Sono ormai poco più di vent’anni che le autostrade italiane hanno adottato i Tutor, nati per calcolare la velocità media dei veicoli al posto di quella istantanea. Con il passare del tempo, il sistema si è evoluto, arrivando oggi alla versione 3.0, molto più sofisticata rispetto ai vecchi dispositivi e capace di rendere praticamente impossibile qualsiasi tentativo di aggirare i controlli.
Come funzionano
Il sistema Tutor lavora attraverso una rete di telecamere posizionate in punti strategici della carreggiata, che registrano il passaggio di ogni veicolo leggendo la targa. Quando un’auto transita sotto il primo portale, il sistema memorizza l’ora esatta di ingresso, mentre al passaggio sotto un secondo portale, situato a diversi chilometri di distanza, viene registrata una seconda rilevazione temporale. Dalla differenza di tempo tra le due rilevazioni e dalla distanza fissa tra i due punti di controllo, il sistema ricava la velocità media tenuta dal veicolo lungo l’intero tratto.
Rispetto alle prime versioni, i nuovi Tutor 3.0 calcolano l’andatura media su segmenti ancora più estesi rispetto agli autovelox tradizionali, che invece misurano la velocità in un unico punto, rendendo così molto più difficile eludere i controlli.
A questo si aggiungono funzioni pensate soprattutto per i mezzi pesanti: il sistema, basato sulla piattaforma Navigard, riesce infatti a rilevare eventuali sovraccarichi tramite sensori ottici e telecamere avanzate, e ad accertare irregolarità nelle regole di sorpasso per i veicoli che superano il limite di peso consentito. Attualmente, secondo i dati della Polizia di Stato, le tratte controllate dal sistema Tutor sono in totale 204, per una lunghezza complessiva di circa 1.987 km di carreggiate autostradali.
Frenare in corrispondenza non serve
Uno degli errori più diffusi tra gli automobilisti resta quello di pensare di poter evitare le multe rallentando bruscamente in prossimità del secondo portale di rilevazione. Un tentativo, va detto subito, del tutto inutile: dal momento che il Tutor calcola la velocità media sull’intero tratto, se si è viaggiato a lungo ben oltre il limite consentito non ha alcuna rilevanza frenare poco prima delle telecamere. Il dato che conta, insomma, è la media complessiva registrata tra i due portali, non la velocità nell’ultimo tratto.
Un comportamento che, oltre a essere completamente inefficace ai fini di evitare la sanzione, risulta anche potenzialmente pericoloso: frenate improvvise e non necessarie in autostrada possono generare situazioni di rischio per chi segue, oltre a essere espressamente da evitare secondo il Codice della strada. Meglio quindi mantenere un’andatura costante e nei limiti per l’intero tratto monitorato, piuttosto che affidarsi a manovre dell’ultimo minuto che, con i sistemi attuali, non servono più a nulla.
La targa straniera non funziona più
Anche un altro luogo comune molto diffuso tra gli automobilisti, quello secondo cui una targa estera possa in qualche modo proteggere da eventuali sanzioni, va ormai considerato superato. I verbali arrivano infatti sia alle targhe europee sia a quelle extra UE: può servire qualche giorno in più per la notifica, ma ormai i Paesi collaborano stabilmente tra loro proprio per questo tipo di infrazioni.
Va comunque precisato un aspetto tecnico non da poco: pur potendo accedere ai dati centrali della Motorizzazione Civile e dell’Anagrafe Nazionale dei Veicoli, i Tutor 3.0 non possono emettere sanzioni per la mancata revisione o per l’assenza di assicurazione, compiti che restano riservati alle pattuglie della Polizia Stradale durante i controlli su strada.
Un limite tecnico che, però, non lascia comunque scampo a chi pensa di viaggiare a velocità sostenute confidando in una targa non italiana: il sistema, ormai, individua e sanziona allo stesso modo tutti i veicoli in transito, indipendentemente dalla provenienza.
Il consiglio, insomma, resta sempre lo stesso: meglio rispettare i limiti previsti lungo l’intero tratto autostradale piuttosto che affidarsi a trucchi che, con la tecnologia attuale, semplicemente non funzionano più.