La contestazione a carico di chi imbocca l’autostrada contromano porta alla revoca della patente, al fermo amministrativo del veicolo per tre mesi e alla decurtazione di 10 punti. Se da quella manovra derivano feriti o vittime, il caso può trasformarsi in un procedimento per lesioni personali stradali oppure per omicidio stradale.
Il rischio nasce anche nei casi di una rampa imboccata al contrario, un’inversione eseguita dopo aver mancato l’uscita o l’attraversamento dello spartitraffico, che ricadono nel divieto stabilito dall’articolo 176 del Codice della Strada. Pochi metri
Contromano in autostrada, tutte le sanzioni
Per la circolazione nella direzione vietata su carreggiate, rampe e svincoli, il ventaglio dell’impianto sanzionatorio è il seguente:
sanzione amministrativa da 2.046 a 8.186 euro;
aumento di un terzo se il fatto avviene tra le 22 e le 7;
esclusione del pagamento in misura ridotta e dello sconto del 30%;
trasmissione del verbale al prefetto, chiamato a stabilire la somma dovuta;
decurtazione di 10 punti;
revoca della patente;
fermo amministrativo del mezzo per tre mesi;
confisca del veicolo in caso di reiterazione della violazione.
Il riferimento è l’articolo 176 del Codice della Strada, applicabile sia alle autostrade e sia alle strade extraurbane principali e agli altri tratti indicati dall’articolo 175. L’articolo 202 esclude per questa infrazione il pagamento in misura ridotta con gli atti vengono inoltrati al prefetto. Se l’autorità ritiene fondato l’accertamento, l’articolo 204 prevede un’ordinanza per una somma non inferiore al doppio del minimo edittale.
Con i valori in vigore nel 2026, la soglia parte quindi da 4.092 euro nell’ordinaria procedura prefettizia, salvo gli aumenti applicabili e l’esito di un’eventuale opposizione.
Che cosa vieta davvero l’articolo 176
Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, anche sfruttando varchi presenti, e circolare sulla carreggiata o sulla porzione di essa opposta alla direzione consentita.
Non occorre quindi raggiungere il tratto principale dell’autostrada perché scatti la contestazione. Una rampa di ingresso percorsa nel verso sbagliato appartiene già all’area protetta dalla norma così come uno svincolo affrontato contro la segnaletica.
Neanche la brevità del tragitto cancella l’illecito. L’errore può durare pochi secondi, ma la pericolosità della condotta nasce nell’istante in cui il veicolo entra nella traiettoria del traffico regolare. Distanza percorsa, condizioni della strada e comportamento tenuto dopo essersi accorti dello sbaglio incidono sulla ricostruzione e non eliminano la violazione consumata.
Il Codice della Strada separa condotte spesso confuse nel linguaggio comune. Chi inverte la marcia o procede contromano rientra nel comma 19 dell’articolo 176, con revoca della patente e importi da 2.046 a 8.186 euro. La sola retromarcia, vietata anche sulla corsia di emergenza tranne che nelle aree di servizio o di parcheggio, è punita invece con una somma da 430 a 1.731 euro e con 10 punti in meno.
Un diverso regime riguarda la marcia ingiustificata sulla corsia d’emergenza e l’uso improprio delle corsie di accelerazione o decelerazione. In quei casi la multa va da 430 a 1.731 euro, la patente viene sospesa da due a sei mesi e il punteggio scende di 10 unità.
Mancare un’uscita non autorizza a tornare indietro. Il conducente deve proseguire fino allo svincolo seguente, anche quando la deviazione comporta chilometri aggiuntivi o un pedaggio maggiore. Fermarsi, arretrare o effettuare una conversione a U trasforma un inconveniente di percorso in una situazione ad altissimo rischio.
Tra revoca e sospensione della patente
La sospensione congela per un periodo definito la validità di una patente che continua a esistere. Trascorso il termine, e adempiuti gli eventuali obblighi imposti, il titolare può riottenere il documento.
Con la revoca cambia il quadro. Il titolo viene annullato e l’interessato deve conseguire una nuova patente, ripartendo dagli esami teorico e pratico dopo il periodo di interdizione. In base all’articolo 219 del Codice della Strada, non se ne può ottenere un’altra prima che siano trascorsi almeno due anni dal momento in cui il provvedimento è diventato definitivo.
La perdita di 10 punti resta indicata nel verbale, benché sul piano pratico venga superata dall’effetto più grave della revoca. La fascia notturna riceve un trattamento più severo. L’articolo 195, comma 2-bis aumenta di un terzo le sanzioni per le violazioni commesse dopo le 22 e prima delle 7.
La riduzione del 30% entro cinque giorni non è disponibile. Non si può neanche chiudere il procedimento versando il minimo edittale entro sessanta giorni perché l’articolo 202 inserisce il contromano autostradale tra le violazioni escluse dal pagamento in misura ridotta. Il verbale viene trasmesso al prefetto entro dieci giorni. L’interessato può presentare ricorso prefettizio entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, oppure rivolgersi al giudice di pace entro trenta giorni.
Nemmeno un’app di navigazione offre un lasciapassare. Nel gennaio 2026, per esempio, la Polizia Stradale ha fermato sulla A14, nell’area di Bari, un settantacinquenne che aveva attribuito allo smartphone l’ingresso nella direzione sbagliata: sono seguiti sanzione, revoca della patente e fermo del veicolo per tre mesi. La segnaletica stradale prevale sempre sulle istruzioni digitali, che possono essere imprecise, non aggiornate o mal interpretate.
Il contromano è automaticamente un reato?
Quando non si verificano incidenti, nessuno rimane ferito e non emergono autonome condotte penalmente rilevanti, il fatto resta in linea generale una gravissima violazione amministrativa. L’entità della multa e la revoca non trasformano da sole l’episodio in un reato.
Il passaggio al penale avviene se dalla marcia contromano derivano lesioni o morte di una persona, oppure quando al controllo emergono ebbrezza, assunzione di stupefacenti, fuga dopo l’incidente, omissione di soccorso o altre fattispecie previste dalla legge. Ogni imputazione richiede l’accertamento del nesso causale, dell’elemento soggettivo e delle circostanze specifiche; una formula automatica non sostituisce l’indagine.
Le pene per le lesioni stradali
L’articolo 590-bis del Codice penale considera la circolazione contromano una circostanza aggravante. Quando la condotta causa una lesione grave, la pena prevista va da un anno e sei mesi a tre anni. In presenza di una lesione gravissima, la forbice sale da due a quattro anni.
Per comprendere la differenza, si parla in termini generali di lesione grave quando la malattia o l’incapacità supera quaranta giorni oppure ricorrono le altre ipotesi descritte dal Codice penale. La categoria gravissima comprende conseguenze come una malattia certamente o probabilmente insanabile, la perdita di un senso o di un arto e altre menomazioni di analoga portata.
Se le persone ferite sono più di una, la pena prevista per la violazione più grave può essere aumentata fino al triplo, senza superare sette anni. Una corresponsabilità della vittima o di terzi, quando l’evento non dipende solo dal conducente contromano, consente invece una riduzione fino alla metà.
Alcol e droga aggravano ancora il quadro. Le fasce sanzionatorie cambiano secondo il tasso alcolemico, la categoria del conducente e la fattispecie contestata; nei casi più severi, le lesioni gravi possono condurre a una reclusione da tre a cinque anni e quelle gravissime da quattro a sette anni.