• 3 Ottobre 2026 1:00

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Caos Figc: Bianchedi e la ‘mossa del cavallo’. E l’Anac rimanda la palla al Coni

Ott 2, 2026

AGI – Seppure si tratti di una ex campionessa di scherma, la sua è stata la classica ‘mossa del cavallo’ di una politica di razza. La decisione di Diana Bianchedi di dimettersi dall’incarico “di mera rappresentanza” di capodelegazione azzurra in Figc tecnicamente fa decadere ogni tentativo di estrometterla dal delicatissimo voto di martedì in cui si potrebbe chiedere il commissariamento della Figc. E lì si presenterà nella sua veste unica di vicepresidente del Coni. Diana Bianchedi ha lasciato il suo incarico alla Federcalcio dopo le parole di Abodi che Giovanni Malagò, presidente della Figc ‘sotto attacco’, aveva definito “sgrammaticate”.

Intanto l’Anac fa sapere che “all’esito dell’istruttoria svolta non sono risultate integrate le fattispecie” inerenti inconferibilità e incompatibilità. Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nella riunione odierna ha deliberato l'”archiviazione” della questione “alla luce delle dimissioni” di Bianchedi dall’incarico in Figc nei giorni scorsi. La decisione è stata comunicata con una nota del presidente Anac, Giuseppe Busia, inviata al presidente del Coni Luciano Bonfiglio, al presidente della Figc Giovanni Malagò, e alla stessa Bianchedi.

Il presunto conflitto di interessi

Era stato proprio il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, a seguito dell’annunciato incarico del vicepresidente vicario del Coni, Diana Bianchedi, a nuovo capo delegazione della Nazionale italiana di calcio presso la Figc, a comunicare che erano stati “prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta nazionale”. Per la Figc, invece, non c’era alcun conflitto di interessi nella nomina di Bianchedi per quello che è “solo un incarico di mera rappresentanza”.

L’Anac passa la ‘palla’ al Coni

Secondo l’Anac, a questo punto, “spetterà al Coni” valutare l’esistenza di un “conflitto di interessi anche potenziale” della vicepresidente Diana Bianchedi nell’ambito del voto, previsto per martedì prossimo, sul possibile commissariamento della Figc. Una decisione che però, anche alla luce delle dimissioni dell’ex campionessa di scherma e al fatto che non abbia mai ricoperto l’incarico in Figc, sembra piuttosto ovvia.

 

AGI – Seppure si tratti di una ex campionessa di scherma, la sua è stata la classica ‘mossa del cavallo’ di una politica di razza. La decisione di Diana Bianchedi di dimettersi dall’incarico “di mera rappresentanza” di capodelegazione azzurra in Figc tecnicamente fa decadere ogni tentativo di estrometterla dal delicatissimo voto di martedì in cui si potrebbe chiedere il commissariamento della Figc. E lì si presenterà nella sua veste unica di vicepresidente del Coni. Diana Bianchedi ha lasciato il suo incarico alla Federcalcio dopo le parole di Abodi che Giovanni Malagò, presidente della Figc ‘sotto attacco’, aveva definito “sgrammaticate”.
Intanto l’Anac fa sapere che “all’esito dell’istruttoria svolta non sono risultate integrate le fattispecie” inerenti inconferibilità e incompatibilità. Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nella riunione odierna ha deliberato l'”archiviazione” della questione “alla luce delle dimissioni” di Bianchedi dall’incarico in Figc nei giorni scorsi. La decisione è stata comunicata con una nota del presidente Anac, Giuseppe Busia, inviata al presidente del Coni Luciano Bonfiglio, al presidente della Figc Giovanni Malagò, e alla stessa Bianchedi.

Il presunto conflitto di interessi
Era stato proprio il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, a seguito dell’annunciato incarico del vicepresidente vicario del Coni, Diana Bianchedi, a nuovo capo delegazione della Nazionale italiana di calcio presso la Figc, a comunicare che erano stati “prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta nazionale”. Per la Figc, invece, non c’era alcun conflitto di interessi nella nomina di Bianchedi per quello che è “solo un incarico di mera rappresentanza”.
L’Anac passa la ‘palla’ al Coni
Secondo l’Anac, a questo punto, “spetterà al Coni” valutare l’esistenza di un “conflitto di interessi anche potenziale” della vicepresidente Diana Bianchedi nell’ambito del voto, previsto per martedì prossimo, sul possibile commissariamento della Figc. Una decisione che però, anche alla luce delle dimissioni dell’ex campionessa di scherma e al fatto che non abbia mai ricoperto l’incarico in Figc, sembra piuttosto ovvia.
 

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