Quando si parla di minicar o microcar ci si riferisce alla categoria di veicoli dalle dimensioni estremamente ridotte, equiparate per legge ai quadricicli leggeri o pesanti. Inizialmente avevano la forma di modelli a tre ruote che hanno anticipato i concetti delle citycar moderne. I primi costruttori a credere al boom delle microcar sono stati i francesi Ligier, Aixam, e Chatenet che hanno poi trovato gradualmente spazio anche alle nostre latitudini nel nuovo millennio.
Dal 2023 il mercato delle microcar è esploso in Italia, in particolar modo grazie alla diffusione di modelli full electric come la Citroën Ami e la FIAT Topolino. Questi veicoli, tecnicamente classificati come quadricicli leggeri (categoria L6e) o pesanti (categoria L7e), sono gettonatissimi nella fascia dei giovani tra i 14 e i 18 anni. Il motivo? Possono essere guidati con la patente AM, risultano alla portata della fascia media e ideali per sgusciare nel traffico cittadino. Hanno acquisito una importanza capitale anche nei settori della logistica urbana e delle consegne.
Persino il Governo italiano, attraverso lo strumento degli incentivi, ha favorito l’acquisto di veicoli elettrici potenziando il mercato dei quadricicli. Stellantis ha cavalcato l’onda e le immatricolazioni di quadricicli elettrici hanno superato quota 10.000 unità nel 2023, determinando una riforma obbligata in merito alle modifiche che in tanti apportavano sulle microcar per accrescere le performance. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha introdotto disposizioni volte a inasprire le sanzioni nelle ipotesi di alterazione delle caratteristiche costruttive delle minicar.
Controlli sui veicoli
I giovani sono responsabili di un numero impattante di sinistri. Ricordiamo che gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte per gli under 40, in particolare nella fascia compresa tra i 15 e i 29 anni. Tra le novità annunciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti c’è un inasprimento delle sanzioni per chi altera le caratteristiche tecniche delle minicar, truccandole per superare i limiti di velocità previsti dalla normativa. Una presa di posizione che mira a contrastare una pratica sempre più diffusa che riguarda soprattutto i quadricicli leggeri, molto popolari tra i giovani.
Per questi veicoli, il limite è fissato a 45 km/h, ma le modifiche non autorizzate possono spingerli a velocità ben più alte, con scatti brucianti. Chi si mette alla guida di microcar modificate mette in serio pericolo gli altri utenti della strada. In caso di violazione, il nuovo testo stabilisce, oltre alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione del mezzo, anche il divieto di circolazione per 30 giorni. Una misura aggiuntiva concepita per scoraggiare le alterazioni e rafforzare la tutela dei conducenti più giovani.
Via libera al nuovo Codice della Strada
La stretta si è resa necessaria per la sicurezza e per arginare la diffusione di pacchetti che alterano le performance delle microcar in circolazione. Negli ultimi tempi sono avvenuti anche gravissimi fatti di cronaca, in particolar modo a Roma dove due amici hanno confessato sei aggressioni compiute a bordo di una microcar tra i quartieri di Monteverde e Testaccio tra il 4 e il 5 ottobre 2026. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha spiegato:
“Si è voluto introdurre, per la sicurezza dei più giovani, disposizioni volte ad aggravare la sanzione nelle ipotesi di alterazione delle caratteristiche costruttive delle cosiddette minicar che, come quadricicli leggeri, sono spesso modificate rispetto al limite di velocità di 45 km/h prescritto per legge. In caso di violazione, il nuovo testo aggiunge alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione anche il divieto di marcia per 30 giorni“.