L’illusione delle prove libere lascia spazio all’amarezza delle qualifiche monegasche, con la Ferrari bloccata in seconda fila dopo non aver ottimizzato il potenziale della SF-26. Mentre Kimi Antonelli beffa Verstappen strappando la pole per Mercedes, Maranello si ferma alla terza e quarta piazza. Lewis Hamilton massimizza il pacchetto, mentre Charles Leclerc finisce a muro nel disperato tentativo finale.
Sintesi FP3 Monaco: SF-26 bilanciata, ma la Mercedes lancia la sfida
La terza sessione di prove libere a Monaco conferma l’ottimo potenziale della SF-26, ma preannuncia una qualifica serratissima. Entrambe le Ferrari sono scese immediatamente in pista su gomma Soft, ribadendo l’equilibrio di base e la solidità all’avantreno già emersi al venerdì. A livello di handling, la Rossa è un’auto solida e reattiva, con una rotazione eccellente in punti cruciali come la Santa Devota.
Il lavoro di micro-affinamento al muretto è stato incessante. Sulla monoposto di Hamilton, Carlo Santi si è concentrato sull’ottimizzazione del brake balance e sull’utilizzo delle impostazioni pre-mappate a volante per migliorare l’inserimento alla curva 7. Leclerc, dal canto suo, ha patito qualche difficoltà iniziale in frenata arrivando lungo al tunnel, per poi concentrarsi sulla raccolta dati termica.
A metà sessione, i tecnici sono intervenuti per incrementare il carico all’avantreno: +4 punti sulla vettura del monegasco e +2 su quella dell’inglese. Nonostante l’ottimo passo gara simulato, la SF-26 non ha potuto mostrare il suo reale potenziale nel giro secco decisivo. Con il secondo set di Soft nuove, Leclerc ha trovato traffico pesante lungo tutto il tracciato, dovendo letteralmente inchiodare alla Rascasse per evitare collisioni.
La sessione, interrotta nel finale da una bandiera rossa per l’incidente di Bearman alla curva 3, lascia un quadro chiaro: la Ferrari ha un telaio preparato e incisivo tra le stradine del Principato, ma la conquista della prima fila sarà un’impresa complessa. Oltre alla W17 di Antonelli, resteranno da arginare le inevitabili offensive di Max Verstappen e di una McLaren finora rimasta strategicamente nascosta.
Ferrari ci prova, ma il talento di Kimi e Max è troppo grande
Le qualifiche del Gran Premio di Monaco si chiudono con l’amaro in bocca per la Ferrari, bloccata in seconda fila al termine di una sessione in cui la Scuderia non è riuscita a ottimizzare il potenziale. In Q1, le due SF-26 scendono in pista con gomme Soft nuove, optando per un approccio aggressivo con due tornate push consecutive senza giri di preparazione.
La vettura risponde bene e, supportati da continue indicazioni radio su handling e mappature, Hamilton e Leclerc superano agevolmente il taglio, sebbene si faccia notare l’inserimento di una McLaren improvvisamente molto competitiva. Le prime vere criticità emergono in Q2. Dopo una lunga bandiera rossa causata a un dritto dell’Audi di Bortoleto alla chicane del porto, le Rosse faticano a estrarre il massimo grip dalle mescole.
Nonostante l’introduzione del giro di preparazione, ottimizzare l’auto non è semplice: Charles denuncia un eccesso di rotazione e lamenta una cattiva gestione del traffico da parte del muretto, mentre Lewis abortisce un giro per ritoccare l’incidenza dell’ala anteriore, accusando un feeling imperfetto con il mezzo che spiega nei dettagli.
Il Q3 amplifica le difficoltà. Nel primo assalto cronometrato, il monegasco scoda alla 3 e sfiora le barriere, ritrovandosi costretto a rincorrere dalla settima piazza. L’inglese, invece, si assicura provvisoriamente il terzo tempo. I minuti finali sono al cardiopalma: il monegasco tira fuori il talento e sigla la pole provvisoria, ma viene beffato in rapida successione dal compagno di squadra, da Verstappen e da Kimi Antonelli.
In un ultimo, disperato tentativo con coperture usate, Leclerc finisce a muro. Probabilmente era inutile realizzare questo giro, ma l’orgoglio di provarci sino all’ultimo difficilmente poteva essere placcato. Hamilton riesce a fare meglio e blindando il terzo posto. Una seconda file per la Rossa che comunque lascia a Maranello parecchio rammarico in vista della gara.