari nel 1996. Una differenza superiore ai 68 euro per ogni rifornimento, che diventa ancora più rilevante per chi percorre molti chilometri ogni anno o utilizza veicoli commerciali. Non sorprende quindi che il diesel sia diventato il simbolo dell’attuale emergenza carburanti.

Il taglio delle accise ha evitato uno scenario peggiore

A rendere meno pesante il conto per gli automobilisti è intervenuta la recente proroga dello sconto fiscale sul gasolio. Il taglio delle accise, che vale circa 17 centesimi al litro IVA inclusa, ha infatti evitato un ulteriore balzo dei prezzi alla pompa.

Senza questo intervento il diesel avrebbe potuto avvicinarsi pericolosamente alla soglia dei 2,30 euro al litro, soprattutto lungo la rete autostradale, dove i listini risultano già sensibilmente più elevati rispetto alla viabilità ordinaria. In uno scenario del genere sarebbero bastati appena 20 litri di carburante per superare abbondantemente i 45 euro di spesa.

Le tensioni internazionali continuano a pesare

Il problema è che il mercato resta estremamente sensibile agli sviluppi geopolitici. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi strategici più importanti per il commercio mondiale di petrolio e ogni tensione nella regione si riflette quasi immediatamente sulle quotazioni internazionali del greggio.

Per il momento i prezzi sembrano essersi stabilizzati, ma restano su livelli molto elevati rispetto agli standard degli ultimi anni. La fotografia scattata dal confronto con il 1996 è quindi impietosa: la benzina costa oltre il doppio rispetto a trent’anni fa, mentre il diesel sfiora un incremento del 190%. Numeri che spiegano perché oggi un pieno possa facilmente superare quota 100 euro e perché milioni di automobilisti guardino con crescente preoccupazione ai tabelloni dei distributori.

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