• 27 Agosto 2026 12:44

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Caso Ranucci, i presunti esecutori risponderanno al pm. Il legale degli arrestati: “Non c’…

Ago 27, 2026

AGI – “Oggi i nostri assistiti risponderanno alle domande del pubblico ministero che ha richiesto i due interrogatori”.

A dichiararlo è l’avvocato Generoso Pagliarulo, difensore insieme al collega Antonio Falconieri dei quattro indagati – tre dei quali attualmente in carcere – accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di ‘Report’ Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2025.

Le parole del legale

Nel penitenziario di Rebibbia sono infatti previsti oggi gli interrogatori di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello. Quello a Marika De Filippis, invece, andrà fissato in una data successiva. La donna in questo momento si trova ai domiciliari e renderà l’interrogatorio solo successivamente, presso i carabinieri della sua località di residenza. 

 “L’anticipo rispetto al Riesame? Dovete chiederlo al pm, per noi andava bene qualunque data. Avevamo presentato la richiesta poco prima del 15 agosto. Oggi è del pubblico ministero e quindi è lui che farà le domande. Noi ovviamente daremo la nostra versione difensiva” ha precisato l’avvocato Pagliarulo

La detenzione in carcere

Per il difensore, infatti, la detenzione in carcere non sarebbe una misura adatta ai suoi assistiti: “Non vedo un pericolo di fuga e il pericolo di reiterazione può essere salvaguardato con misure meno afflittive” ha dichiarato l’avvocato, sottolineando che “Non sussistendo secondo la nostra valutazione l’aggravante del 416-bis, in attesa del processo non vedo perché debbano stare in carcere: la riteniamo veramente una misura residuale che, con la situazione carceraria attuale, è doppiamente afflittiva. Gli arresti domiciliari non sono la libertà, ma una cautela più congrua. I miei assistiti si sentono sovrastati, vorremmo un po’ più di serenità per valutare obiettivamente la loro posizione” ha concluso.

Il nodo dell’aggravante mafiosa

Entrando nel carcere di Rebibbia prima dell’interrogatorio dei suoi assistiti, il professionista ha ribadito un punto fondamentale per la sua difesa: “Riteniamo che non ci sia l’aggravante mafiosa, ma che già da tempo sia caduta. L’interrogatorio darà un contributo decisivo alla valutazione dei magistrati”.  “La contestazione attualmente li vede indagati per strage, detenzione di materiale esplosivo e danneggiamenti – ha sottolineato il penalista – i nostri assistiti forniranno la loro versione dei fatti per chiarire qual’era la loro posizione e i confini del mandato”. 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close