• 2 Settembre 2026 14:35

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Auto elettriche, svolta in Ue per la ricarica alle colonnine: novità già nel 2027

Set 2, 2026

Per chi guida un’auto elettrica, la ricarica pubblica può ancora trasformarsi in una piccola odissea. Cercare una colonnina, verificare se funziona, capire quale app serve, registrarsi a un servizio e infine riuscire a completare il pagamento. Una sequenza di passaggi che rischia di essere sufficiente a far rimpiangere il distributore tradizionale. Dal 1° gennaio 2027, però, qualcosa è destinato a cambiare.

Le nuove regole europee introdotte dal regolamento Afir puntano infatti a rendere la rete di ricarica più semplice, accessibile e soprattutto interoperabile. Il principio è chiaro: chi arriva davanti a una colonnina deve poterla utilizzare senza essere costretto a conoscere in anticipo l’operatore che la gestisce.

La ricarica senza app

La novità più evidente riguarda i pagamenti. Dal 2027 sarà possibile pagare direttamente alla colonnina senza dover scaricare un’applicazione, creare un account o sottoscrivere un abbonamento con il gestore. Per le stazioni con potenza pari o superiore a 50 kW, il pagamento dovrà poter essere effettuato attraverso strumenti facilmente accessibili, come carte bancarie e sistemi contactless. Un passaggio che punta a eliminare uno degli ostacoli più fastidiosi per chi utilizza occasionalmente la mobilità elettrica.

La logica è quella del normale rifornimento di carburante: si arriva, si paga e si ricarica. Senza dover prima entrare nell’ecosistema digitale di un determinato operatore. Le nuove regole intervengono anche sulla trasparenza dei prezzi. Gli utenti dovranno poter conoscere il costo della ricarica in maniera più chiara, con tariffe confrontabili e basate sul consumo effettivo per kilowattora nelle stazioni interessate dalla normativa.

Colonnine sempre connesse

L’altro grande cambiamento riguarda la connettività digitale. Le infrastrutture dovranno essere in grado di comunicare informazioni aggiornate sul proprio stato, permettendo ai sistemi e ai servizi digitali di conoscere la disponibilità effettiva dei punti di ricarica.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Una delle paure più diffuse tra gli automobilisti che scelgono un’elettrica è infatti quella di arrivare davanti a una colonnina indicata come disponibile e scoprire soltanto sul posto che è occupata, fuori servizio o inutilizzabile.

Una rete più connessa dovrebbe consentire di ridurre proprio questo margine di incertezza. Il navigatore e i servizi associati all’auto potranno contare su informazioni più aggiornate, rendendo più semplice programmare una sosta durante un viaggio.

La rete europea accelera

Il regolamento Afir non si limita però all’esperienza davanti alla colonnina. L’Unione europea ha fissato anche obiettivi sulla diffusione delle infrastrutture lungo i principali corridoi di trasporto. Sulla rete stradale europea Ten-T, le stazioni di ricarica rapida dovranno essere installate a una distanza massima di 60 chilometri l’una dall’altra.

L’obiettivo è costruire una rete sufficientemente capillare da rendere più prevedibili anche gli spostamenti sulle lunghe distanze. Per l’auto elettrica significa affrontare uno dei problemi che più hanno frenato la diffusione della tecnologia: l’ansia da autonomia. Non basta infatti aumentare la capacità delle batterie se il conducente non sa con certezza dove potrà ricaricare e quali condizioni troverà una volta arrivato.

Una svolta per chi guida elettrico

Il 2027 diventa così una data importante per la mobilità elettrica europea. Il salto non riguarda soltanto il numero delle colonnine, ma il modo in cui queste infrastrutture dovranno dialogare con automobilisti, veicoli e sistemi di pagamento.

Meno app, meno registrazioni e più informazioni disponibili in tempo reale. È questa la direzione indicata dall’Europa per trasformare la ricarica pubblica da un servizio ancora frammentato in un’infrastruttura più simile, per semplicità d’utilizzo, a quella alla quale gli automobilisti sono abituati da decenni.

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