La Ferrari era chiamata al miracolo sportivo in quel di Monaco, ma l’impresa non è riuscita a Lewis Hamilton solo per un immenso Kimi Antonelli. Il driver italiano è risultato imprendibile nel weekend del Principato, andando ad agguantare la quinta vittoria di fila in questo straordinario campionato di Formula 1. Il driver bolognese, a 19 anni, ha condotto il Gran Premio di Monaco dall’inizio alla fine nonostante i vari stop.
Con una immensa lucidità e una velocità innata Kimi Antonelli ha avuto la meglio dei rivali più accreditati, riuscendo a ottenere la pole e confermandosi senza patemi in gara. Kimi Antonelli ha ora 66 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, balzato al secondo posto della graduatoria dopo la corsa nel Principato. Il pilota della Mercedes è diventato il più giovane nella storia della Formula 1 a vincere il GP di Monaco, battendo il precedente record siglato dal numero 44 che si aggiudicò la tappa storica nel 2008, al secondo anno in F1.
I record di Antonelli non finiscono qui, perché oltre ad aver il più ampio margine della storia della massima categoria del Motorsport dopo 6 tappe del calendario, il bolognese è anche il driver più giovane ad aver ottenuto un Grande Slam in F1 e il primo italiano a farlo registrare a Monaco. Il pilota della Mercedes è scattato dalla pole position e ha tenuto un ritmo indiavolato per 66 giri, doppiando fino al quarto classificato (compreso George Russell) e diventando il nuovo enfant prodige del Principato.
Giro da applausi in qualifica
La pole position ottenuta nel Gran Premio di Monaco da parte di Kimi Antonelli ha mostrato la sua capacità di essere equilibrato. L’italiano, dopo aver preceduto Verstappen ed Hamilton, ha annunciato:
“È stata una qualifica super combattuta e nell’ultimo giro sono riuscito a mettere insieme tutto. Qui non è facile trovare la fiducia, perché sfiori sempre i muri, ma mi sto godendo la mia macchina. Ho fatto un grande passo avanti rispetto allo scorso anno. È stato uno di quei giri in cui riesci a mettere tutto insieme. La qualifica è stata molto combattuta e nel primo tentativo della Q3 i distacchi erano minimi. Sapevo che l’ultimo giro sarebbe stato determinante e speravo di riuscire a rimanere davanti. Oggi siamo riusciti a fare un grande passo in avanti. È stata una delle qualifiche più intense della stagione. Qui devi spingerti sempre al limite e non è facile trovare la fiducia necessaria per farlo. Però mi sono sentito a mio agio fin dalle prove del mattino e questo mi ha aiutato molto”.
Kimi Antonelli è cresciuto a vista d’occhio rispetto alla stagione precedente, confermando la propria maturazione nella tappa più iconica. La Mercedes W17 sta dimostrando di essere perfetta solo nelle sue mani. Lewis Hamilton, motivatissimo davanti agli occhi vigili della sua compagna Kim Kardashian, ha confermato il feeling al volante della SF-26 anche nella prestigiosa cartolina di Monaco.
Come è andato il GP
La tappa di Monaco per tre quarti di gara ha raccontato ben poco. Kimi Antonelli ha conservato la prima posizione, complice anche il problema tecnico avuto da Max Verstappen al via che lo ha portato all’immediato ritiro. Lewis Hamilton non ha mai impensierito il talento della Mercedes che è stato in grado di fare rapidamente il vuoto. Charles Leclerc era arrivato alla corsa di casa come favorito. Le premesse in FP1 e FP2 erano state discrete, ma con un passo inavvicinabile Kimi Antonelli gli ha rubato la scena.
Charles Leclerc, dopo la SC entrata per l’incidente di Lance Stroll, ha terminato anzitempo la corsa per un clamoroso ritiro dopo essere finito a muro a una decina di giri dalla fine. Un brutto crash che ha consegnato la possibilità a Hamilton di concludere sul secondo gradino del podio senza patemi, nonostante una penalità di 5 secondi, e di issarsi anche al secondo posto della classifica mondiale con 2 punti di vantaggio su Russell, sempre più in balia degli eventi.
In assenza di Verstappen è stato Hadjar a far felici i tecnici della Red Bull Racing, mentre Oscar Piastri su una deludente McLaren ha concluso al quarto posto, seguito dalle Racing Bulls di Liam Lawson (quinto) e Arvid Lindblad (sesto). Settimo Pierre Gasly che ha preceduto Alexander Albon, Esteban Ocon e Sergio Perez. George Russell ha dovuto scontare un drive-through dopo la ripartenza e ha chiuso fuori dai punti, ampliando il gap da Antonelli.
I top 3
Kimi Antonelli: 10 – Forse questo è il weekend più impressionante della sua cavalcata mondiale. Non era affatto scontato che l’armata Mercedes di Wolff vincesse anche a Monaco, ma lo deve all’estro dell’italiano. Straordinario in tutte le fasi di gara e di una lucidità fuori dal comune anche nell’analisi delle qualifiche, come avrete letto nel virgolettato in alto. Un fenomeno che l’Italia potrà godersi per 20 anni perché siamo solo all’inizio di un percorso ricco di speranze.
Lewis Hamilton: 8 – Insieme a Leclerc è andato a caccia della pole, ma alla fine si è dovuto accontentare della seconda fila. Piccolo errore con il superamento del limite di velocità in pit lane, ma per il resto il suo avvio di 2026 al volante della SF-26 è positivo e merita dopo Monaco la seconda piazza nel mondiale.
Isack Hadjar: 7 – Non troppo lontano da Verstappen in qualifica, è riuscito ad arrivare al terzo posto in gara. Podio affascinante in una domenica in cui la RB è rimasta orfana del quattro volte iridato olandese.
I flop 3
George Russell 5,5 – Il drive through nel finale lo allontana in classifica in modo ingeneroso, ma l’umiliazione del doppiaggio forse la merita. L’inglese sembra sempre più lontano dalle logiche della corazzata teutonica. Dopo l’Australia sembrava il favorito e guardatelo adesso.
Charles Leclerc: 4,5 – Mai a suo agio in questa edizione del GP di Monaco, il padrone di casa è sembrato totalmente incapace di gestire le difficoltà di una schizofrenica SF-26. L’errore in curva 19 cela probabilmente qualche problema difficile da risolvere, ma anche in qualifica aveva palesato uno scarso feeling. Questa volta a Monaco è diventato il passeggero della Rossa sino al triste epilogo contro le barriere.
McLaren: 4 – Grande delusa del weekend, salvata solo dal quarto posto fortunoso di Piastri. Il campione del mondo Norris è rimasto ancora out per delle avarie. Da possibile competitor, alla vigilia, per la P1 la sfida per i papaya boys si è trasformata in una frustante agonia.