• 6 Ottobre 2026 11:53

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Accise carburante, nessun nuovo decreto: da oggi il gasolio costa 6,1 cent in più

Ott 6, 2026

Da oggi, martedì 6 ottobre, il gasolio torna a costare di più. A mezzanotte è infatti scaduto l’ultimo sconto fiscale deciso dal governo il 16 settembre scorso e il meccanismo delle accise mobili non è entrato in funzione in tempo per compensarne la fine.

Il risultato è immediato: sul diesel tornano 6,1 centesimi al litro di accisa. In Gazzetta Ufficiale non compare infatti il decreto interministeriale Mase-Mef necessario per utilizzare l’extragettito Iva e trasformarlo in una nuova riduzione fiscale.

È la prima volta da marzo che i tagli fiscali sui carburanti scompaiono completamente. Da allora erano stati introdotti diversi interventi per contenere l’impatto dei rincari provocati dalla crisi internazionale e dall’aumento delle quotazioni petrolifere.

Lo sconto si è ridotto fino a sparire

Il taglio sul gasolio aveva inizialmente raggiunto 17 centesimi al litro, per poi essere progressivamente ridimensionato. Con il Consiglio dei ministri del 16 settembre era stato previsto uno sconto di 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre, sceso successivamente a 6,1 centesimi dal 26 settembre fino al 5 ottobre compreso.

La copertura era arrivata attraverso risparmi sulle voci di spesa dei ministeri. Da oggi quella misura non è più attiva e, in assenza del nuovo decreto sulle accise mobili, il prezzo fiscale del diesel sale automaticamente. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva spiegato che il 5 ottobre non si sarebbe arrivati a zero grazie proprio all’attivazione del nuovo meccanismo. Per ora, però, il passaggio non si è concretizzato.

Come dovrebbero funzionare le accise mobili

Il principio è relativamente semplice. Quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato perché la percentuale viene applicata a un valore più alto. L’idea delle accise mobili è utilizzare questo maggior gettito per ridurre l’accisa sul carburante, evitando di finanziare ogni volta lo sconto attraverso nuove risorse di bilancio.

In pratica, il sistema dovrebbe funzionare come un ammortizzatore automatico contro i rincari del greggio. Ma per attivarlo serve un decreto che stabilisca modalità, importo e durata dell’intervento. Quel provvedimento, al momento, non risulta pubblicato. Per questo il taglio da 6,1 centesimi è terminato senza essere sostituito da una nuova riduzione.

Resta aperta anche la partita degli eventuali aiuti mirati destinati ai redditi più bassi e ad alcune categorie professionali, tra cui l’autotrasporto.

Restano gli sconti delle compagnie

Sul mercato continuano invece a produrre effetti le iniziative commerciali avviate da alcune grandi compagnie petrolifere. Eni, Ip, Q8 e Tamoil hanno adottato formule di contenimento dei prezzi dopo il pressing del governo. Eni ha fissato un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con una validità iniziale di 30 giorni.

Le altre compagnie hanno seguito con interventi simili, contribuendo nelle ultime settimane a una parziale discesa dei listini. Il quadro resta però fragile perché le quotazioni internazionali sono tornate a salire. Il Brent ha superato 100 dollari al barile, mentre il Wti si mantiene vicino ai 90 dollari.

Per gli automobilisti, quindi, il dato certo di oggi è uno solo: il gasolio perde l’ultimo sconto fiscale e torna a incorporare quei 6,1 centesimi al litro. Il possibile sollievo delle accise mobili resta invece legato a un decreto che, per ora, non è ancora arrivato.

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