• 6 Maggio 2026 10:49

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Benzina in netto rialzo, superato il record di due anni fa

Mag 6, 2026

C’è un senso di forte inquietudine che si diffonde in chi si ferma in questi giorni nelle stazioni di servizio per fare un rifornimento all’auto. E il perché è presto detto, è sufficiente osservare per poco più di un secondo i numeri sui display dei distributori. Per la prima volta dopo due lunghi anni, l’Italia si ritrova a fare i conti con un rincaro fragoroso, per carità era atteso ma adesso le aspettative sono realtà: il prezzo della benzina ha infranto nuovamente la barriera psicologica di 1,9 euro al litro, segnando un picco che non si registrava dal maggio del 2024. È una stangata che colpisce al cuore la mobilità delle famiglie, trasformando ogni pieno in un piccolo sacrificio finanziario (costa circa 9 euro in più di qualche giorno fa).

Un mercato nella tempesta

La situazione attuale non è frutto del caso, ma la conseguenza di una tempesta perfetta che agita i mercati internazionali. Le quotazioni del greggio sono tornate a infiammarsi, con il Brent stabilmente sopra i 110 dollari al barile. Lo Stretto di Hormuz, il principale punto di transito per le forniture mondiali di greggio, rimane un punto di osservazione critico: ogni minima incertezza in quel corridoio si traduce immediatamente in una fiammata dei prezzi alla pompa, rendendo il costo del carburante estremamente volatile.

La fotografia dei rincari

Entrando nel dettaglio della rete stradale, i numeri forniti dall’Osservatorio del MIMIT e da Staffetta Quotidiana sono impietosi. Il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service si è attestato a 1,926 euro al litro. Se ci si sposta in autostrada, il costo per il “fai-da-te” sfiora pericolosamente la soglia dei due euro, toccando quota 1,981 euro al litro.

Il panorama non è meno desolante per chi sceglie il servizio assistito, dove la benzina vola a una media di 2,024 euro al litro, con punte nelle compagnie di bandiera che arrivano a 2,072 euro. Anche il gasolio (che beneficia di uno sconto maggiore sulle accise), pur registrando lievi e timidi ribassi, rimane una voce di spesa pesantissima, mantenendosi costantemente sopra i due euro al litro (2,044 euro in media sulla rete stradale e ben 2,114 euro in autostrada). Non si salva nemmeno il GPL, che ha subito una spinta verso l’alto raggiungendo gli 82 centesimi al litro.

L’impatto sulle famiglie

Le associazioni dei consumatori, come l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), hanno lanciato un grido d’allarme che fotografa plasticamente la sofferenza degli italiani. In pochi giorni, la benzina è letteralmente decollata, con incrementi superiori ai 17 centesimi al litro. Questo si traduce in una spesa aggiuntiva per un rifornimento standard da 50 litri pari a circa 8,50 o 9 euro in più rispetto a poche settimane fa.

Geograficamente, l’Italia appare ferita in modo disomogeneo ma profondo. Il record negativo degli aumenti spetta a Trento, dove la benzina è rincarata di ben 18,5 centesimi, seguita da vicino da Toscana, Lombardia e Piemonte con incrementi di 18 centesimi. In termini di valore assoluto, le regioni dove il portafoglio piange di più sono la Calabria e la Valle d’Aosta, con prezzi medi che superano 1,94 euro al litro, superati solo dalla rete autostradale.

Solo il Molise e la Basilicata sembrano aver subito una pressione leggermente minore, pur non essendo immuni da un rialzo che, inesorabile, sta ridisegnando le abitudini di consumo di un intero Paese. In questo clima di incertezza, il timore è che i record del passato non siano più un limite, ma una nuova, drammatica base di partenza.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close