• 27 Giugno 2026 10:13

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Perchè con le temperature elevate calano i prezzi della frutta in Italia

Giu 27, 2026

AGI – Le temperature elevate di questi giorni non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso per favorire un flusso rapido delle merci ed evitare che il prodotto si rovini. Lo rileva la Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit.

L’ondata di solleone, che sta attraversando la penisola, condiziona in modo netto sia l’offerta che le abitudini di acquisto dei consumatori. Se da un lato l’afa intensa spinge la domanda verso prodotti stagionali freschi che non richiedono cottura, come le insalate, i pomodori e la frutta fresca, dall’altro si registra una fisiologica contrazione della richiesta nelle grandi città. Questo fenomeno è legato al fatto che i centri urbani iniziano a svuotarsi per l’avvio delle ferie estive e per i primi flussi verso le località balneari, spostando il carico di lavoro principale sui mercati all’ingrosso che servono direttamente le zone costiere. 

Ciliegie e prezzi in calo

Nel comparto della frutta si segnalano quotazioni all’ingrosso particolarmente convenienti, a partire dalle ciliegie. Rispetto alla scorsa stagione caratterizzata da una grave mancanza di prodotto che aveva bloccato i prezzi tra i cinque e i dieci euro al chilo, quest’anno non si registrano criticità legate al maltempo. I listini sono in forte calo e partono da 2,00 euro/Kg per il prodotto italiano di pezzatura piccola, fino ad arrivare ai 5,00 euro/Kg per i calibri maggiori. Per quanto riguarda le albicocche, si nota un’ampia forbice di prezzo determinata dal cambio varietale.

Meloni tra abbondanza e ribassi

C’è poi grande abbondanza di meloni e angurie nei mercati, ideali per combattere il caldo e favorire l’idratazione. Il melone retato, che vede una produzione molto forte nel Lazio e in Lombardia a fronte di una campagna siciliana ormai agli sgoccioli, oscilla tra gli 0,80 e 1,40 euro/kg, con picchi di 1,50 e 1,60 euro/kg solo per il prodotto extra proveniente dalle zone vocate lombarde. Anche i meloni lisci registrano listini in discesa, assestandosi all’ingrosso tra 1,50 e 2,00 euro/kg.

Angurie in piena stagionalità

Le angurie, inoltre, hanno ormai raggiunto la piena stagionalità e mostrano prezzi in calo del 15,6% rispetto a una settimana fa, che variano da 0,45 a 0,80 euro/kg.

Nettarine più convenienti

Ottime notizie arrivano anche per le nettarine, che costano circa 0,20-0,30 euro/Kg in meno rispetto alle pesche. Il prodotto di calibro medio-piccolo è disponibile all’ingrosso tra 1,30 e 1,70 euro/kg mentre quello grande, più ricercato e richiesto sul mercato, mantiene un prezzo compreso tra 2,50 e 2,70 euro/kg (-4,7% rispetto alla scorsa settimana).

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