• 29 Ottobre 2026 14:56

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Sciopero generale 30 ottobre 2026, trasporti a rischio nonostante la precettazione

Ott 29, 2026

Venerdì 30 ottobre 2026 l’Italia sarà interessata da uno sciopero generale che coinvolge lavoratori pubblici e privati. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto il settore dei trasporti, dove un’ordinanza ministeriale ha imposto il rinvio dell’agitazione, senza però chiudere lo scontro con le organizzazioni sindacali.

L’Unione Sindacale di Base (USB) ha infatti annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione nonostante la precettazione. Per chi deve viaggiare, quindi, la situazione richiede attenzione: le aziende ferroviarie prevedono il servizio ordinario, ma non si possono escludere disagi legati a eventuali adesioni alla protesta.

Lo sciopero interessa anche scuola, pubblica amministrazione e altri comparti lavorativi, con modalità differenti rispetto a quelle previste per treni, autobus e aerei.

Perché il Ministero ha disposto la precettazione

La mobilitazione è stata proclamata da USB e da altre organizzazioni sindacali, tra cui USI-CIT, con rivendicazioni riguardanti salari, costo della vita, condizioni lavorative e investimenti nei servizi pubblici. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto con l’ordinanza 204 T del 27 ottobre, disponendo il differimento dello sciopero nei comparti soggetti alle limitazioni previste per il periodo di Ognissanti.

Dal 30 ottobre al 5 novembre è infatti prevista una finestra di franchigia che tutela gli spostamenti legati alle festività. Il provvedimento riguarda diversi servizi di trasporto, tra cui ferrovie, collegamenti aerei, trasporto pubblico locale, taxi e attività connesse alla circolazione.

USB ha contestato la decisione, confermando la volontà di scioperare. L’eventuale mancato rispetto dell’ordinanza può comportare sanzioni, ma l’effettiva partecipazione dei lavoratori sarà verificabile soltanto durante la giornata. La precettazione dei trasporti, inoltre, non equivale alla cancellazione dell’intero sciopero generale negli altri settori.

Treni, aerei, autobus e taxi: tutti gli orari previsti

Per il settore ferroviario, l’astensione era stata proclamata dalle 21 di giovedì 29 ottobre alle 20:59 di venerdì 30 ottobre. Dopo il provvedimento ministeriale, il Gruppo FS ha comunicato la regolare programmazione dei treni. Anche Trenord ha annunciato il differimento della protesta. Per i viaggiatori rimane consigliabile verificare le singole corse di Trenitalia, Italo e dei servizi regionali.

Nel trasporto aereo lo sciopero era previsto dalle 00:00 alle 23:59 del 30 ottobre. Erano interessate anche specifiche attività aeroportuali, comprese quelle presso gli scali di Firenze e Pisa. Per autobus, tram e metropolitane, le modalità inizialmente annunciate dipendevano dalle disposizioni territoriali. Anche questo comparto rientra nella precettazione.

I taxi avrebbero dovuto fermarsi dalle 00:01 alle 23:59, mentre per il personale autostradale l’inizio dell’agitazione era fissato alle 22 del 29 ottobre. Gli orari indicano le proclamazioni originarie: non rappresentano cancellazioni confermate dopo l’ordinanza ministeriale.

Sciopero a macchia d’olio

Lo sciopero generale interessa anche lavoratori della scuola, dell’università e della pubblica amministrazione, oltre a diverse attività private. Negli istituti scolastici l’adesione del personale potrebbe comportare modifiche alle lezioni o ai servizi, ma non determina automaticamente la chiusura delle scuole.

In Lombardia l’attenzione riguarda soprattutto Trenord e Malpensa Express. Con il differimento dello sciopero ferroviario, è prevista la normale programmazione, senza attivazione automatica dei servizi sostitutivi ipotizzati per la protesta.

Situazione analoga per i collegamenti aeroportuali nelle altre regioni, dove occorre distinguere tra eventuali agitazioni del personale e operatività effettiva dei voli. Chi deve partire venerdì dovrebbe controllare le comunicazioni della propria compagnia ferroviaria o aerea e dell’azienda di trasporto locale.

Il quadro resta caratterizzato da due elementi distinti: il rinvio imposto dal Ministero per i trasporti e la decisione di USB di confermare la mobilitazione. L’eventuale impatto concreto dipenderà dalle adesioni e dagli aggiornamenti delle singole aziende.

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