• 6 Novembre 2026 8:46

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DFSK Glory 500: a chi è consigliata, prezzo e motorizzazioni

Nov 6, 2026

Nel segmento dei SUV compatti, dove ormai quasi nessuno scende sotto i 25.000 euro, la DFSK Glory 500 gioca una partita tutta sua: costa meno di una citycar ben accessoriata, ma ha le forme, l’altezza da terra e gran parte della dotazione di un crossover vero.

Il marchio è cinese, legato al gruppo Dongfeng, e in Italia ha scelto una strategia semplice da spiegare e difficile da ignorare: prezzo basso, equipaggiamento già completo, garanzia di 5 anni o 100.000 km.

Non è un’auto che pretende di competere con le alternative generaliste dello stesso segmento. La Glory 500 si rivolge a chi cerca spazio e praticità con una particolare attenzione al prezzo d’attacco, accettando in cambio qualche compromesso su meccanica e tecnologia.

Dimensioni e design

La Glory 500 misura 4.385 x 1.850 x 1.645 mm, con un passo di 2,66 metri. Numeri da crossover compatto a tutti gli effetti, in linea con i C-SUV d’ingresso del segmento e più lunga di molte rivali dichiaratamente urbane. L’altezza di 1,64 metri e la posizione di guida rialzata regalano la sensazione di dominare la strada che oggi molti automobilisti cercano prima ancora di guardare il listino.

Il design è pulito e senza eccessi, con un frontale dominato da una calandra ampia e fari a LED, linee morbide sulle fiancate e un posteriore ordinato con gruppi ottici a LED. Non c’è un dettaglio che faccia davvero discutere, e forse è un bene: l’estetica è quella di un SUV generalista, difficile da giudicare sbagliato.

Di serie arrivano cerchi in lega da 17 pollici a cinque razze, antenna a pinna di squalo e specchietti regolabili elettricamente, dotazioni che su concorrenti di questo prezzo spesso compaiono solo a pagamento.

Ufficio Stampa DFSKDFSK Glory 500, benzina o GPL: quale versione scegliere?

Interni

L’abitacolo è la parte dove si capisce meglio da dove nasce il prezzo. Le plastiche sono dure, gli assemblaggi corretti ma senza particolari ricercatezze, e la plancia ha un’impostazione essenziale. Il sistema multimediale con schermo touch e compatibilità Apple CarPlay e Android Auto fa il suo lavoro, ma grafica e velocità di risposta non sempre sono all’altezza di quanto si trova oggi nel segmento.

Meglio il capitolo spazio. In cinque si sta senza particolari rinunce, con un divano posteriore accogliente per le gambe e una buona luminosità, soprattutto sulla Luxury grazie al tetto panoramico elettrico.

Il bagagliaio dichiarato nelle schede tecniche è di 430 litri, un valore nella media alta della categoria, anche se i dati di alcune fonti sono più prudenti e conviene verificare di persona con valigie e passeggino. Gli schienali posteriori si ribaltano per ampliare il vano di carico quando serve.

Sulla Luxury la dotazione cresce in modo evidente: rivestimenti in ecopelle, navigatore, sensori di parcheggio, telecamera posteriore, volante in pelle multifunzione, cruise control e radio DAB, un pacchetto che per un’auto da poco più di 21.000 euro non è affatto banale.

Motorizzazioni

La gamma è volutamente semplice: un solo motore, il 1.5 benzina a quattro cilindri aspirato da 106 CV e 148 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a cinque marce o a un automatico CVT.

La velocità massima dichiarata è di 165 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h richiede circa 15 secondi, numeri che raccontano bene la filosofia dell’auto: nessuna ambizione sportiva, solo tanta tranquillità.

A questo si aggiunge l’impianto GPL bifuel, proposto come optional a circa 2.000 euro. È la scelta che ha più senso per chi macina chilometri: il consumo dichiarato in ciclo combinato è di 7 litri per 100 km a benzina e di 9,8 a GPL, valori che a prima vista non entusiasmano ma che, grazie al costo molto più basso del gas, abbattono parecchio la spesa al chilometro.

Il serbatoio da 50 litri e l’omologazione Euro 6 completano la scheda. Va detto con onestà che la meccanica è di impostazione tradizionale, senza elettrificazione né soluzioni particolarmente moderne: chi cerca consumi da ibrida farà meglio a guardare altrove.

Allestimenti

La gamma si articola su due soli livelli. La Standard, disponibile sia con cambio manuale sia con CVT, non è affatto spoglia: oltre ai cerchi in lega da 17 pollici e agli specchietti elettrici, porta in dote cruise control, fari a LED e le dotazioni di base per la connettività. Gli specchietti, sulla Standard, si richiudono manualmente.

La Luxury, disponibile solo con cambio automatico CVT, è il vero salto di qualità: tetto panoramico elettrico, specchietti richiudibili elettricamente, interni in ecopelle e il pacchetto tecnologico più ricco, con navigatore, sensori di parcheggio e telecamera posteriore. Per una differenza di prezzo contenuta rispetto alla Standard automatica, è l’allestimento che più convince chi non vuole rinunciare a nulla.

Prezzi

Il listino della DFSK Glory 500 parte da 17.988 euro per la Standard con cambio manuale, un prezzo che comprende tutte le dotazioni e l’IVA, con messa su strada e imposta provinciale di trascrizione escluse. Passando al cambio automatico CVT l’allestimento Standard sale a 19.788 euro, mentre la Luxury, sempre automatica, parte da 21.588 euro.

L’impianto GPL aggiunge circa 2.000 euro a ciascuna versione, mentre la vernice metallizzata ha un sovrapprezzo di 488 euro. A listino, tutto compreso, la garanzia di 5 anni o 100.000 km.

Nella pratica, tra campagne promozionali e auto in pronta consegna, i concessionari propongono spesso prezzi sensibilmente inferiori a quelli ufficiali, con versioni Standard che scendono anche sotto i 17.000 euro: vale quindi la pena confrontare più offerte prima di firmare.

A chi è consigliata

La DFSK Glory 500 è una scelta sensata per chi ha un budget stretto ma non vuole rinunciare alla posizione di guida e allo spazio di un SUV, magari come prima auto o come seconda macchina di famiglia per gli spostamenti quotidiani. Chi percorre molti chilometri all’anno troverà nella versione GPL un modo concreto per tenere sotto controllo i costi di esercizio.

Chi guida soprattutto in città e cerca comodità sceglierà il CVT, mentre chi punta alla spesa minima può fermarsi alla Standard manuale, che resta già ben equipaggiata. Chi invece cerca prestazioni vivaci, un multimediale all’avanguardia o la raffinatezza di un marchio più blasonato troverà nella Glory 500 limiti evidenti: qui si compra soprattutto un rapporto tra metri quadri, dotazione e prezzo che, nel mercato di oggi, è sempre più raro.

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