• 8 Giugno 2026 17:36

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Gp Monaco: Ferrari-Mercedes il divario è imbarazzante anche su una pista favorevole

Giu 8, 2026

La Power Unit della Ferrari per la stagione di F1 2026 accusa un deficit endotermico rispetto a Red Bull: lo conferma l’assegnazione dei parametri ADUO non ancora ufficiale ma già nota nel paddock di Monaco da ieri pomeriggio. A questo si somma l’allarme di Monaco: pur su una pista favorevole, la SF-26 ha incassato un pesante distacco dalla Mercedes azzerato solo dalla Safety Car. Barcellona sarà l’esame decisivo.

L’esperienza Ferrari non porta vantaggi nella nuova era motoristica

Settantasei anni da costruttore: questa è l’eredità storica della Ferrari in F1. La Scuderia di Maranello ha forgiato il proprio mito in gran parte sui propulsori, un’eccellenza meccanica che ha storicamente affascinato appassionati in tutto il mondo anche attraverso la produzione stradale. Tuttavia, l’attuale architettura tecnica della categoria regina impone una spinta propulsiva basata su complesse Power Unit.

Unità caratterizzate da un’erogazione paritaria (50:50) tra la componente endotermica (ICE) e il sistema ibrido. La stagione 2026 ha segnato il debutto di un impianto normativo deliberato oltre quattro anni fa. Un quadro tecnico complesso e, senza dubbio, controverso a causa delle scelte adottate dalla FIA che oggi, giunti al sesto round del mondiale, suscitano crescenti perplessità.

Da qui verso lo studio sulle diverse modifiche per il prossimo campionato. Il Cavallino Rampante era chiamato a un’esecuzione impeccabile nella progettazione del nuovo motore, considerando che, data l’impostazione del testo redatto dalla Federazione Internazionale, il peso specifico del propulsore assumeva una valenza cruciale per il rendimento complessivo della monoposto.

La realtà dei fatti, però, racconta uno scenario differente: la storica scuderia di Via Abetone Inferiore 4 non è riuscita a imporsi sotto questo profilo tecnico, subendo il sorpasso prestazionale da parte di un nuovo costruttore, di fatto esordiente in questo specifico ambito. Uno smacco importante considerando il bagaglio tecnico che la squadra ha costruito durante la sua storia.

Red Bull: l’endotermico supera l’efficienza del progetto Ferrari

Secondo le notizie raccolte ieri nel paddock dalla nostra redazione, Ferrari beneficerà della deroga ADUO con una finestra compresa tra il 4% e il 6%. Una percentuale elevata che certifica un lavoro non ottimale da parte del gruppo tecnico guidato da Enrico Gualtieri. La scuderia di Milton Keynes, al contrario, ha ottenuto un’efficienza superiore proprio al debutto del primo propulsore realizzato interamente “in-house”.

Si tratta di un duro colpo per la Rossa. La concessione dell’ADUO, infatti, si basa sul calcolo esclusivo del valore dell’endotermico, escludendo l’apporto della parte ibrida, settore in cui la FIA temeva possibili elusioni normative. Una cautela che ha spinto i tecnici diretti da Tombazis a optare per una “valutazione incompleta”, uno scenario normativo complesso che meriterà un’analisi dedicata nei prossimi giorni.

Ricapitolando i valori in campo, il confronto vede Red Bull prevalere sulla Ferrari. È innegabile che la squadra austriaca abbia assorbito gran parte dei tecnici ex-Honda, capitalizzando l’esperienza maturata sui recenti propulsori. Nonostante ciò, il know-how storico e le infrastrutture della Ross dovevano garantire la produzione di un’endotermico quantomeno equivalente. L’evidenza, purtroppo, smentisce tale aspettativa.

Monaco: il deficit della SF-26 anche sul tracciato più favorevole

Il tracciato di Monaco non rappresenta esclusivamente la gara di casa per Charles Leclerc, terreno in cui il monegasco ha storicamente esaltato il proprio talento tra le barriere. Il Principato era stato unanimemente indicato come il palcoscenico ideale per le caratteristiche dinamiche della SF-26. Le ragioni sono di natura strettamente tecnica: in primis, la limitata incidenza della potenza pura del propulsore sui tempi sul giro.

Tale conformazione doveva azzerare il deficit nelle fasi di harvesting e deployment osservato nei precedenti cinque appuntamenti iridati. A questo fattore si sommavano le doti intrinseche del progetto Ferrari, dotato di un comparto telaistico e sospensivo capace di generare un eccellente livello di grip meccanico. La Rossa non ha disputato un fine settimana disastroso in senso assoluto.

Tuttavia ha subito il netto dominio della Mercedes guidata da Andrea Kimi Antonelli. Al netto di una sessione di qualifica in cui gli uomini di Maranello non sono riusciti a massimizzare il potenziale della vettura, emerge un fattore che preoccupa profondamente. Lewis Hamilton ha conquistato un solido e meritato secondo posto, sul quale vanno spesi degli applausi per la condotta.

Tuttavia, prima dell’ingresso della Safety Car, che ha neutralizzato l’azione al 80% della distanza di gara, la prima vettura italiana accumulava un ritardo superiore ai trenta secondi dalla vetta. Antonelli ha imposto un ritmo insostenibile, con la Rossa costretta a incassare mediamente otto decimi al giro dalla W17. Un divario così ampio su una pista amica impone una profonda riflessione.

I riscontri del cronometro indicano che la SF-26, oltre a denunciare una Power Unit non all’altezza, fatica a primeggiare anche negli ambiti in cui dovrebbe fare la differenza per caratteristiche intrinseche. Il prossimo fine settimana in Catalogna assumerà un valore cruciale: il severo banco di prova del Montmelò rischia di fornire l’amara conferma di una monoposto ancora sensibilmente attardata rispetto ai vertici della categoria.

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