Quando la tua auto diventa pigra, risponde in ritardo quando acceleri o vedi del fumo nero dallo scarico, il problema è sicuramente la fuliggine che si è depositata all’interno del motore. La decarbonizzazione promette di ripulire tutto senza smontare nulla, ma da meccanico ti dico se veramente funziona e se vale la pena spendere questi soldi o se rischi solo di danneggiare il propulsore.
Quando va fatta la pulizia con idrogeno?
Non esiste una spia che ti avvisa quando è il momento di fare questo trattamento, ma puoi capirlo da alcuni segnali che si verificano durante la guida. Se utilizzi l’auto quasi sempre in città o fai tragitti brevi, il motore non raggiunge mai la temperatura ideale per autopulirsi, la fuliggine non brucia e si accumula sui componenti interni. Vediamo quindi i sintomi da tenere in considerazione che ti fanno capire quando effettuare il trattamento:
quando schiacci l’acceleratore l’auto risponde in ritardo e non sembra più scattante come prima;
il motore gira in modo irregolare soprattutto al minimo e durante gli avviamenti a freddo;
i consumi di carburante aumentano inspiegabilmente ;
durante le accelerazioni in salita o nei sorpassi vedi uscire fumo nero dallo scarico.
I benefici reali del trattamento
Se il trattamento viene eseguito al momento giusto e per il tempo necessario, i vantaggi si avvertono subito sulla fluidità di guida. La pulizia deve avere la durata corretta per permettere al gas di ammorbidire gli strati di sporco e l’efficacia dipende tantissimo dal chilometraggio della vettura. I benefici cambiano in base allo stato di usura del motore:
il motore ritorna praticamente nuovo quando ha un chilometraggio intorno ai 60.000 km, i depositi sono ancora morbidi e il lavaggio riesce a pulire le parti interne, ripristinando lo spunto originale e abbassando i consumi di carburante;
con un chilometraggio vicino ai 200.000 km o superiore l’efficacia cala, le incrostazioni nel tempo si sono indurite e l’idrogeno non basta più per eliminarle, quindi per avere benefici reali l’unica soluzione rimane lo smontaggio dei pezzi.
Nei motori che si trovano nel range chilometrico corretto o che hanno effettuato il trattamento ogni 60.000 km i benefici sono:
risposta del pedale dell’acceleratore: spariscono i vuoti e l’auto non è più lenta in accelerazione;
stabilità del motore al minimo: non si avvertono più vibrazioni o strattonamenti a freddo;
riduzione del fumo nero dallo scarico: le valvole tornano a chiudersi perfettamente, la combustione ritorna nel range corretto e si evita l’intasamento del filtro FAP.
Come funziona la pulizia
Per capire come funziona questo lavaggio dobbiamo sapere cosa fa il macchinario. Non serve smontare nulla dal motore, ma si collega un tubicino direttamente all’ingresso dell’aspirazione, subito dopo il filtro dell’aria e si immette questo gas mentre la macchina è in moto. La procedura esatta in officina prevede questi passaggi:
colleghiamo lo strumento di diagnosi alla presa OBD dell’auto per verificare i parametri attuali del motore e capire se la centralina ha registrato anomalie gravi;
inseriamo il tubicino dell’apparecchiatura a idrogeno direttamente nel condotto che porta l’aria al motore;
avviamo il propulsore e aspettiamo che raggiunga la normale temperatura di esercizio;
attiviamo il macchinario che, tramite l’elettrolisi dell’acqua demineralizzata, inizia a produrre il gas idrogeno mandandolo direttamente in aspirazione;
il gas si miscela al carburante e partecipa alla combustione, l’idrogeno aumenta la velocità della fiamma e alza la temperatura all’interno della camera di scoppio;
questo picco di calore controllato ammorbidisce le croste di fuliggine e le scioglie, permettendogli di uscire;
eseguiamo delle accelerate periodiche e controllate a regimi più elevati per spingere lo sporco reso fluido fuori dalle valvole fino allo scarico.
Tutto il processo richiede tempo, il motore deve girare collegato alla macchina per almeno 90 minuti per consentire al calore di agire in profondità.
Le controindicazioni
Anche se questo sistema promette miracoli senza smontare nulla, devo metterti in guardia. Se la procedura viene eseguita sul propulsore sbagliato o senza le dovute cautele, i danni collaterali possono essere disastrosi. L’idrogeno aumenta l’intensità della combustione e genera molto vapore acqueo all’interno dei cilindri, creando forti stress termici. I pericoli reali che devi assolutamente conoscere prima di procedere sono:
distacco di croste solide: se il motore è molto sporco, la fuliggine si stacca a pezzi grossi invece di sciogliersi e finisce direttamente nelle valvole, nella turbina o nel filtro antiparticolato, intasandolo del tutto e creando un tappo;
perdita di compressione: nelle auto con oltre 200.000 chilometri le incrostazioni fanno spesso da “sigillante” sulle parti consumate, rimuoverle di colpo causa un consumo eccessivo di olio motore e perdite di potenza;
inquinamento dell’olio nella coppa: durante il lavaggio, i gas e l’umidità della combustione trafilano inevitabilmente nel basamento attraverso le fasce dei pistoni, contaminando il lubrificante;
corrosione da prodotti scadenti: i macchinari di idrogeno economici possono portare in camera di scoppio vapori di sostanze chimiche usate per l’elettrolisi (come l’idrossido di potassio) aggredendo i materiali del motore e delle testate e aumentando l’usura.
Quanto costa davvero l’intervento
I prezzi della decarbonizzazione variano principalmente in base alla cilindrata del veicolo e al tempo necessario per completare il ciclo di lavaggio:
per le utilitarie e le city car fino a 1400 cc la spesa oscilla tra i 100 e i 150 euro;
per le berline, le station wagon o i SUV sopra i 1600 cc il costo varia tra i 150 e i 200 euro;
per i furgoni, i camper e i mezzi pesanti commerciali il prezzo oscilla tra i 250 e i 350 euro.
Se trovi officine o centri che ti propongono questo servizio a 50 euro, ti sconsiglio di effettuare il trattamento, molto spesso utilizzano macchinari economici che non generano una quantità di gas sufficiente a rimuovere lo sporco. Spenderesti soldi inutilmente, rischiando anche di creare surriscaldamenti che possono deformare i componenti più delicati del propulsore.
Cosa pulisce veramente l’idrogeno
Molti automobilisti credono che l’idrogeno possa ripulire ogni singola tubazione, ma non è così, il trattamento pulisce efficacemente solo le zone dove si sviluppa la combustione o dove i gas di scarico passano ancora a temperature elevate. Vediamo quali sono i componenti a cui porta beneficio:
la testa dei pistoni: rimuove le incrostazioni sul cielo del pistone, ripristinando il volume della camera di scoppio;
gli iniettori: ripulisce la punta dei polverizzatori (solo quelli ad iniezione diretta) da quei residui carboniosi che ostruiscono la polverizzazione del carburante;
le valvole di scarico: ripulisce i funghi e le sedi delle valvole che fanno uscire i gas bruciati, garantendo una perfetta tenuta;
la geometria variabile della turbina: disincrosta le palette mobili, evitando che la turbina vada in recovery o risponda in ritardo;
il filtro FAP e la valvola EGR: il calore generato aiuta a bruciare l’accumulo di particolato e i passaggi della valvola.
Ci sono però dei componenti fondamentali dove non agisce, questo a causa della bassa temperatura:
i manicotti di aspirazione;
i collettori di aspirazione;
le valvole di aspirazione.
Per quella specifica zona, l’unica soluzione reale rimane lo smontaggio meccanico e il lavaggio manuale o l’uso di prodotti specifici.
I consigli del meccanico
In definitiva, la decarbonizzazione non è una truffa, ma non ripristini la piena efficienza, se alcuni componenti sono danneggiati o l’auto è ormai compromessa. Se decidi di fare questo trattamento ti posso dare alcuni consigli pratici per non rischiare di rompere il motore:
chiedi un cambio olio e filtro subito dopo il lavaggio: come ti ho spiegato, l’umidità e i residui chimici trafilano nella coppa, degradando il lubrificante;
richiedi una diagnosi preventiva e successiva tramite presa OBD: serve a verificare i parametri di intasamento del filtro FAP prima e dopo l’operazione;
ciclo di guida dopo il trattamento: guidare per circa 20 minuti a regimi elevati aiuta a espellere gli ultimi residui di fuliggine dallo scarico;
non farlo se hai la spia avaria motore accesa: se la valvola EGR o l’attuatore della turbina sono bloccati elettronicamente, il trattamento non potrà ripararli;
stile di guida: evita di viaggiare sempre sotto carico e, se usi l’auto solo in città, ricordati di fare un percorso extraurbano una volta alla settimana per consentire le normali rigenerazioni del filtro DPF.