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Elezioni Sicilia, al M5s il derby di governo: vince a Caltanissetta e Castelvetrano – Il Fatto Quotidiano

Mag 13, 2019

Due vittorie su due per il Movimento 5 stelle. Due sconfitte su due per la Lega. La Sicilia si conferma terra di consenso per il Movimento di Luigi Di Maio, che vince il derby senza scontri col Carroccio di Matteo Salvini. Una doppia vittoria che regala ossigeno al M5s in vista delle elezioni europee del 26 maggio, mentre i leghisti restano a mani vuote non riuscendo a conquistare neanche un comune nella Regione più a Sud d’Italia. Fallisce dunque il tentativo del Carroccio di fare lo sgambetto all’alleato di governo.

L’esito dei ballottaggi in Sicilia, dove si è votato in cinque comuni, fa segnare l’en plein dei 5stelle, che vincono in due città emblematiche: a Caltanissetta, l’unico capoluogo al voto e la città del caso Montante, l’ex presidente di Confindustria sull’isola condannato venerdì scorso a 14 anni di carcere; e a Castelvetrano, la cittadina del superlatitante Matteo Messina Denaro, chiamata al voto dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose. Ad annunciare la doppia vittoria, quando lo spoglio era a metà ma dall’esito scontato, è lo stesso Di Maio con una diretta facebook : “Quando ci danno per morti noi ci siamo sempre. Questa è una grandissima vittoria. Faremo un grande lavoro insieme perché Roberto lo sosterremo dal governo centrale, dall’Assemblea regionale e, insieme a tutti gli altri sindaci, gli daremo la possibilità di rilanciare quel territorio, quella città. Credo che avremo delle grandissime sorprese anche alle Europee”, ha detto il capo politico dei 5 stelle.

Nel pomeriggio Di Maio ha annunciato che volerà in Sicilia, per festeggiare a Caltanissetta insieme al padrone di casa Giancarlo Cancelleri, la vittoria di Gambino, che ha ottenuto il 58,85%, staccando il rivale Michele Giarratana, del centrodestra, che si è fermato al 41,15%. Dopo Caltanissetta, Di Maio andrà a Castelvetrano per onorare il trionfo di Enzo Alfano, eletto nuovo sindaco con il 64% dei voti, quasi il doppio dell’avversario Calogero Martire, che sostenuto da liste civiche di centrodestra non è andato oltre il 35%.

Sul fronte opposto, invece, doppia sconfitta per la Lega. I candidati del Carroccio, Giuseppe Spata e Giorgio Randazzo, perdono i rispettivi duelli a Gela e a Mazara del Vallo nonostante le piazze riempite da Salvini durante il suo tour elettorale. Nella città in provincia di Trapani – celebre perché abitata fin dagli anni ’80 da più di tremila nordafricani – il nuovo sindaco è Salvatore Quinci, eletto col 52% e sostenuto da liste civiche di centrosinistra e moderati. Nella città del Petrolchimico, invece, la vittoria va a Lucio Greco che ha sfiorato il 53%: era il candidato del “Nazareno in salsa sicura”, appoggiato da liste civiche espressione del Pd e da un pezzo di Forza Italia. Sfuma dunque il sogno di Salvini di sfondare anche in Sicilia: il Carroccio deve accontentarsi di Motta Sant’Anastasia, il comune in provincia di Catania da appena 12mila abitanti conquistato al primo turno.

Il quinto comune chiamate al ballaggio era Monreale, dove né la Lega e neanche il M5s sono riusciti ad arrivare al secondo turno: nella città in provincia di Palermo vince Alberto Arcidiacono, sostenuto da liste civiche e da Diventerà Bellissima, il movimento del governatore Nello Musumeci, che col 55,73% ha sconfitto l’uscente Piero Capizzi, fermo al 44,27%. Bassa l’affluenza nei cinque comuni, ferma al 43,60%, con un calo del 15,37% rispetto al primo turno. Ai seggi si sono recati 98.783 elettori sui 226.546 aventi diritto. Il crollo maggiore a Gela, dove ha votato il 40,49% degli elettori rispetto al 58,41% del primo turno.

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