• 26 Agosto 2026 22:58

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Ex Ilva, via libera al decreto sulla continuità degli impianti

Ago 26, 2026

AGI – Il Consiglio dei ministri ha approvato la norma che mette al riparo l’ex Ilva dalla diffida del ministero dell’Ambiente sulla gestione dei rifiuti industriali e sull’uso delle discariche del siderurgico. Era scattato uno stop al riguardo. Le garanzie finanziarie che l’azienda ha prestato nei mesi scorsi e che la Provincia di Taranto, competente in materia ambientale, ha ritenuto inadeguate respingendole, adesso divengono adeguate perché valgono per un anno e non più per un periodo maggiore come era invece inizialmente.

Cosa prevede la misura sull’ex Ilva 

In sostanza, viene modificato l’articolo 14 del decreto legislativo del 13 gennaio 2003, n. 36 (Codice dei contratti pubblici) e dopo il comma 1, con un comma 1 bis, è inserita una nuova disposizione. E stabilisce che “per le società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria che gestiscono almeno un impianto dichiarato di interesse strategico nazionale” – e l’ex Ilva rientra in questa fattispecie – “la garanzia finanziaria può essere prestata per una durata non inferiore a un anno, anche qualora il periodo autorizzato abbia durata superiore.

La garanzia così prestata è considerata conforme ai requisiti di legge per il relativo periodo di efficacia, senza necessità di ulteriori previsioni contrattuali riferite ai periodi successivi”.

Relazione illustrativa del provvedimento

Nella relazione illustrativa del provvedimento si legge che “la norma reca disposizioni urgenti in materia di Ilva in amministrazione straordinaria al fine di corrispondere alle indifferibili e urgenti esigenze di preservare la funzionalità degli impianti siderurgici nelle more

Garanzie finanziarie e sospensione delle attività

In particolare, la norma “interviene sul tema delle periodicità delle garanzie finanziarie prestate da AdI in AS a presidio delle attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne allo stabilimento, oggetto di determinazioni della Provincia di Taranto e di diffide ministeriali”. Queste però, a giudizio del Governo, non tengono conto “della peculiare situazione in cui versano le amministrazioni straordinarie e delle oggettive difficoltà che esse incontrano nel reperire sul mercato bancario o finanziario garanzie di lunga durata”.

Ciò quindi ha portato il Mase, in base alle attuali norme, a disporre verso l’ex Ilva, con una diffida delle scorse settimane, “la sospensione, a decorrere dal 20 agosto 2026, delle attività di gestione dei rifiuti e, conseguentemente, delle correlate attività produttive”. Adesso, invece, la disposizione appena approvata urgente prevede “che quando le imprese che gestiscono almeno un impianto dichiarato di interesse strategico nazionale sono in amministrazione straordinaria, l’orizzonte temporale della garanzia può essere limitato all’anno. La disposizione non determina nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Il caso della diffida 

Il caso è venuto fuori nelle scorse settimane quando Gianluigi Nocco, a capo della direzione generale delle Valutazioni ambientali del Mase, ha sospeso “l’attività di gestione dei rifiuti oggetto delle garanzie finanziarie nel periodo dal 20/08/2026 al 31/08/2026. Tale tempistica è stata definita al fine di tener conto della necessità di porre in essere le attività atte a garantire l’eventuale fermata in sicurezza degli impianti.

In caso di mancato adeguamento delle garanzie finanziarie entro il 31 agosto 2026, la sospensione – dice il ministero – è automaticamente prorogata fino a quando il gestore non fornirà evidenza dell’adeguamento delle garanzie finanziarie oggetto della diffida, così come richiesto dalla Provincia di Taranto, garantendo il superamento delle inottemperanze”. Nel provvedimento, il Mase riepiloga anche la vicenda. A seguito del decreto del 25 luglio 2025, relativo al riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale con valenza di rinnovo, il ministero ha spedito lo scorso 15 dicembre una prima diffida ad AdI in amministrazione straordinaria sulla gestione dei rifiuti.

L’alt a discariche e rifiuti 

Una seconda diffida è poi arrivata il 2 marzo, seguita dall’alt a discariche e rifiuti. Lo stop è stato emesso in base all’articolo 29-decies, comma 9, del decreto legislativo 152 del 2006, il quale prevede che, in caso di inosservanza delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale, l’autorità competente procede alla diffida e contestuale sospensione dell’attività per un tempo determinato.

Quando scatta la sospensione

Tale misura scatta quando si manifestano situazioni di pericolo per l’ambiente o la salute, oppure se le violazioni avvengono più di due volte in un anno. Si applica in presenza di violazioni gravi, reiterate, o tali da comportare rischi concreti e rilevanti per il bene giuridico dell’ambiente e della salute pubblica.

Replica sulle garanzie finanziarie

Alla mancata accettazione delle garanzie finanziarie da parte della Provincia di Taranto, a febbraio l’ex Ilva ha replicato dicendo che sussistono “tutti gli elementi per l’assentibilità degli atti di garanzia così come trasmessi”. Ma la Provincia, nello stesso mese, attraverso cinque determine dirigenziali, ha confermato la “non accettazione” delle garanzie.

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