Il nome dice già tutto, con la fusione di “Inster” e “Steroid”. Questo nuovo modello unico nel suo genere, e nella tiratura, è la piccola citycar elettrica del brand coreano presa, gonfiata, e trasformata in qualcosa che sembra uscito da un videogioco. Passaruota allargati, ala posteriore enorme, presa d’aria sul tetto degna di una Gruppo B, cerchi asimmetrici tra anteriore e posteriore.
Ispirata ai videogame
La Insteroid reinterpreta in chiave gaming il city-SUV 100% elettrico Inster, e non lo fa in modo timido. Il pattern pixelato ispirato all’estetica degli Space Invaders è visibile sul tetto, sulle portiere e sull’ala posteriore a doppio elemento, una firma grafica che rende l’auto immediatamente riconoscibile anche nelle foto in bianco e nero. I fari anteriori rotondi a LED, uno dei pochi elementi mutuati direttamente dalla Inster di serie, contribuiscono a quell’atmosfera retrò-futurista che è diventata una firma Hyundai sulle BEV degli ultimi anni.
Le carreggiate sono state allargate grazie a passaruota maggiorati, con uno splitter anteriore affilato, un estrattore posteriore da vera auto da gara e minigonne con enormi prese d’aria. Il tetto ospita una presa d’aria che non stonerebbe su un’auto da rally. Il tutto è rifinito in vernice bianca con accenti arancioni, per una combinazione cromatica che non lascia dubbi sull’attitudine dell’auto.
La Insteroid è entrata anche nel videogioco JDM: Japanese Drift Master, diventando il primo modello elettrico a fare il suo ingresso nell’open-world virtuale del titolo di drifting. Prima ancora, era già presente su Asphalt Legends Unite e Roblox. La concretizzazione di un approccio al brand che Hyundai sta costruendo con coerenza, cercando di dialogare con generazioni che scoprono i prodotti prima nel digitale e poi nel mondo fisico.
Modalità drift
La funzionalità che ha acceso più curiosità è la Drift Mode. La modalità drift lavora in sinergia con il sistema audio Beat House, che diffonde musica mentre l’auto produce fumo dai pneumatici. È una scelta che suona volutamente sopra le righe, ma che è coerente con il carattere complessivo del progetto. Hyundai ha dotato la Insteroid di una firma sonora unica, che compensa l’assenza di un propulsore termico con un’identità acustica costruita elettronicamente. L’abitacolo è essenziale: roll cage per la rigidità del telaio, sedili a guscio, freno a mano manuale e un cruscotto senza touchscreen ma con un display dedicato al conducente. Il volante è progettato per non richiedere di spostare le mani dalla posizione di guida, con pulsanti dedicati per Boost, Track e Mode.
Materiali e tecnologie creative
L’interno mostra una tessuto 3D a maglia realizzato da filati riciclati, prodotto con un processo a pezzo unico su misura: una scelta che abbina la riduzione degli scarti di lavorazione all’estetica di un abitacolo che vuole essere tecnico ma non privo di personalità.
Le strutture a reticolo leggero sono integrate nei pannelli della carrozzeria per ottimizzare le prestazioni e ridurre il peso complessivo. È una tecnica ispirata all’additive manufacturing, dove la forma strutturale della parte è calcolata per resistere ai carichi reali senza materiale in eccesso. Non è la prima volta che questo approccio appare su un concept auto, ma il modo in cui la Insteroid lo abbina all’estetica gaming è inedito.
Hyundai ha lasciato aperta la porta a una produzione in serie: la Insteroid potrebbe entrare in produzione se ci fosse sufficiente domanda da parte del pubblico. La community dei gaming-car-enthusiast è più grande di quanto sembri. E questa, forse, è la parte meno fantascientifica di tutto il progetto.