• 29 Ottobre 2026 15:51

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Accise gasolio, nuovo taglio fino al 7 novembre: quanto si risparmia

Ott 29, 2026

Il Governo agisce ancora una volta sulle accise del gasolio, anche se il taglio non farà una grande differenza al momento del rifornimento. Da ieri, mercoledì 28 ottobre, fino al 7 novembre 2026, il diesel beneficia di uno sconto di 4 centesimi al litro, che diventano 4,88 considerando l’Iva. Facendo due conti, riempire un serbatoio da 50 litri costerà circa 2,44 euro in meno, ammesso e non concesso che i distributori applichino per intero la riduzione alla pompa.

Alla decisione sono giunti di comune accordo i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, firmatari di un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre. I possessori di vetture a benzina, invece, resteranno a bocca asciutta: il taglio delle accise interessa soltanto il gasolio.

Quanto diminuiscono le accise sul gasolio

Con il nuovo intervento, l’accisa sul gasolio utilizzato come carburante passa da 672,90 a 632,90 euro per mille litri, pari a una differenza di 40 euro ogni mille litri, ossia 4 centesimi per ciascun litro acquistato.

Il decreto stabilisce espressamente che l’aliquota:

“è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri”

La riduzione fiscale non comporta necessariamente un calo immediato e identico dei prezzi esposti sulle pompe. L’adeguamento dipende anche dai tempi con cui il carburante soggetto alla nuova accisa raggiunge la rete di distribuzione e dalle decisioni commerciali degli operatori.

Il 28 ottobre, infatti, le rilevazioni riportavano ancora un prezzo medio nazionale del gasolio self service intorno a 2,26 euro al litro. Per un pieno da 50 litri, la spesa si aggirava quindi sui 113 euro, prima di considerare l’eventuale applicazione dello sconto. Nel caso di percorrenze elevate, la differenza risulta maggiore prendendo in esame diversi rifornimenti: su 100 litri di gasolio il risparmio teorico raggiunge 4,88 euro, mentre su 200 litri sale a 9,76 euro. A ogni modo, si tratta di importi calcolati a parità di prezzo industriale del carburante e di margini commerciali.

Come viene finanziato il nuovo sconto

Per finanziare il provvedimento il Governo utilizza 38,7 milioni di euro provenienti dal maggior gettito Iva registrato a settembre. È il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che permette di destinare una parte delle entrate fiscali aggiuntive, generate dall’aumento dei prezzi petroliferi, alla riduzione delle imposte sui carburanti.

Il decreto recita:

“Al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione”

Non ci troviamo in presenza di un nuovo stanziamento, ma davanti all’impiego di risorse già incassate dallo Stato. Il sistema era stato previsto dalla legge del 2007 e viene applicato al verificarsi delle condizioni stabilite dalla normativa.

Cosa succederà dopo il 7 novembre

Il taglio annunciato nelle ultime ore arriva dopo oltre tre settimane senza agevolazioni. Il precedente sconto era terminato il 6 ottobre, lasciando gli automobilisti alle prese con prezzi ancora elevati. Rispetto agli interventi della primavera, quando la riduzione aveva raggiunto i 25 centesimi al litro, il beneficio attuale è sensibilmente inferiore.

La scadenza è fissata al 7 novembre compreso: un’eventuale proroga richiederà un’altra decisione del Governo e la disponibilità delle risorse necessarie. In assenza di ulteriori provvedimenti, dall’8 novembre tornerà ad applicarsi l’aliquota ordinaria. Il vantaggio economico nel rifornimento esiste, ma difficilmente cambierà in modo significativo la spesa mensile per il carburante.

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