• 3 Agosto 2026 21:27

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Musk nega la vendita delle attività Tesla in Cina. Sullo sfondo resta la fusione con SpaceX

Ago 3, 2026

AGI – A un giorno dalla pubblicazione dei conti di SpaceX, che arriveranno domani a mercati chiusi, tiene ancora banco la possibile fusione con Tesla e l’ipotesi che quest’ultima si separi dalle attività in Cina. Il tutto nonostante Elon Musk abbia liquidato come “fake news”, con alcuni post su X, l’indiscrezione secondo cui i dirigenti di Tesla sarebbero stati invitati a prepararsi a questa eventualità. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, invece, i consulenti di Tesla avrebbero discusso diverse opzioni per le attività in Cina, tra cui uno spin-off, una vendita o una chiusura. Il quotidiano ha precisato che non è chiaro con quale rapidità Tesla potrebbe procedere e che i piani potrebbero ancora cambiare.

“Non è mai nemmeno emerso in una discussione”, ha scritto Musk sul suo account X, commentando l’articolo. “Notizia assurdamente falsa”, ha poi aggiunto. Una fusione tra Tesla e SpaceX, del resto, potrebbe incontrare ostacoli geopolitici e normativi, in particolare in Cina. SpaceX è infatti uno dei principali contractor della Difesa statunitense ed è coinvolta in programmi legati alla sicurezza nazionale e ai satelliti, mentre Tesla possiede e gestisce direttamente impianti produttivi nel Paese. Investitori e analisti discutono da tempo della possibilità di unire le due società di Musk e le speculazioni si sono intensificate durante il processo di quotazione di SpaceX. Musk, d’altro canto, non ha escluso una possibile fusione tra le due realtà, sottolineando come le attività di entrambe siano sempre più sovrapposte.

Musk e il peso delle attività in Cina

Negli ultimi anni, ricorda il quotidiano americano, Musk avrebbe inoltre chiesto ai dirigenti Tesla di organizzare il gruppo creando una netta separazione tra le attività negli Stati Uniti e quelle in Cina, con l’obiettivo di garantire che, in caso di forti tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino, almeno la parte statunitense dell’azienda potesse sopravvivere. A differenza di molte altre case automobilistiche straniere, le attività di Tesla in Cina non sono organizzate attraverso una joint venture con un partner locale.

La Gigafactory di Shanghai, inoltre, è il più grande e produttivo stabilimento Tesla al mondo, con una capacità annua superiore a 950mila veicoli, snodo centrale per le esportazioni verso Europa, Canada e Asia-Pacifico. La Cina, per Tesla, è il secondo mercato globale del gruppo dopo gli Stati Uniti.

10 million vehicles produced globally.
Congrats to all Tesla teams! pic.twitter.com/JkcraR63bs

— Tesla Manufacturing (@gigafactories) July 30, 2026

Gli ostacoli a una possibile fusione con SpaceX

Gli analisti di JPMorgan hanno indicato nelle autorizzazioni regolatorie uno dei principali ostacoli pratici a una fusione, soprattutto in Cina, dove i rapporti di SpaceX con il governo statunitense potrebbero sollevare questioni di sicurezza nazionale. Secondo il Wall Street Journal, tra le ipotesi discusse ci sarebbe anche la creazione di una società commerciale separata incaricata di gestire le esportazioni dallo stabilimento di Shanghai. Tesla potrebbe inoltre creare sistemi informatici e amministrativi distinti e impedire ai dipendenti basati in Cina di accedere direttamente ad altre divisioni del gruppo.

Anche la presidente e direttrice operativa di SpaceX, Gwynne Shotwell, ha riconosciuto i possibili vantaggi di un’integrazione. In un’intervista alla CNBC a giugno aveva affermato che riunire le società “potrebbe rendere la vita di Elon un po’ più facile”, semplificando la gestione delle sue aziende.

La rete di fornitori di Tesla in Cina

Grazie alle attività in Cina e a una rete di oltre 400 fornitori locali, Tesla è riuscita a ottenere nel Paese i costi di produzione più bassi per Model 3 e Model Y, secondo quanto dichiarato a Reuters da un dirigente di Tesla China. Più di 60 di questi fornitori riforniscono inoltre gli stabilimenti Tesla nel resto del mondo.

A giugno le consegne di Model 3 e Model Y realizzate in Cina sono aumentate del 24,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre nel secondo trimestre vendite ed esportazioni dello stabilimento di Shanghai sono cresciute del 32,8%. Tesla ha inoltre dichiarato che oltre il 95% dei componenti utilizzati per la Model 3 prodotta in Cina e per la versione aggiornata della Model Y viene acquistato da fornitori locali.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close