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Bimba aggredita al collegio San Carlo di Milano, il caso finisce alla procura dei minori: “Fu bullismo?”

Gen 27, 2017

Sul caso della bambina di sette anni che si è fatta male al collegio San Carlo, la procura presso il tribunale per i minorenni di Milano ha aperto un fascicolo. Dopo avere chiesto una relazione scritta sull’accaduto alla direzione della scuola, i pubblici ministeri hanno avviato una pratica civile. Non si tratta di un procedimento penale, anche perché – qualunque sia la dinamica che i pm potranno ricostruire – i bambini che durante una pausa delle lezioni rincorrevano una coetanea sono ovviamente troppo piccoli per essere imputabili.

L’apertura del fascicolo potrebbe portare all’interessamento dei servizi sociali. Ciro Cascone, capo della procura, spiega: “Se la collega a cui è stata assegnata la pratica lo riterrà necessario, dopo avere esaminato la documentazione a disposizione, potrebbe decidere di raccogliere più informazioni, in modo discreto e senza interferire con la vita dei piccoli. È importante capire se la bambina si sia fatta male a seguito di un episodio isolato o se vi siano stati in precedenza reiterati comportamenti bullistici. In quel caso, è logico immaginare un percorso che coinvolga gli assistenti sociali, i bambini e le loro famiglie”.

Sullo svolgersi degli eventi la versione del San Carlo – che pure ha sospeso due dei bambini coinvolti – differisce da quella sostenuta dai genitori della bambina, rappresentati dall’avvocato Alessandro Mezzanotte. Con una nota ufficiale, il collegio di corso Magenta riferisce di un caso “circoscritto ed episodico”. Intorno alle 12 di lunedì 16 gennaio, la bambina sarebbe stata rincorsa per gioco e per “un eccesso di vigoria di quattro compagni maschi”, avrebbe riportato “contusioni di contenuta entità”. Una ricostruzione che la famiglia della piccola ritiene “offensiva, denigratoria”, nonché “strumentale a garantire la totale deresponsabilizzazione dell’istituto”.

A detta dei genitori della bambina, che hanno scritto alla preside Elena Bignardi, si tratterebbe di una “vera e propria aggressione di gruppo”. Un episodio “di una gravità inaudita” che avrebbe causato alla piccola “non solo un’infrazione a una costola

ma anche danni psicologici molto allarmanti”. Saranno ora i magistrati a cercare di stabilire la realtà dei fatti. Sulla frequenza di casi simili, Cascone dice: “Gli episodi di presunto bullismo alle elementari sono difficili da individuare. Non è facile stabilire quali condotte travalichino il confine del gioco. Per questo, di rado riceviamo segnalazioni per bambini così piccoli”.

Twitter: @franvanni

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