AGI – Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio che venne fondato nel 1911 e nel quale hanno militato campioni come Roberto Baggio, Andrea Pirlo e Pep Guardiola.
I debiti del Brescia Calcio sono pari a 20 milioni di euro
I debiti del club ammontavano a circa venti milioni di euro. “Il fallimento era un passaggio inevitabile e scontato, ormai è storia – dice all’AGI l’avvocato Massimo Bonavitacola -. Non ho ancora sentito il presidente Massimo Cellino, bisognerà parlare di un’eventuale impugnativa ma non credo che la sentenza sarà appellata”.
L’istanza respinta dai giudici
La società aveva cercato di evitare in extremis il peggiore degli epiloghi chiedendo un concordato in bianco, istanza però respinta dai giudici. La città resta comunque rappresentata a livello calcistico dall’Union Brescia, fondato il 17 luglio 2025 da un gruppo di imprenditori e che gioca nel campionato di serie C.
La parabola del Brescia Calcio
Con la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia si chiude, forse, definitivamente la parabola della società guidata negli ultimi anni da Massimo Cellino, mettendo, probabilmente, la parola fine a una delle pagine più dolorose della storia sportiva bresciana. Il tracollo è stato il punto di arrivo di una crisi economica e gestionale avviata nel 2025.
Il tracollo economico
La mancata copertura delle scadenze federali e fiscali ha portato prima all’esclusione dal calcio professionistico e poi all’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, culminata con la dichiarazione di fallimento di oggi. A far discutere negli ultimi anni è stata anche la gestione delle risorse economiche.
La cessione di Sandro Tonali al Milan
In particolare, i milioni incassati dalla cessione di Sandro Tonali al Milan e successivamente i bonus maturati con il trasferimento del centrocampista al Newcastle, circa 6 milioni, non sono bastati a garantire la stabilità finanziaria del club. Una situazione che ha alimentato interrogativi e polemiche tra tifosi e addetti ai lavori.
Il disperato tentativo di Massimo Cellino
Nelle scorse settimane Cellino aveva tentato un ultimo disperato tentativo, manifestando l’intenzione di iscrivere almeno una formazione giovanile ai campionati federali per mantenere in vita la matricola sportiva. Un progetto che, però, non ha trovato i presupposti necessari per concretizzarsi.
Con la sentenza del Tribunale sembra calare così il sipario su 114 anni di storia del Brescia Calcio. Ma con Massimo Cellino nulla è concluso: “Spero sia ancora reversibile questa decisione perché c’è un grosso errore di interpretazione ed un danno che va evitato per interesse dei creditori”, le dichiarazioni di Cellino. Farà ricorso? “Penso proprio di sì perché c’è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c’è grossa possibilità”.
AGI – Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio che venne fondato nel 1911 e nel quale hanno militato campioni come Roberto Baggio, Andrea Pirlo e Pep Guardiola.
I debiti del Brescia Calcio sono pari a 20 milioni di euro
I debiti del club ammontavano a circa venti milioni di euro. “Il fallimento era un passaggio inevitabile e scontato, ormai è storia – dice all’AGI l’avvocato Massimo Bonavitacola -. Non ho ancora sentito il presidente Massimo Cellino, bisognerà parlare di un’eventuale impugnativa ma non credo che la sentenza sarà appellata”.
L’istanza respinta dai giudici
La società aveva cercato di evitare in extremis il peggiore degli epiloghi chiedendo un concordato in bianco, istanza però respinta dai giudici. La città resta comunque rappresentata a livello calcistico dall’Union Brescia, fondato il 17 luglio 2025 da un gruppo di imprenditori e che gioca nel campionato di serie C.
La parabola del Brescia Calcio
Con la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia si chiude, forse, definitivamente la parabola della società guidata negli ultimi anni da Massimo Cellino, mettendo, probabilmente, la parola fine a una delle pagine più dolorose della storia sportiva bresciana. Il tracollo è stato il punto di arrivo di una crisi economica e gestionale avviata nel 2025.
Il tracollo economico
La mancata copertura delle scadenze federali e fiscali ha portato prima all’esclusione dal calcio professionistico e poi all’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, culminata con la dichiarazione di fallimento di oggi. A far discutere negli ultimi anni è stata anche la gestione delle risorse economiche.
La cessione di Sandro Tonali al Milan
In particolare, i milioni incassati dalla cessione di Sandro Tonali al Milan e successivamente i bonus maturati con il trasferimento del centrocampista al Newcastle, circa 6 milioni, non sono bastati a garantire la stabilità finanziaria del club. Una situazione che ha alimentato interrogativi e polemiche tra tifosi e addetti ai lavori.
Il disperato tentativo di Massimo Cellino
Nelle scorse settimane Cellino aveva tentato un ultimo disperato tentativo, manifestando l’intenzione di iscrivere almeno una formazione giovanile ai campionati federali per mantenere in vita la matricola sportiva. Un progetto che, però, non ha trovato i presupposti necessari per concretizzarsi.
Con la sentenza del Tribunale sembra calare così il sipario su 114 anni di storia del Brescia Calcio. Ma con Massimo Cellino nulla è concluso: “Spero sia ancora reversibile questa decisione perché c’è un grosso errore di interpretazione ed un danno che va evitato per interesse dei creditori”, le dichiarazioni di Cellino. Farà ricorso? “Penso proprio di sì perché c’è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c’è grossa possibilità”.