• 24 Luglio 2026 22:07

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Il ‘Castello delle cerimonie’, scattano i sigilli per la location di Real Time

Lug 24, 2026

AGI – Dimenticate la musica, i balli e le celebrazioni. Sono cominciate oggi le operazioni di sgombero dei locali commerciali del Castello delle Cerimonie, nel Napoletano. Il complesso immobiliare aveva raggiunto negli scorsi anni un discreto livello di notorietà, dopo essere diventato la location di un popolare programma tv in onda su Real Time.

La storia dietro al Castello delle Cerimonie

Situata a Sant’Antonio Abate, il vero nome della struttura corrisponde a quello di Grand Hotel La Sonrisa. Con il decreto di sequestro emesso dal gip di Torre Annunziata per invasione di terreni ed edifici e il conseguente ordine di sgombero coatto emesso dalla procura oplontina retta da Nunzio Fragliasso, hanno avuto inizio le operazioni di sgombero. La notizia arriva dopo una complessa vicenda giudiziaria, che vede oggi il complesso di proprietà del Comune.

Lo sgombero

Le operazioni sono state affidate alla polizia municipale di Sant’Antonio Abate, supportata dalla polizia e dei carabinieri con le loro snodi di Castellammare di Stabia. In un primo momento sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali e sono stati anche posizionati i cartelli che pubblicizzano il sequestro anche all’ingresso principale, sgomberando le persone presenti. Poi saranno portati via gli arredi e i macchinari, che potrebbero finire in asta.

Il Grand Hotel con sentenza del 14 giugno 2022 è sotto confisca per lottizzazione abusiva. Due anni dopo il Comune aveva con una delibera determinato una indennità mensile di occupazione del complesso immobiliare nelle more del perfezionamento dell’immissione in possesso; ad aprile di quest’anno, la Conservatoria di Napoli aveva provveduto alla trascrizione degli immobili del complesso al patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate, che poi a dicembre aveva revocato la licenza di pubblico esercizio.

Il giallo del ricorso al Tar

A maggio di quest’anno il Comune aveva ordinato lo sgombero dei locali concedendo 60 giorni per liberarli, termine scaduto l’11 luglio scorso senza che però l’ordine fosse stato eseguito. Per questo il gip ha ravvisato il reato di invasione di terreno edifici e ritenuto necessaria la sottrazione coattiva dell’immobile al privato che lo occupa abusivamente. Già lo scorso 16 luglio il comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubbliche aveva autorizzato l’impiego della forza pubblica per lo sgombero.

L’ordinanza di sgombero era stata impugnata al Tar Campania, ma non risulta fissata una udienza per cui è eseguibile. 

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