Rubare un’auto connessa può riservare qualche brutta sorpresa. Lo hanno scoperto tre giovani sospettati del furto di un’Audi dal valore stimato di circa 80.000 euro, sottratta al proprietario nella zona di Parigi. Quello che sembrava un colpo riuscito si è trasformato in una trappola quando l’uomo ha iniziato a seguire a distanza ogni spostamento della propria vettura.
Il sistema di geolocalizzazione gli permetteva infatti di conoscere in tempo reale la posizione dell’Audi. Ma il proprietario disponeva anche di un’altra possibilità decisamente più interessante: attraverso il telefono poteva intervenire sul dispositivo antifurto e disattivare il motore a distanza. Anziché utilizzarlo immediatamente, ha continuato a seguire l’auto e contemporaneamente ha trasmesso alle forze dell’ordine le informazioni sulla sua posizione.
L’Audi corre verso le Yvelines
A bordo della vettura si trovavano tre giovani di 18 e 19 anni, che nel frattempo stavano lasciando l’area parigina dirigendosi verso le Yvelines. A loro insaputa, però, il proprietario continuava a conoscere gli spostamenti dell’auto attraverso la geolocalizzazione.
La tecnologia ha così consentito di trasformare il recupero della vettura in un’operazione coordinata con i gendarmi. L’obiettivo non era soltanto conoscere la posizione dell’Audi, ma scegliere un punto nel quale immobilizzarla permettendo alle forze dell’ordine di intervenire.
L’occasione è arrivata quando l’auto si è avvicinata al casello di Saint-Arnoult-en-Yvelines. A quel punto il proprietario ha azionato a distanza il dispositivo antifurto attraverso il proprio telefono. Il motore è stato disattivato e l’Audi si è fermata, lasciando i tre occupanti senza la possibilità di proseguire la fuga con la vettura appena sottratta.
Il proprietario spegne il motore
Il tempismo dell’operazione ha permesso ai gendarmi di raggiungere rapidamente l’automobile e intervenire. I tre giovani sono stati fermati senza incidenti e successivamente posti in custodia, mentre è stata aperta un’indagine per ricostruire con precisione le circostanze del furto e le eventuali responsabilità.
L’episodio francese mostra una delle applicazioni più concrete dei sistemi connessi installati sulle automobili moderne. La localizzazione satellitare può infatti offrire informazioni preziose dopo un furto, soprattutto quando i dati vengono immediatamente condivisi con le forze dell’ordine.
In questo caso, però, a fare la differenza è stata soprattutto la possibilità di intervenire sul funzionamento della vettura anche quando questa si trovava ormai lontana dal proprietario.
Da preda a trappola
Naturalmente una vicenda simile non significa che qualsiasi automobile connessa permetta al proprietario di spegnere il motore dal proprio smartphone. Il racconto dell’episodio attribuisce questa possibilità allo specifico sistema antifurto presente sull’Audi coinvolta. Non si sa se fosse un dispositivo originale o un aftermarket. Rimane però singolare il ribaltamento della situazione.
I tre sospetti avevano a disposizione un’Audi da circa 80.000 euro e stavano allontanandosi da Parigi, mentre il proprietario poteva osservare dal telefono dove stessero andando. Quando l’auto è arrivata nel punto favorevole all’intervento, gli è bastato utilizzare il sistema a distanza. Il viaggio dell’Audi rubata è terminato così nei pressi di un casello, con tre sospetti fermati e la vettura ritrovata. Una trappola nella quale, questa volta, è stata proprio l’auto rubata a portare i presunti ladri direttamente nelle mani dei gendarmi.