• 13 Ottobre 2026 14:03

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Wilma De Angelis, quella splendida Fiat degli anni d’oro

Ott 13, 2026

Prima cantante, poi dietro ai fornelli, intenta a spiegare una ricetta, Wilma De Angelis si è saputa reinventare di continuo fino ai suoi ultimi giorni. A dare notizia della morte è stato il nipote Fabio De Angelis, che l’ha ricordata con un messaggio affettuoso sui social.Mentre Milano ne piange la scomparsa all’età di 96 anni affiorano ricordi, come una fotografia in cui posa accanto a una Fiat 124 Sport Coupé.

Il Festival di Sanremo e i programmi di cucina

Nata a Milano l’8 aprile 1930, Wilma De Angelis aveva cominciato a esibirsi nei locali cittadini prima di ottenere, nel 1956, il titolo di Reginetta del jazz italiano. Tre anni dopo arrivò il debutto al Festival di Sanremo, dove presentò Nessuno e Per tutta la vita. Nel 1960 conquistò il terzo posto con Quando vien la sera, mentre l’anno successivo ottenne un altro successo con Patatina, brano che le regalò un soprannome destinato ad accompagnarla a lungo.

La musica le aveva dato la notorietà, ma sarebbe stata la televisione a farla conoscere anche alle generazioni successive. Nel 1979 Paolo Limiti le propose di condurre un programma di cucina su Telemontecarlo. Nacque così Telemenù, seguito da Sale, pepe e fantasia e altre trasmissioni nelle quali Wilma preparava ricette davanti alle telecamere. Un’epoca lontana dalle sfide tra aspiranti chef e dalle eliminazioni spettacolari dei programmi odierni, con la De Angelis che spiegava le preparazioni senza rinunciare alla propria spontaneità.

La Fiat 124 Coupé, una sportiva tutta italiana

Una Fiat 124 berlina poteva andare bene per le famiglie, ma evidentemente a Torino pensavano che qualcuno desiderasse qualcosa di più sfizioso. Così, nel 1967, a un anno dal lancio del modello originale, arrivò la Sport Coupé, presentata al Salone di Ginevra. Ed è proprio lei a comparire nella fotografia scattata a Milano, accanto a Wilma De Angelis.

A firmare il progetto era stato il Centro Stile Fiat di Mario Boano, che aveva trasformato la tranquilla quattro porte in una coupé dall’aria decisamente più grintosa, mantenendo comunque quattro posti nell’abitacolo. Per la prima serie la scelta ricadde su un quattro cilindri bialbero di 1.438 cm³, con 90 CV da scaricare sulle ruote posteriori e in quanto al cambio quello a quattro marce era compreso nel prezzo, mentre per averne una quinta bisognava mettere mano al portafoglio.

Il bello stava nel compromesso: rispetto alla berlina aveva un aspetto più ricercato, ma non obbligava a rinunciare ai sedili posteriori. Con lei potevi divincolarti nel traffico durante la settimana e concederti qualche viaggio nel fine settimana, in coppia o in famiglia, senza dover tenere una seconda auto in garage.

E siccome otto anni sono lunghi nel mondo dell’automobile, Fiat ebbe tutto il tempo di rimettere mano alla sua sportiva. Le modifiche riguardarono sia la carrozzeria sia gli interni, e anche i motori, cresciuti di cilindrata fino a 1.756 cm³. Gli appassionati distinguono le tre serie attraverso le sigle AC, BC e CC, corrispondenti alle successive evoluzioni del modello. La produzione si concluse nel 1975, quando Wilma aveva già alle spalle parecchi successi musicali e stava per cominciare un’altra stagione della sua carriera.

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