• 7 Ottobre 2026 22:15

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Le auto di Paul McCartney, tra canzoni e disavventure memorabili

Ott 7, 2026

A 84 anni Paul McCartney continua a pubblicare musica, ma per trovare alcune delle storie migliori legate all’ex Beatle conviene allontanarsi per un momento dagli strumenti musicali e guardare nel suo garage. Nel corso dei decenni ci sono passate Aston Martin, Mini, Land Rover e Lamborghini, con almeno un paio di episodi degni di una sceneggiatura.

Una delle prime fu l’Aston Martin DB5 ordinata nel 1964, poco prima che i quattro ragazzi di Liverpool partissero per il loro tour mondiale. Verniciata in Sierra Blue, venne consegnata nel settembre dello stesso anno con targa BYY 379B: molto tempo dopo passò nelle mani del DJ Chris Evans e un successivo proprietario la restaurò cambiandone il colore in Silver Birch, la tinta resa celebre dalla DB5 di James Bond.

Una Mini cucita su misura

Nel 1965 toccò a qualcosa di meno appariscente. La Morris Mini Cooper S di McCartney passò dalle mani del carrozziere Harold Radford, specializzato all’epoca nel trasformare la piccola inglese in un oggetto da palati fini.

La sua era verniciata in Sage Green e montava il 1.275 della Cooper S. A distinguerla contribuivano i fari supplementari incassati nella griglia, il tetto apribile, gli alzacristalli elettrici e addirittura fanali posteriori Aston Martin, mentre nell’abitacolo comparivano pelle e una plancia in legno. Anziché una normale Mini, l’officina aveva confezionato un abito sulle misure del celebre proprietario.

McCartney rifece presto capolino dalle parti di Aston Martin, con l’acquisto nel 1966 di una DB6, targa LLO 840D, legata a un noto episodio della sua carriera. Secondo la storia tramandata negli anni, proprio durante un viaggio sulla DB6 iniziò a prendere forma Hey Jude, nata inizialmente come Hey Jules e pensata per Julian Lennon durante la separazione dei genitori.

La Lamborghini che “fece il bagno”

Nella tenuta scozzese di famiglia McCartney aveva una vecchia Land Rover, ribattezzata “Helen Wheels”: nel 1973 lo stesso nome comparve su un singolo dei Wings.

Toccò tutt’altra sorte alla Lamborghini Espada di McCartney, una Series III del 1972 con il V12 di 4 litri, volante a destra, cambio manuale e verniciatura di rosso, sia fuori sia nell’abitacolo.  La parte memorabile, se così si può dire, arrivò lontano dalla strada: Linda McCartney la lasciò in folle dimenticando il freno a mano e l’Espada finì in uno stagno vicino, dove rimase per tre giorni prima di essere recuperata. L’auto sopravvisse, cambiò proprietari e per un periodo diventò addirittura parte dell’arredamento di un pub inglese. Difficile chiedere una seconda vita bizzarra a una Lamborghini.

Un nuovo capitolo per The Boys of Dungeon Lane

Il 7 ottobre McCartney torna all’attualità musicale con l’edizione speciale di The Boys of Dungeon Lane, il disco pubblicato lo scorso maggio e arrivato al numero uno nel Regno Unito.

La nuova versione digitale aggiunge quattro registrazioni: gli inediti City Fox, One Night Stand e Chelsea Boots, oltre a un nuovo mix di Home To Us, il duetto con Ringo Starr. Per l’edizione fisica bisognerà aspettare il 9 dicembre. A oltre sessant’anni dalla DB5 Sierra Blue e dalla Beatlemania, McCartney continua dunque ad aggiungere pezzi alla propria storia. Stavolta, però, senza bisogno di aprire il garage.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close