• 5 Settembre 2026 11:21

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Pericolo caldo al Gran Premio di Monza, cosa cambia per piloti e monoposto

Set 5, 2026

Il caldo torna protagonista sul weekend di Formula 1. In vista del Gran Premio d’Italia, la FIA ha dichiarato ufficialmente lo stato di “heat hazard“, il secondo di questa stagione dopo quello scattato in occasione del Gran Premio d’Austria a giugno. Una decisione che scatta quando le previsioni meteo indicano temperature capaci di mettere seriamente alla prova la resistenza fisica dei piloti durante la gara.

Previste temperature oltre i 31 gradi

Il direttore di gara Rui Marques ha comunicato la decisione con una nota ufficiale inviata ai team giovedì, richiamando espressamente l’articolo B1.5.10 del regolamento FIA di Formula 1: avendo ricevuto una previsione dal servizio meteo ufficiale che indica un indice di calore superiore ai 31 gradi centigradi in un momento qualsiasi della gara, viene dichiarato un pericolo da caldo. Un protocollo che, in questo caso, riguarda un weekend particolarmente rovente per l’autodromo brianzolo: le previsioni parlano di temperature che potrebbero toccare i 35 gradi sabato e restare intorno ai 34 gradi anche in occasione del via della gara domenicale.

Non è la prima volta che questa stagione la FIA si trova a dover intervenire su questo fronte. Prima di Monza, infatti, era già scattato l’allarme calore in occasione del Gran Premio d’Austria di giugno, mentre la scorsa stagione il protocollo era stato attivato anche a Singapore e negli Stati Uniti.

Sistema di raffreddamento obbligatorio o penalità di zavorra

Il protocollo attivato dalla FIA prevede una scelta precisa per ogni pilota. Dichiarare ufficialmente lo stato di pericolo da caldo impone alle scuderie di dotare le monoposto di un sistema di raffreddamento per il pilota, come un gilet raffreddato a liquido, anche se i piloti non sono obbligati a utilizzarlo e possono optare per una penalità di zavorra in alternativa. In pratica, chi rinuncia al gilet raffreddante dovrà accettare un peso aggiuntivo sulla propria vettura, in modo da non ottenere alcun vantaggio competitivo evitando l’ingombro del sistema di raffreddamento.

Il funzionamento del dispositivo è relativamente semplice: si tratta di un capo indossato sotto la tuta ignifuga, attraversato da un circuito in cui scorre un liquido refrigerante, pensato per aiutare a mantenere sotto controllo la temperatura corporea del pilota durante tutta la durata della gara.

Non tutti i piloti, va detto, si sono dimostrati entusiasti del dispositivo. Diversi portacolori hanno lamentato scarsa comodità e un’efficacia non sempre garantita, complice il rischio che il liquido refrigerante esaurisca il proprio effetto rinfrescante prima della bandiera a scacchi, arrivando addirittura a scaldarsi anziché raffreddare. Per questo motivo la FIA, pur avendo studiato a lungo l’ipotesi di rendere obbligatorio l’utilizzo del gilet, ha finora scelto di lasciarlo facoltativo, preferendo puntare sulla libertà di scelta dei piloti piuttosto che su un obbligo che rischierebbe di scontrarsi con le perplessità sollevate dagli stessi protagonisti in pista.

A completare il quadro delle misure precauzionali arrivano poi controlli medici obbligatori al termine di ogni sessione e la disponibilità di aree ombreggiate e ventilate lungo il paddock, così da offrire ai piloti un minimo di sollievo anche nei momenti che precedono e seguono le sessioni in pista. Un weekend, insomma, che a Monza si preannuncia rovente non solo in termini di spettacolo e classifica, ma anche dal punto di vista squisitamente climatico.

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