La Vespa va bene, oltre cominciano i problemi: Cesare Cremonini ha ammesso di avere sempre avuto un po’ di paura delle moto potenti, dettaglio curioso per chi nel 1999 cantava 50 Special. Con le quattro ruote, invece, si è spinto parecchio più avanti, fino a provare l’esperienza dei rally e della pista.
Stasera, mercoledì 2 settembre, Rai 1 trasmette in prima serata Roma Baby. Cremonini Live Circo Massimo e il concerto diventa l’occasione per curiosare nella sua vita al volante, cominciata idealmente proprio dalla Vespa cantata dai Lùnapop. Da allora le cilindrate sono aumentate parecchio e alcune esperienze hanno avuto poco a che fare con una tranquilla passeggiata sui colli bolognesi.
Al Rally di Monza con la Punto
A Monza non andò soltanto a guardare. Nel 2009 partecipò al Rally Show insieme a Nicola “Ballo” Balestri su una Fiat Punto S1600: casco in testa, si ritrovò così su una macchina da corsa vera, radicalmente lontana dallo scooter da sguinzagliare in città.
Due anni dopo l’appuntamento con il Rally Show si ripeté, stavolta al volante della Grande Punto S2000, dove trazione integrale e 2.0 aspirato da circa 280 CV alzavano parecchio il livello rispetto alla Punto guidata in precedenza. Al Rally Show di Monza ce lo portavano Valentino Rossi e Uccio Salucci, dai quali, ha raccontato Cremonini alla Gazzetta dello Sport, ha appreso diversi segreti.
A Imola con la Lamborghini Huracán EVO
Imola gli ha regalato un’esperienza diversa, visto che Lamborghini gli ha messo tra le mani una Huracán EVO da provare in pista, proprio sul circuito dove da bambino andava insieme al padre per vedere la Formula 1. Sotto il piede destro c’erano i 640 CV del V10 aspirato di 5,2 litri, ma Cremonini sembra attribuire grande importanza al luogo, perché a Imola aveva visto correre Ayrton Senna e affrontare le curve del circuito gli ha riportato alla mente l’idolo d’infanzia.
La pista rappresenta soltanto una parte del divertimento: negli Stati Uniti ha percorso il Tennessee a bordo di una Chrysler sulle tracce di Johnny Cash, raggiungendo Hendersonville per visitare la tomba del cantante e di June Carter. Eppure non è un accumulatore seriale di macchine. Alla Gazzetta ha spiegato di possederne soltanto una e di preferire le sportive, ammettendo di affezionarsi parecchio a quella che guida. Gli capita persino di voltarsi a guardarla prima di entrare in casa.
Il rapporto con le auto ha radici familiari: il padre lo portava a seguire da bambino le gare di Formula 1 e Cremonini ha raccontato di considerare la passione per i motori quasi un tratto emiliano. Di meccanica, però, preferisce non vantarsi: ai microfoni ha ammesso di non essere particolarmente bravo e ha scherzato sul fatto che il suo meccanico lo veda abbastanza spesso.
Guidare veloce gli piace soprattutto in circuito. L’esperienza nei rally gli ha insegnato parecchio e in pista cerca la frenata il più tardi possibile, trasformando il giro in una specie di sfida con sé stesso, mentre su strada il discorso cambia e Cremonini sostiene di rispettare le regole, consapevole dei rischi che comporterebbe trasferire lì la guida sportiva.