• 11 Ottobre 2026 15:00

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Sacchetto sul tergicristallo posteriore, perché si usa e quali rischi comporta

Ott 11, 2026

Un sacchetto di plastica sul tergicristallo posteriore può sembrare fuori posto, soprattutto quando la macchina è perfettamente pulita. Eppure, in alcuni autolavaggi automatici, sono proprio gli addetti a sistemarlo prima di avviare il lavaggio. La precauzione riguarda il movimento dei rulli, che non sempre scivolano senza problemi sulle parti sporgenti della carrozzeria. Il tergilunotto è tra quelle più esposte, perché le spazzole dell’impianto possono agganciarlo e trascinarlo, fino a piegare il braccio o danneggiarne l’attacco.

La copertura cerca di evitare proprio questo inconveniente, facile da togliere una volta terminato il lavaggio. La possibilità, però, che si verifichino danni varia a seconda del tipo di impianto e della posizione del tergicristallo. Non tutte le vetture hanno bisogno della stessa precauzione e non tutti gli autolavaggi la prevedono.

Perché alcuni automobilisti coprono il tergicristallo

I problemi tendono a verificarsi negli autolavaggi automatici. Quando i rulli arrivano all’altezza del lunotto, può succedere che una delle spazzole si impigli nel tergicristallo posteriore. Se il braccio sporge troppo, il movimento dei rulli rischia di trascinarlo con sé, provocando danni al braccio o al suo attacco. A volte finisce per rompersi soltanto la spazzola, in altre si piega il braccio o si danneggia il fissaggio al portellone. In quest’ultimo caso, la sostituzione del tergicristallo non sempre rimette tutto a posto.

In alcuni autolavaggi sono gli stessi addetti a consegnare un sacchetto da infilare sul tergicristallo prima che la macchina entri nel tunnel. La plastica dovrebbe impedire alle spazzole rotanti di agganciarsi al braccio, anche se il rischio di danni non scompare del tutto. Meglio comunque seguire le indicazioni del personale, che conosce le caratteristiche dell’impianto e sa quali precauzioni adottare.

Lasciare l’auto fuori nelle notti più fredde non è una buona idea. Depositandosi tra il tergicristallo posteriore e il lunotto, l’acqua può ghiacciare e bloccare la spazzola sul vetro. Spesso il conducente nemmeno se ne accorge e aziona il tergicristallo come al solito, ma se la spazzola è bloccata dal ghiaccio a farne le spese non è soltanto la gomma: anche il motorino elettrico viene sottoposto a uno sforzo eccessivo.

Per proteggere la spazzola esistono delle coperture specifiche. Con un comune sacchetto della spesa, invece, si rischia di ottenere l’effetto contrario perché se entra dell’acqua e durante la notte la temperatura scende sottozero anche la plastica finisce per attaccarsi alla spazzola. Prima di azionare il comando, conviene verificare che la spazzola sia libera di muoversi.

Il sacchetto non sostituisce la manutenzione

Il sole può mettere altrettanto a dura prova i tergicristalli. Con il passare dei mesi, i raggi ultravioletti e gli sbalzi di temperatura contribuiscono a indurire la gomma: polvere, resina e altri residui fanno il resto. Quando la spazzola perde elasticità, sul vetro compaiono strisce e aloni, spesso accompagnati da fastidiosi rumori.

Coprire temporaneamente il tergicristallo ne limiterà pure l’esposizione, ma lasciare un sacchetto di plastica per giorni non risolve il problema: la plastica stessa può deteriorarsi e trattenere sporco o umidità. Prima di partire occorre inoltre togliere qualsiasi copertura, affinché il tergilunotto abbia modo di muoversi liberamente.

Vale infine la pena controllare periodicamente lo stato della gomma. Se presenta tagli, deformazioni oppure continua a lasciare aloni nonostante la pulizia, probabilmente è arrivato il momento di sostituirla. Una spazzola nuova costa generalmente molto meno di un intervento sul meccanismo danneggiato.

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