MILANO – La banca centrale europea rileva che il sistema finanziario dell’area euro ha dimostrato resistenza alle pressioni negli ultimi mesi, mentre “il livello di stress sistemico si è mantenuto relativamente basso”. Ma nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, l’istituzione di Francoforte mette al tempo stesso in guardia dai “rischi di correzioni” dei prezzi dei titoli su scala globale, che “si sono intensificati”. In parte questo va imputato “all’incertezza politica – afferma la Bce – e agli attesi cambiamenti di linea politica negli Stati Uniti”, ovviamente anche un riferimento alla recente vittoria di Donald Trump alle presidenziali.

Inoltre “le vulnerabilità delle banche dell’area euro restano significative – si legge – a causa di fattori strutturali e dell’inasprimento (steepening) della curva dei rendimenti”, ovverto quando i tassi a lungo termine aumentano più rapidamente di quelli a breve.

La Bce ha identificato 4 principali rischi sistemici che incombono sull’area euro nei prossimi due anni. E che vengono elencati nel rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, presentato a francoforte dal vicepresidente Victor Constancio. Il primo è rappresentato dalla possibilità di correzioni dei prezzi su scala globale che potrebbero innescare un effetto “contagio”. Un quadro che ha come possibili inneschi “l’incertezza politica nelle economie avanzate” ma anche le persistenti “fragilità nelle economie emergenti”. Il secondo rischio identificato dalla bce è costituito dalla possibile spirale negativa che si potrebbe alimentare con l’effetto combinato di bassa crescita economica e bassa redditività delle banche, trovandosi queste ultime “in alcuni paesi” nella necessità di smaltine elevati livelli di crediti deteriorati (non performing loans). Il terzo rischio è rappresentato dal possibile “riaccendersi delle preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici e privati in un contesto di bassa crescita, se l’incertezza politica – avverte la bce – dovesse portare a uno stallo delle riforme e livello nazionale e europeo”. Infine, l’ultima criticità messa in rilievo dall’analisi è la possibilità che si producano “tensioni sul finanziamento degli investimenti, amplificando i rischi legati alle liquidità e le possibili ricadute per l’intero settore finanziario”.