• 25 Maggio 2026 17:40

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Patente sospesa, nessun problema: ci pensa la Jeep di Barbie

Mag 25, 2026

C’era una volta, nel non troppo lontano 2015, una studentessa della Texas State University di nome Tara Monroe. Tara era una ventenne come tante, almeno fino al giorno in cui la sua vita sociale e logistica ha subito un brusco testacoda: un arresto per guida in stato di ebbrezza le era costato la sospensione della patente. In un mondo normale, questo avrebbe significato lunghi ed estenuanti tragitti in autobus o il recupero di una vecchia bicicletta impolverata. Ma Tara non era una studentessa normale e, a quanto pare, non aveva alcuna intenzione di pedalare sotto il sole del Texas.

La soluzione: affidarsi a una Jeep giocattolo

Rimasta a piedi, Tara si trovò davanti a un dilemma esistenziale: come raggiungere le aule universitarie senza sembrare una comune mortale senza privilegi motorizzati? La risposta arrivò dal web, sotto forma di un affare irrinunciabile: una Jeep di Barbie usata, acquistata per la modica cifra di circa 60 dollari.

Immaginate la scena. Mentre i suoi colleghi arrivavano al campus a bordo di pick-up rombanti o utilitarie anonime, Tara faceva il suo ingresso trionfale varcando i cancelli a bordo di un minuscolo concentrato di plastica rosa acceso. Il veicolo era così piccolo che le sue gambe da ventenne faticavano a trovare spazio nell’abitacolo progettato per bambine di sei anni, ma questo non sembrava scalfire minimamente la sua dignità.

Un fenomeno virale

In pochissimo tempo, il ronzio del motorino elettrico della Jeep giocattolo divenne il suono più atteso del campus. Con immancabili occhiali da sole d’ordinanza e un’espressione di assoluta indifferenza verso il mondo circostante, attraversava marciapiedi, parcheggi e viali pedonali a una velocità per certi versi ridicola. Il contrasto tra la serietà della sua posa e l’assurdità del mezzo rosa shocking era semplicemente troppo irresistibile per essere ignorato.

Ovviamente, nell’era degli smartphone, una simile apparizione non poteva restare confinata entro i confini dell’università. Foto e video di Tara sulla sua mini-Jeep iniziarono a rimbalzare freneticamente da un social network all’altro, trasformandola in un vero e proprio fenomeno virale. Il popolo del web, come sempre, si divise in due fazioni agguerrite: da un lato, chi la considerava un genio assoluto della creatività e dell’autoironia; dall’altro, i critici più severi che sottolineavano come una simile trovata finisse per banalizzare un reato serio come la guida in stato di ebbrezza.

Una storia ancora adesso assurda

Indipendentemente dal giudizio etico, l’impatto mediatico fu devastante. Tara era riuscita a trasformare una sanzione legale in una performance artistica involontaria. Ogni suo spostamento diventava un evento, un momento di rottura della monotonia accademica che costringeva gli studenti a fermarsi e stropicciarsi gli occhi per credere a quello che vedevano.

Oggi, a distanza di anni, quella minuscola Jeep rosa è ufficialmente entrata nell’albo d’oro delle storie universitarie più assurde e memorabili mai apparse su internet. Resta il fatto che, per qualche settimana nel 2015, il Texas non è stato famoso per i suoi cowboy o per il petrolio, ma per una ragazza che, pur avendo perso il diritto di guidare un’auto vera, non aveva alcuna intenzione di rinunciare al suo posto nel traffico, anche se quel posto era fatto di plastica e alimentato da una batteria ricaricabile di un giocattolo usato, non concepito per una giovane universitaria ma per una piccola infante. Una rivincita che fa ancora sorridere.

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