La Ferrari F80 aveva già numeri sufficienti per impressionare sulla carta: 1.200 CV di potenza e fino a 1.050 kg di carico aerodinamico. Una volta portata in pista, però, è riuscita a trasformare quelle cifre in qualcosa di ancora più concreto. A Vairano ha stabilito nuovi riferimenti assoluti, cancellando i precedenti primati sia sul VairanoPro sia sul più tradizionale tracciato handling.
Durante la prova condotta da Quattroruote, la nuova hypercar di Maranello non si è limitata al tempo sul giro. Sono caduti anche i riferimenti nelle prove di accelerazione, frenata e negli altri test dinamici. Ma sono soprattutto i cronometri ottenuti sui due circuiti a mostrare quanto sia elevato il livello raggiunto dalla F80.
Quasi tre secondi alla Porsche
Sul VairanoPro, il layout più lungo introdotto nel 2020 per mettere maggiormente alla prova le supercar più potenti e dotate di elevato carico aerodinamico, la Ferrari F80 ha fermato il cronometro a 1’17”179. Il precedente record apparteneva alla Porsche 911 GT3 RS, capace di girare in 1’19”881. La Ferrari ha quindi abbassato il riferimento di 2,702 secondi, un margine considerevole su un tracciato di questo tipo.
Alle loro spalle si trovano la Pagani Huayra Roadster BC con 1’20”707, la Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano con 1’20”925 e la Mercedes-AMG GT Black Series con 1’20”926. La Ferrari SF90 Stradale Assetto Fiorano aveva invece ottenuto 1’21”716.
A impressionare durante la prova non è stata soltanto la velocità pura. Secondo Quattroruote, uno degli aspetti determinanti della F80 è l’integrazione tra le diverse componenti, che permette alla vettura di esprimere prestazioni elevatissime mantenendo un comportamento omogeneo e bilanciato.
Record anche sul tracciato storico
La F80 ha poi affrontato il classico handling di Vairano, utilizzato da quasi tre decenni e quindi particolarmente interessante per confrontare l’evoluzione delle sportive. Anche qui il risultato è stato un nuovo primato assoluto: 1’05”501.
Il record precedente resisteva dal 2020 e apparteneva alla Pagani Huayra Roadster BC, che aveva completato il giro in 1’07”681. La Ferrari ha dunque migliorato quel tempo di oltre due secondi.
Il confronto storico rende ancora più evidente l’evoluzione. Nel 1999 una Ferrari 360 Modena aveva girato in 1’21”490. Nel 2005 la Porsche Carrera GT era scesa a 1’17”349, mentre nel 2014 la Porsche 918 Spyder aveva raggiunto 1’09”537.
Successivamente erano arrivati l’1’09”433 della Lamborghini Huracán Performante nel 2017 e l’1’08”243 della Porsche 911 GT2 RS nel 2018, prima del primato Pagani.
I 1.200 CV diventano numeri reali
Dietro ai record della F80 c’è un progetto costruito intorno alla massima prestazione. Il sistema ibrido sviluppa complessivamente 1.200 CV, mentre l’aerodinamica può generare 1.050 kg di deportanza, valori che collocano la vettura al vertice della produzione stradale Ferrari.
Il dato forse più significativo emerso a Vairano resta però il distacco inflitto alle precedenti primatiste. Non si tratta di miglioramenti misurabili in pochi centesimi: sul VairanoPro sono caduti quasi tre secondi rispetto alla 911 GT3 RS, mentre sul tracciato handling sono stati tolti più di due secondi al riferimento della Huayra Roadster BC.
Due record assoluti ottenuti sulla stessa pista e nella stessa sessione di prove fotografano così, attraverso il cronometro, il salto prestazionale compiuto dalla Ferrari F80. Adesso, la Casa del Cavallino Rampante ha una nuova regina da venerare.