• 4 Ottobre 2022 22:33

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Brindisi, presa la banda dei colpi ai bancomat: in garage l’Audi blindata da 140mila euro

Ott 20, 2016

I carabinieri di Osimo, nelle Marche, hanno assicurato alla giustizia quattro pregiudicati pugliesi componenti della banda che nei mesi scorsi ha messo a segno una ventina di colpi ai danni di sportelli bancomat di filiali bancarie, uffici postali, casse continue di distributori di carburanti e gioiellerie nelle Marche, in Puglia e in Emilia Romagna. Gli arrestati sono i brindisini Cosimo Iurlaro (41 anni) e Omar Bianco (27) insieme con Vincenzo Schiena (38enne di Carovigno), mentre per il quarto complice, Marco Santoro, 25enne di Carovigno, la Procura della Repubblica di Macerata ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma e permanenza nel paese di residenza.

I quattro sono stati bloccati nei loro paesi di residenza: erano già stati fermati il 25 settembre scorso a Porto Sanet’Elpidio e la Procura della Repubblica di Fermo aveva imposto l’obbligo di firma e di dimora nei luoghi di residenza. Il provvedimento di arresto è scattato in seguito al ricorso della Procura della Repubblica di Macerata contro l’ordinanza di non convalida del fermo da parte del tribunale di Fermo, essendo anche emersi ulteriori elementi di accusa: in una perquisizione nell’abitazione di Cosimo Iurlaro i carabinieri avevano sequestrato 9mila euro in banconote da 50 euro e valori bollati per 777 euro perché ritenuti parte del bottino ottenuto con il colpo nell’ufficio postale a Trodica di Morrovalle.

Brindisi, presa la banda dei colpi ai bancomat: in garage l'Audi blindata da 140mila euro

Uno dei colpi messi a segno dalla banda

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Le indagini erano partite il 2 gennaio 2016 dopo il colpo al bancomat dell’Unicredit a Polverigi con l’esplosione provocata dall’acetilene e proseguite dopo gli altri furti alla Banca Popolare di Ancona a Padiglione di Osimo, al bancomat della Carilo di Loreto e al centro commerciale Grotte Center di Camerano. Un ruolo fondamentale lo ha avuto un complice di Porto Sant’Elpidio che lavora in una pasticceria di Civitanova e che svolge anche attività di agente immobiliare e quindi ha procurato alla banda una mansarda, che era diventata il covo dei malviventi, e un garage in cui nascondevano un’Audi SR6 del valore di 140mila euro rubata a Porto San Giorgio (il proprietario è un cittadino di Trento): era stata spostata per qualche tempo in Puglia per essere blindata con lastre di acciaio protettive alle fiancate. All’interno sono state trovate le tute con cui i banditi effettuavano i colpi e i chiodi da poter spargere sull’asfalto

nel caso di un inseguimento.

I carabinieri erano riusciti a piazzare cimici nella mansarda: hanno potuto così registrare tutte le loro conversazioni sui colpi effettuati e quelli in preparazione, ma anche le spiegazioni del perché alcuni colpi erano andati a vuoto (a Villa Musone di Recanati e a Monturano): erano state sbagliate le dosi di ossigeno e dell’acetilene. In quella circostanza Iurlaro aveva detto che “il paese è diventato blu”.

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