I dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina stanno avendo effetti parziali, non risultando sufficienti a rallentare la crescita dei colossi con gli occhi a mandorla. Il risultato giungerebbe da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), secondo cui le tariffe introdotte dall’Unione europea avrebbero solo riportato molti marchi occidentali a trasferire nuovamente la produzione nel Vecchio Continente, senza però arrestare il boom dei competitor cinesi.
I player del Paese del Dragone Rosso stanno continuando a invadere il mercato dell’Ue, a causa delle politiche di Bruxelles e grazie a prezzi più bassi. In base all’analisi, in media, un veicolo elettrico prodotto in Cina resta, nonostante i dazi, il 21% meno costoso rispetto a quelli dei produttori europei, mentre non ci sarebbe una sfida ad armi pari in tema di batterie, dato che le esportazioni cinesi sono cresciute di 7 volte tra il 2020 e il 2025.
L’analisi di Transport & Environment
La principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti ha evidenziato che i dazi europei sulle auto elettriche hanno ridotto del 5% la quota di mercato Ue dei veicoli prodotti in Cina, ma non hanno frenato i brand cinesi. Il gigante asiatico può contare su una vastissima esperienza in materia di elettrico e ha sfruttato negli anni scorsi il tappeto rosso steso da Bruxelles con il Green Deal.
Con la crescita esponenziale dei pacchi batteria, le esportazioni cinesi sono aumentate di 7 volte tra il 2020 e il 2025. Sono iniziati a sbucare come funghi nuovi marchi e per la prima volta il Dragone ha esportato oltre un milione di veicoli in un solo mese. A giugno 2026 sono uscite dalla Cina 1,037 milioni di auto, +75% rispetto allo stesso mese del 2025, di cui oltre la metà è composta da elettriche o ibride plug-in. L’Ue ha provato a mettere un freno, introducendo dazi aggiuntivi sulle EV prodotte in Cina dopo l’indagine anti-sussidi, rendendo più complicato l’accesso al mercato comunitario. I major come BYD hanno già aggirato il problema, investendo su impianti nel Vecchio Continente.
La risposta europea
A Bruxelles hanno deciso di promuovere la creazione di auto elettriche alla portata di tutti. Seguendo il diktat di Ursula von der Leyen la “E” di E-Car starà per Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile. Per ora meno di un quarto delle batterie realizzate nell’Ue è prodotto da aziende europee e, secondo il Report T&E, le prospettive del settore rimangono incerte. L’organizzazione, in una nota, ha espressamente chiesto:
“(Occorre rafforzare, ndr) gli strumenti di difesa commerciale, estendendoli anche alle batterie prodotte in Cina. Secondo l’associazione, infatti, misure commerciali mirate consentirebbero ai produttori europei di competere più efficacemente sul mercato interno senza rallentare la transizione all’elettrico. Le stime mostrano che un dazio del 20% sulle batterie cinesi comporterebbe un aumento medio del prezzo delle auto elettriche prodotte nell’UE di appena il 2,8%”.
Per uscire dalla crisi, i major europei, tra cui Stellantis, dovrebbero lanciare diverse E-car nei prossimi anni. Il colosso italo-francese ha già commercializzato la FIAT Topolino, la Citroën Ami e Opel Rocks-e, realizzate sulla stessa piattaforma, che sono classificate come quadricicli leggeri elettrici (categoria L6e). Le future E-Car rientrerebbero in un segmento ad alto potenziale, destinato a invertire la rotta nel Vecchio Continente.