McLaren si prepara a uno dei cambiamenti più importanti della propria storia recente. Il costruttore britannico investirà 500 milioni di sterline, circa 575 milioni di euro al cambio indicato da Reuters, nelle attività produttive e ingegneristiche del Regno Unito. Al centro del piano c’è anche una svolta di prodotto: l’arrivo del primo SUV McLaren.
L’obiettivo è ampliare la gamma e aumentare i volumi, creando contemporaneamente le condizioni per migliorare sensibilmente la redditività. La società viene da una profonda ristrutturazione e da anni di perdite, mentre la nuova proprietà di Abu Dhabi è pronta a sostenere finanziariamente il rilancio.
McLaren conferma il suo primo SUV
Il CEO Nick Collins ha confermato che il nuovo performance SUV è già in fase di sviluppo, anche se per ora non sono stati comunicati caratteristiche tecniche o tempi di lancio. Il dirigente ha assicurato che il modello sarà realizzato seguendo una filosofia tipicamente McLaren e dovrà portare qualcosa di distintivo nel segmento.
Si tratta di un passaggio strategico importante per un marchio tradizionalmente legato a supercar a motore centrale. Il mercato ha però dimostrato quanto i SUV possano ampliare la clientela dei costruttori di lusso: Lamborghini ha ottenuto una parte importante della propria crescita con Urus, mentre Ferrari ha scelto una strada differente con Purosangue, mantenendone limitati i volumi.
McLaren considera proprio l’ampliamento del portafoglio, a partire dal SUV, uno strumento necessario per aumentare la produzione e ridurre anche l’incidenza dei costi dei materiali.
Una nuova fabbrica nel Regno Unito
I 500 milioni di sterline finanzieranno anche un nuovo impianto di assemblaggio britannico. McLaren vuole inoltre riportare internamente lo sviluppo e la produzione dei futuri propulsori, cominciando da nuovi motori e trasmissioni. Il programma dovrebbe creare almeno 1.000 posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2032.
Alle spalle dell’operazione c’è L’IMAD, fondo sovrano di Abu Dhabi diventato il principale azionista della casa automobilistica. Il gruppo ha assunto un impegno d’investimento complessivo da 1,5 miliardi di sterline nei prossimi cinque anni. La strategia segue la riorganizzazione avviata dopo l’acquisizione da parte di CYVN Holdings.
Meno auto, ma soltanto quando c’è un cliente
McLaren ha già modificato profondamente la gestione della produzione. Dopo aver accumulato troppe vetture presso i concessionari, nel 2025 ha eliminato uno dei due turni dello stabilimento di Woking e adottato una produzione maggiormente legata agli ordini effettivi.
La conseguenza è stata una forte contrazione dei volumi: le vendite sono scese da poco meno di 3.300 vetture nel 2024 a circa 2.000 nel 2025. La scelta dovrebbe però ridurre la necessità di ricorrere agli sconti e contribuire a sostenere il valore residuo delle automobili.
Per l’elettrica McLaren non ha fretta
Il rilancio non prevede invece, almeno nell’immediato, una McLaren completamente elettrica. Collins ha spiegato a Reuters che attualmente l’azienda non rileva una domanda sufficiente da parte dei propri clienti. La posizione è quindi pragmatica: una BEV arriverà quando sarà richiesta dal mercato, mentre nell’immediato l’espansione passerà da nuovi modelli e soprattutto dal SUV.
McLaren vuole così trasformarsi da costruttore concentrato quasi esclusivamente sulle supercar in un marchio con un’offerta più ampia, senza abbandonare il posizionamento ad alte prestazioni. Il primo SUV sarà il test più importante di questa strategia: dovrà generare nuovi volumi senza diluire quell’identità che, fino a oggi, non aveva mai contemplato un modello di questo tipo.