• 27 Agosto 2026 13:00

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Nvidia batte di nuovo tutte le attese. Huang: “L’IA è al punto di svolta”

Ago 27, 2026

AGI – Nvidia continua a correre più velocemente delle attese di Wall Street e prova a spazzare via i timori di un rallentamento del boom dell’intelligenza artificiale. Nel secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 il colosso dei chip ha registrato ricavi per 96,22 miliardi di dollari, contro i 92,17 miliardi previsti dagli analisti, più che raddoppiati rispetto ai 46,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. L’utile per azione adjusted si è attestato a 2,22 dollari, sopra i 2,10 dollari attesi.

Ma a rassicurare maggiormente gli investitori è stata soprattutto la prospettiva indicata per il futuro. La direttrice finanziaria Colette Kress ha affermato che Nvidia prevede per l’esercizio fiscale 2028 una crescita dei ricavi del 70%, nettamente superiore al circa 44-45% stimato dagli esperti. La previsione ha contribuito a spingere il titolo in rialzo e suggerisce come, almeno per Nvidia, la corsa agli investimenti nell’IA sia ancora lontana dall’esaurirsi.

From the show floor to the AI factory: Hot Chips 2026 was all about extreme co-design to accelerate agentic workloads — the most complex workload in history.

Vera CPU, Vera Rubin, Groq 3 LPX, Spectrum-X Multiplane, BlueField-4 Scale-In networking.

One full AI stack platform… pic.twitter.com/cPheYqv7tt

— NVIDIA (@nvidia) August 25, 2026

Huang: “Un cambio di piattaforma”

Per l’amministratore delegato Jensen Huang, il punto non è soltanto la domanda di nuovi chip. “Il quadro generale è che stiamo attraversando un cambio di piattaforma e questo riguarda ogni azienda informatica”. Secondo Huang, come riporta il Wsj, i grandi laboratori che sviluppano modelli di frontiera sono destinati a diventare “alcune delle aziende tecnologiche più importanti della storia“. Nel comunicato pubblicato dalla società, Huang parla di ‘inflection point’, un vero punto di svolta.

La tesi di Nvidia è che la necessità di potenza di calcolo continuerà quindi a crescere rapidamente. I grandi sviluppatori di intelligenza artificiale hanno bisogno di quantità sempre maggiori di infrastrutture per addestrare e far funzionare i propri modelli e, secondo il gruppo, resteranno dipendenti ancora a lungo dall’hardware Nvidia.

Huang si è detto poco preoccupato anche dalla decisione di alcuni dei principali clienti, tra cui OpenAI e Anthropic, di progettare processori personalizzati. Questi chip sono generalmente destinati a funzioni più ristrette e specifiche. “Noi stiamo costruendo qualcosa di molto diverso”, ha affermato, aggiungendo di aspettarsi che i grandi laboratori di IA continuino a fare affidamento sull’infrastruttura Nvidia. “Sono felice di essere loro amico. Sono felice di collaborare con loro”, ha detto Huang. “Sono felice che contino su di noi per crescere”.

Il nodo degli investimenti nell’IA

I conti record non cancellano però i dubbi che negli ultimi mesi hanno iniziato a pesare sul mercato. Il principale riguarda la distanza tra le enormi somme investite nei data center e nelle infrastrutture per l’IA e i profitti che le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale riescono per ora a generare. È uno dei principali interrogativi evidenziati dal Wall Street Journal nell’analisi dei risultati.

Nvidia si trova sempre più direttamente coinvolta nel finanziamento di questa espansione, soprattutto dopo l’annuncio di una collaborazione con alcuni dei principali operatori finanziari di Wall Street per fornire garanzie parziali fino a 500 miliardi di dollari per il finanziamento di data center, con l’obiettivo di consentire ai clienti di acquistare e utilizzare una quantità crescente dei suoi chip.

La società ha inoltre accettato di sostenere un grande progetto di data center di OpenAI in Ohio, assumendosi potenzialmente rischi per miliardi di dollari nel caso in cui i piani di locazione della struttura non dovessero concretizzarsi. Kress ha difeso questa strategia dalle critiche di chi parla di una forma di “finanziamento circolare”. “Riconosciamo la portata di questo sostegno e sappiamo che alcuni lo definiranno finanziamento circolare. Noi la vediamo diversamente”, ha affermato durante la conference call sui conti sostenendo che i rendimenti sul capitale investito saranno “eccellenti”.

Margini sotto pressione e il nodo della Cina

Ci sono poi segnali meno favorevoli nei conti. Nvidia non prevede ricavi dai data center in Cina nel prossimo trimestre e deve affrontare il forte aumento dei prezzi dei chip di memoria, che sta incidendo sui margini. Secondo le indicazioni fornite dalla società, e riportate anche dalla Cnbc, il margine lordo dovrebbe leggermente scendere prima di stabilizzarsi definitivamente.  

Anche la concorrenza è destinata ad aumentare, con gli occhi puntati principalmente su AMD e Google ma si sottolinea anche il rischio rappresentato dagli stessi grandi clienti di Nvidia che stanno sviluppando processori proprietari. Per ora, tuttavia, la domanda di chip Nvidia resta solida: gli interrogativi del mercato riguardano sempre più la sostenibilità dell’intero ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale.

Il debito entra tra i fattori di rischio

Nel documento trimestrale Nvidia ha indicato il debito tra i fattori di rischio per la società. Secondo Cnbc, al 26 luglio il gruppo aveva 33,5 miliardi di dollari di obbligazioni in circolazione e un programma di titoli di debito a breve termine fino a 25 miliardi. Circa 15 miliardi di debito scadranno tra uno e cinque anni, contro i 2,75 miliardi indicati nel trimestre precedente.

Il quadro che emerge dai risultati resta quindi quello di una società che continua a crescere a ritmi eccezionali, ma che si trova ormai al centro non soltanto tecnologico ma anche finanziario della corsa globale all’intelligenza artificiale. Per Huang, questa trasformazione è ancora nelle sue fasi iniziali. Per gli investitori, la questione non è più soltanto quanta domanda ci sarà per i chip Nvidia, ma quanto a lungo l’intero ecosistema potrà sostenere il ritmo attuale degli investimenti.

L’acquisizione di Hugging Face

Infine, Nvidia punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza nell’intelligenza artificiale con l’acquisizione di Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da The Information. La piattaforma franco-americana, fondata nel 2016, è uno dei principali punti di riferimento per l’accesso e la diffusione di modelli di IA aperti e modificabili. Il prezzo dell’operazione sarebbe quasi doppio rispetto alla valutazione di 7 miliardi di dollari su cui si erano basate le trattative iniziali alla fine del 2025. Nvidia aveva allora offerto di investire 500 milioni di dollari nella società.

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