La patente può essere ritirata dagli agenti in caso di violazioni o irregolarità previste dal Codice della Strada: per esempio guida con patente scaduta, guida in stato di ebbrezza, superamento dei limiti di velocità oltre determinate soglie o altre infrazioni che comportano la sospensione del documento. Il ritiro è l’atto materiale con cui gli agenti trattengono la patente, lo indicano nel verbale e trasmettono il documento al Prefetto o all’autorità competente.
Sarà poi questa autorità a decidere la durata dell’eventuale sospensione o le condizioni per la restituzione. Nel frattempo non si può guidare: mettersi al volante con la patente ritirata o sospesa espone a sanzioni pesanti, fino alla revoca della patente e al fermo amministrativo del veicolo.
Quando avviene il ritiro della patente
Il ritiro della patente è la sottrazione materiale del documento da parte dell’organo accertatore. L’agente che contesta la violazione ritira la patente, annota l’operazione nel verbale e trasmette il documento alla Prefettura. La competenza territoriale viene determinata in base al luogo in cui è stata commessa la violazione.
Questo passaggio non coincide con la sospensione, anche se molte volte la precede. Il ritiro è l’atto immediato che avviene su strada o al momento dell’accertamento. La sospensione è il provvedimento che vieta temporaneamente di guidare per un periodo determinato. In molti casi, dopo il ritiro, il Prefetto stabilisce la durata della sospensione attraverso un’ordinanza. Il ritiro può avvenire anche per motivi documentali, come la patente scaduta, mentre la sospensione colpisce condotte più gravi o situazioni in cui la legge prevede un divieto temporaneo di guida. La revoca è invece la perdita del titolo.
Il caso della patente scaduta
Uno dei casi più frequenti di ritiro riguarda la guida con patente scaduta. Il Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa e il ritiro del documento quando il conducente viene trovato alla guida con patente non più valida per decorrenza dei termini. In questo caso il recupero della patente passa dal rinnovo. Il conducente deve sottoporsi alla visita medica prevista per la conferma di validità e completare la procedura attraverso i canali abilitati. Una volta accertata l’idoneità psicofisica viene emesso il duplicato della patente con la nuova scadenza.
Il ritiro per patente scaduta è diverso dalla sospensione per infrazione grave. Non viene punita una condotta pericolosa in sé, ma il fatto di guidare con un titolo non valido. La soluzione è quindi amministrativa e sanitaria: dimostrare di avere ancora i requisiti richiesti per guidare. La guida con patente scaduta crea problemi anche in caso di incidente, nei rapporti con l’assicurazione e nella gestione di eventuali controlli.
Guida in stato di ebbrezza tra ritiro, sospensione e visita medica
La guida in stato di ebbrezza è uno dei casi più delicati perché la conseguenza cambia in base al tasso alcolemico accertato. La soglia di base è 0,5 grammi per litro, ma le sanzioni diventano più pesanti al crescere del valore rilevato. Sopra 0,8 g/l si entra nell’area penale, con ammenda, arresto e sospensione della patente. Sopra 1,5 g/l il quadro diventa più severo con sospensione più lunga.
Il ritiro della patente può avvenire subito, al momento dell’accertamento. In seguito interviene il Prefetto che dispone la sospensione. Nei casi più gravi, soprattutto quando il tasso alcolemico supera le soglie vigenti, viene ordinata anche la visita davanti alla Commissione medica locale o comunque l’accertamento dei requisiti psicofisici.
Dopo la riforma del Codice della Strada, il tema dell’alcol alla guida si è irrigidito, anche con l’introduzione di prescrizioni come i codici unionali collegati al divieto di assumere alcol e alla guida solo con veicoli dotati di alcolock.
C’è poi il caso della guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope che rientra tra le violazioni più gravi. L’articolo 187 del Codice della Strada prevede ammenda, arresto e sospensione della patente da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la durata della sospensione può raddoppiare. In caso di incidente, le pene vengono aggravate e la patente può essere revocata secondo le condizioni previste.
Eccesso di velocità, quando si rischia la sospensione
Il Codice della Strada prevede conseguenze diverse a seconda di quanto viene superato il limite di velocità. Lo sforamento lieve comporta una sanzione economica; gli eccessi più marcati possono portare alla decurtazione dei punti e alla sospensione.
Quando il superamento del limite è superiore a 40 km/h e non oltre 60 km/h, la sospensione può andare da uno a tre mesi. Se il limite viene superato di oltre 60 km/h, la sospensione diventa più pesante e può arrivare da sei a dodici mesi.
Se l’infrazione viene contestata immediatamente su strada, l’agente può procedere secondo le modalità previste. Se invece l’accertamento avviene con apparecchiature automatiche, il percorso amministrativo passa dalla notifica del verbale e dall’identificazione del conducente. Non è sufficiente pagare la multa per chiudere tutto. Quando una violazione comporta sospensione o decurtazione, il pagamento della sanzione pecuniaria non cancella le conseguenze accessorie.
L’uso del cellulare alla guida
L’uso del cellulare alla guida è diventato uno dei bersagli della riforma del Codice della Strada. La violazione comportare multa, decurtazione di punti e sospensione della patente. Con l’introduzione della sospensione breve, il rischio è immediato per chi ha meno di 20 punti. Se il conducente rientra nelle condizioni dell’articolo 218-ter, subisce una sospensione di 7 o 15 giorni, raddoppiata in caso di incidente.
Dal punto di vista del recupero, bisogna distinguere la sospensione breve dalla sospensione ordinaria. Nella sospensione breve il documento resta trattenuto per il periodo previsto e poi viene restituito. Se si entra in una sospensione più lunga o in un procedimento prefettizio, l’iter cambia.
Sospensione breve
La sospensione breve si applica ai conducenti con meno di 20 punti sulla patente. La durata è di 7 giorni se il saldo punti è compreso tra 10 e 19, mentre sale a 15 giorni se il saldo è inferiore a 10. Se dalla violazione deriva un incidente, la durata raddoppia.
La logica è diversa rispetto alla sospensione ordinaria. La misura è collegata al punteggio residuo e colpisce chi ha già una storia di infrazioni. Non riguarda quindi tutti gli automobilisti, ma solo quelli che hanno già perso punti e commettono una delle violazioni elencate dalla norma.
Le violazioni coinvolte comprendono comportamenti come mancata precedenza, passaggio con semaforo rosso, uso del cellulare, guida contromano, sorpassi vietati, mancato uso di cinture o casco e altre condotte considerate pericolose. Per riavere la patente dopo una sospensione breve bisogna attendere la scadenza del periodo indicato. La restituzione avviene secondo quanto riportato nel verbale e secondo le procedure dell’ufficio che ha trattenuto il documento.