• 28 Ottobre 2026 12:48

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Brusco (Confindustria Energia): “Transizione inevitabile, focus sui costi”

Ott 28, 2026

AGI  – “La transizione energetica è inevitabile. Il tema è con quale velocità dobbiamo fare la nostra transizione e a quali costi. Sicuramente non a costo di desertificare la nostra industria. Quindi il ragionamento che va fatto è un ragionamento di estremo pragmatismo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Energia Guido Brusco alla conferenza dei 20 anni dell’associazione in un’intervista all’AGI. 

Brusco: “Transizione energetica è inevitabile” 

“Il costo dell’energia – ha proseguito – è importante per le famiglie, perché è potere d’acquisto, ma è importante anche per l’industria, perché consente di decidere dove produrre. Qui non si tratta di capire se fare o meno la transizione. Utilizzare le tecnologie per il loro livello di maturità, senza dimenticare che l’Europa oggi rappresenta solo il 6% delle emissioni, mentre il 75% è rappresentato da Russia, India, Cina e Stati Uniti. Quindi se non si interviene lì, ma soltanto sull’Europa, il problema che è di tipo globale non si può risolvere”. 

“Focus sui costi dell’energia” 

 “La transizione è inevitabile e l’elettrificazione va supportata dove è efficace, ma non dobbiamo dimenticare che le fonti fossili, fino a che non entrano altre tecnologie per il cosiddetto baseload come il nucleare, saranno ancora necessarie per lunghi anni”, ha evidenziato Brusco. “Quindi è necessario poter fare degli investimenti, degli investimenti di lungo termine e fare delle politiche energetiche coerenti. Il fatto di non aver garantito investimenti di lungo termine soprattutto sul gas oggi ci espone ai prezzi spot che sono molto più alti. Avere dei contratti a lungo termine, invece, consente di approvvigionare il gas a costi più bassi”.

Il ruolo dell’Italia e dell’Europa 

In questo senso, il ruolo dell’Italia e dell’Europa è notevole. “Possono giocare un ruolo importantissimo, soprattutto per la posizione geografica dell’Italia e soprattutto perché la risposta che l’Europa deve dare, trovandoci nel pieno di due guerre, quella russo-ucraina e quella del Medio Oriente, è diversificare gli approvvigionamenti, diversificare le rotte, ma soprattutto non cadere da una dipendenza in un’altra”.

“Oggi, come è stato detto, ci troviamo nel mezzo di una guerra tra due colossi, Stati Uniti, che fanno della dominanza energetica una leva politica e la Cina che controlla tutta la filiera dei minerali critici. La risposta dell’Europa deve essere una risposta di integrazione e in qualche modo deve uscire fuori da questa dipendenza”.

“Hub logistico” 

Sul ruolo dell’Italia, il presidente di Confindustria Energia ha evidenziato come “abbia due grandi aree su cui può intervenire. Una che è naturale e che ce la offre la nostra geografia. L’Italia è per sua natura un hub, un hub logistico per quello che riguarda il gas, per quello che riguarda le altre commodity dell’energia. L’altro è che ha un patrimonio di siti dismessi che si può valorizzare. Abbiamo fatto uno studio insieme ad Ambrosetti, su 126 siti industriali, da cui emerge la possibilità di investire per rigenerare questi siti più di 200 miliardi di investimenti con una ricaduta diretta e indiretta indotta di circa 300 miliardi”, ha concluso. 

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