• 16 Ottobre 2026 0:31

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Presidenza Fifa, Infantino chiede scusa ma Uefa e Federcalcio inglese fanno muro

Ott 15, 2026

AGI – Gianni Infantino prova a ricucire lo strappo ma di fronte si trova un muro. È stato un Consiglio Fifa lungo e teso quello andato oggi in scena a Zurigo e ricostruito da Bbc Sport.

Durante la riunione durata tre ore e mezza, Infantino si sarebbe scusato per il progetto Ffe – ovvero la creazione di una società per la gestione dei diritti commerciali delle competizioni, Mondiali compresi, aperta a investitori privati – ma gli oppositori avrebbero insistito sulla richiesta di rendere pubblici tutti i documenti e fare chiarezza su una serie di temi, come la revoca della squalifica ai Mondiali dello statunitense Balogun, il Premio per la Pace a Trump e i finanziamenti destinati alle federazioni nazionali.

Le richieste della Football Association

Debbie Hewitt, presidente della Football Association, pur riconoscendo che sia stata “la riunione del Consiglio più rigorosa, più franca e più aperta” alla quale avesse mai partecipato, si è detta delusa dal fatto che “non abbiamo ricevuto risposte a nessuna delle richieste specifiche che avevamo presentato, per esempio quella di ottenere i documenti relativi alla Ffe. Ci è stato risposto che avremmo dovuto presentare quelle domande per iscritto ma credo che debba rispondere a queste domande e, se non lo farà adesso, non è idoneo a ricoprire la carica di presidente della Fifa. È questo ciò che è stato condiviso durante la riunione”.

Le questioni Balogun e Premio per la Pace

Anche sulle questioni Balogun e Premio per la Pace le richieste non sono state soddisfatte “ma le risposte a queste domande, non ancora arrivate, determineranno, dal mio punto di vista personale, se Gianni sia o meno il candidato giusto”, ha aggiunto Hewitt, ammettendo anche di aver riscontrato nelle scuse di Infantino “un certo pentimento. Ciò per cui si è davvero scusato è stato non aver portato la questione all’attenzione del Consiglio”. La Uefa, nel corso della riunione, avrebbe ribadito all’attuale numero uno della Fifa la sua richiesta di dimissioni e la presidente della Federcalcio inglese ha confermato che “nulla è cambiato. Non ho nuove informazioni che mi facciano cambiare opinione, a parte il fatto che abbiamo un presidente che si è scusato”.

La ricerca di un candidato alternativo

A Nyon, intanto, continua la ricerca di un candidato da opporre a Infantino nelle elezioni del prossimo 18 marzo a Rabat. Le candidature dovranno essere presentate entro il 18 novembre, negli ultimi giorni si è parlato di un’ipotesi Wenger ma ad oggi l’unico a manifestare l’intenzione di farsi avanti è l’ex giocatore di Tottenham e Cagliari, Ramon Vega.

L’identikit del prossimo presidente

“Ci sono 211 federazioni ed è davvero importante che tutte e 211 abbiano la possibilità di votare secondo le proprie convinzioni – sottolinea Hewitt tracciando l’identikit del prossimo presidente -. Prima di tutto, deve essere una persona che metta il calcio al primo posto, al centro di tutto ciò che fa. In secondo luogo, deve essere qualcuno capace di unire il mondo. Terzo, deve avere il coraggio di realizzare riforme“.

AGI – Gianni Infantino prova a ricucire lo strappo ma di fronte si trova un muro. È stato un Consiglio Fifa lungo e teso quello andato oggi in scena a Zurigo e ricostruito da Bbc Sport.
Durante la riunione durata tre ore e mezza, Infantino si sarebbe scusato per il progetto Ffe – ovvero la creazione di una società per la gestione dei diritti commerciali delle competizioni, Mondiali compresi, aperta a investitori privati – ma gli oppositori avrebbero insistito sulla richiesta di rendere pubblici tutti i documenti e fare chiarezza su una serie di temi, come la revoca della squalifica ai Mondiali dello statunitense Balogun, il Premio per la Pace a Trump e i finanziamenti destinati alle federazioni nazionali.
Le richieste della Football Association
Debbie Hewitt, presidente della Football Association, pur riconoscendo che sia stata “la riunione del Consiglio più rigorosa, più franca e più aperta” alla quale avesse mai partecipato, si è detta delusa dal fatto che “non abbiamo ricevuto risposte a nessuna delle richieste specifiche che avevamo presentato, per esempio quella di ottenere i documenti relativi alla Ffe. Ci è stato risposto che avremmo dovuto presentare quelle domande per iscritto ma credo che debba rispondere a queste domande e, se non lo farà adesso, non è idoneo a ricoprire la carica di presidente della Fifa. È questo ciò che è stato condiviso durante la riunione”.
Le questioni Balogun e Premio per la Pace
Anche sulle questioni Balogun e Premio per la Pace le richieste non sono state soddisfatte “ma le risposte a queste domande, non ancora arrivate, determineranno, dal mio punto di vista personale, se Gianni sia o meno il candidato giusto”, ha aggiunto Hewitt, ammettendo anche di aver riscontrato nelle scuse di Infantino “un certo pentimento. Ciò per cui si è davvero scusato è stato non aver portato la questione all’attenzione del Consiglio”. La Uefa, nel corso della riunione, avrebbe ribadito all’attuale numero uno della Fifa la sua richiesta di dimissioni e la presidente della Federcalcio inglese ha confermato che “nulla è cambiato. Non ho nuove informazioni che mi facciano cambiare opinione, a parte il fatto che abbiamo un presidente che si è scusato”.
La ricerca di un candidato alternativo
A Nyon, intanto, continua la ricerca di un candidato da opporre a Infantino nelle elezioni del prossimo 18 marzo a Rabat. Le candidature dovranno essere presentate entro il 18 novembre, negli ultimi giorni si è parlato di un’ipotesi Wenger ma ad oggi l’unico a manifestare l’intenzione di farsi avanti è l’ex giocatore di Tottenham e Cagliari, Ramon Vega.
L’identikit del prossimo presidente
“Ci sono 211 federazioni ed è davvero importante che tutte e 211 abbiano la possibilità di votare secondo le proprie convinzioni – sottolinea Hewitt tracciando l’identikit del prossimo presidente -. Prima di tutto, deve essere una persona che metta il calcio al primo posto, al centro di tutto ciò che fa. In secondo luogo, deve essere qualcuno capace di unire il mondo. Terzo, deve avere il coraggio di realizzare riforme”.

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