AGI – Un’edizione da record, per le 48 nazionali e i tre Paesi ospitanti, tra paura e polemiche: gli occhi del mondo sono puntati sull’edizione numero 23 dei mondiali di calcio in Canada, Stati Uniti e Messico, anche per un corollario geopolitico che, tra guerre in atto e presenza dell’Iran, ha fatto salire al massimo livello l’allarme sicurezza.
Donald Trump vuole sfruttare l’evento per rilanciare l’immagine degli Usa come faro dell’Occidente ma ha ridotto al minimo i rischi: niente visti per i tifosi e gli stessi membri degli staff tecnici che potrebbero rappresentare una minaccia. Ne ha fatto le spese anche Omar Artan, che doveva essere il primo somalo ad arbitrare ai mondiali ma è stato bloccato a Miami e respinto dagli Usa, probabilmente per l’omonimia con un capo delle milizie islamiste Shabaab.
Sicurezza e apparato organizzativo
L’arrivo negli States di sette milioni di tifosi ha imposto un apparato di polizia come se ogni partita fosse un Super Bowl e il coordinamento è stato affidato a Andrew Giuliani, figlio dell’ex sindaco-sceriffo di New York. Stanziati quasi 800 milioni di dollari per garantire la sicurezza, comprese le difese anti-drone.
Calendario e formula del torneo
Il calcio giocato parte oggi con Messico-Sudafrica alle 21 ora italiana e in totale si disputeranno 104 partite, compresa la finale di domenica 19 luglio al New York New Jersey Stadium. La fase a gironi prevede che a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta saranno le prime due di ognuno dei 12 raggruppamenti più otto delle migliori terze che andranno ad affrontarsi nei sedicesimi di finale. Si gioca in 16 stadi, dagli impianti high-tech del football americano a più sobri campi canadesi e a quelli rinnovati del Messico dove rivivrà per un terzo mondiale il mito dell’Azteca, a 2.220 metri sul livello del mare.
Favoriti e protagonisti
L’Argentina campione in carica è di diritto tra i club favoriti ma va ricordato che negli ultimi cinque Mondiali hanno trionfato altrettante nazionali diverse: Italia (2006), Spagna (2010), Germania (2014), Francia (2018) e Argentina (2022). Nella terza edizione di fila senza l’Italia, un po’ di azzurro lo porterà il Brasile di Carlo Ancelotti, tra le pretendenti più accreditate al titolo con Francia, Spagna e Inghilterra. La Norvegia di Haaland e il Portogallo di CR7 sono le possibili sorprese, la Turchia di Montella e l’Uzbekistan di Cannavaro le altre squadre da seguire per gli italiani.
Caso Iran e tensioni geopolitiche
La grana più grossa da gestire riguarda la presenza dell’Iran, nazionale di un Paese attualmente in guerra con gli Usa: il team Melli ha dovuto spostare il ritiro dall’Arizona a Tijuana, in Messico, vicino al confine statunitense, anche perché diversi membri dello staff non hanno ottenuto il visto e gli stessi giocatori e i tecnici potranno entrare negli Stati Uniti per le partite tra rigidissime misure di sicurezza. C’è persino il rischio di un incrocio esplosivo tra Iran e Usa nella fase a eliminazione diretta, potrebbero sfidarsi a Dallas negli ottavi.
Emergenza caldo e condizioni climatiche
L’altra emergenza di questo mondiale nordamericano rischia di essere il caldo con un quarto delle partite che si potrebbe disputare in condizioni di caldo potenzialmente pericolose per giocatori e tifosi, come avverte un rapporto di World Weather Attribution (WWA) che studia gli eventi meteorologici estremi. Città come Miami, Kansas City o Filadelfia (e le tante gare pomeridiane) figurano tra le più esposte a temperature elevate e umidità tra giugno e luglio. La Fifa ha previsto pause per l’idratazione e altre misure di protezione.
AGI – Un’edizione da record, per le 48 nazionali e i tre Paesi ospitanti, tra paura e polemiche: gli occhi del mondo sono puntati sull’edizione numero 23 dei mondiali di calcio in Canada, Stati Uniti e Messico, anche per un corollario geopolitico che, tra guerre in atto e presenza dell’Iran, ha fatto salire al massimo livello l’allarme sicurezza.
Donald Trump vuole sfruttare l’evento per rilanciare l’immagine degli Usa come faro dell’Occidente ma ha ridotto al minimo i rischi: niente visti per i tifosi e gli stessi membri degli staff tecnici che potrebbero rappresentare una minaccia. Ne ha fatto le spese anche Omar Artan, che doveva essere il primo somalo ad arbitrare ai mondiali ma è stato bloccato a Miami e respinto dagli Usa, probabilmente per l’omonimia con un capo delle milizie islamiste Shabaab.
Sicurezza e apparato organizzativo
L’arrivo negli States di sette milioni di tifosi ha imposto un apparato di polizia come se ogni partita fosse un Super Bowl e il coordinamento è stato affidato a Andrew Giuliani, figlio dell’ex sindaco-sceriffo di New York. Stanziati quasi 800 milioni di dollari per garantire la sicurezza, comprese le difese anti-drone.
Calendario e formula del torneo
Il calcio giocato parte oggi con Messico-Sudafrica alle 21 ora italiana e in totale si disputeranno 104 partite, compresa la finale di domenica 19 luglio al New York New Jersey Stadium. La fase a gironi prevede che a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta saranno le prime due di ognuno dei 12 raggruppamenti più otto delle migliori terze che andranno ad affrontarsi nei sedicesimi di finale. Si gioca in 16 stadi, dagli impianti high-tech del football americano a più sobri campi canadesi e a quelli rinnovati del Messico dove rivivrà per un terzo mondiale il mito dell’Azteca, a 2.220 metri sul livello del mare.
Favoriti e protagonisti
L’Argentina campione in carica è di diritto tra i club favoriti ma va ricordato che negli ultimi cinque Mondiali hanno trionfato altrettante nazionali diverse: Italia (2006), Spagna (2010), Germania (2014), Francia (2018) e Argentina (2022). Nella terza edizione di fila senza l’Italia, un po’ di azzurro lo porterà il Brasile di Carlo Ancelotti, tra le pretendenti più accreditate al titolo con Francia, Spagna e Inghilterra. La Norvegia di Haaland e il Portogallo di CR7 sono le possibili sorprese, la Turchia di Montella e l’Uzbekistan di Cannavaro le altre squadre da seguire per gli italiani.
Caso Iran e tensioni geopolitiche
La grana più grossa da gestire riguarda la presenza dell’Iran, nazionale di un Paese attualmente in guerra con gli Usa: il team Melli ha dovuto spostare il ritiro dall’Arizona a Tijuana, in Messico, vicino al confine statunitense, anche perché diversi membri dello staff non hanno ottenuto il visto e gli stessi giocatori e i tecnici potranno entrare negli Stati Uniti per le partite tra rigidissime misure di sicurezza. C’è persino il rischio di un incrocio esplosivo tra Iran e Usa nella fase a eliminazione diretta, potrebbero sfidarsi a Dallas negli ottavi.
Emergenza caldo e condizioni climatiche
L’altra emergenza di questo mondiale nordamericano rischia di essere il caldo con un quarto delle partite che si potrebbe disputare in condizioni di caldo potenzialmente pericolose per giocatori e tifosi, come avverte un rapporto di World Weather Attribution (WWA) che studia gli eventi meteorologici estremi. Città come Miami, Kansas City o Filadelfia (e le tante gare pomeridiane) figurano tra le più esposte a temperature elevate e umidità tra giugno e luglio. La Fifa ha previsto pause per l’idratazione e altre misure di protezione.