Sarà anche entrato nel board di McLaren, ma in pochi hanno a cuore il Cavallino più di Luca Cordero di Montezemolo. Sotto la sua gestione la Casa modenese è rinata, uscendo da una crisi profonda e vincendo in anni d’oro sei riconoscimenti costruttori in Formula 1. Montezemolo ha rappresentato l’animo romantico ed estremamente professionale di una Ferrari che di fatto non c’è più.
L’avvocato bolognese ha espresso tutta la sua delusione per la nuova Luce, il primo modello full electric dell’azienda emiliana. Parlando con alcuni giornalisti Montezemolo ha espressamente annunciato che se dovesse dire tutto quello che pensa sulla Luce farebbe del male alla Ferrari stessa. L’estetica goffa e la scelta delle batterie hanno, letteralmente, fatto rabbrividire i puristi alla presentazione dell’auto.
Parole infuocate
Montezemolo, così come Enzo Ferrari, non avrebbe mai consentito il lancio di un veicolo 100% elettrico. Un design e un peso che sono un insulto alla sportività inneggiata dal Drake. Secondo Montezemolo c’è il concreto pericolo di oscurare la leggenda.
“Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino da quella macchina…i cinesi almeno non ci copieranno”.
Le parole di Montezemolo sono pungenti visto che è stato il numero 1 dell’azienda dal 1991 al 2014. I rapporti con l’attuale dirigenza si sono incrinati per via di differenze di vedute sulla gestione dell’azienda. Dopo il rapido interregno di Marchionne, deceduto nel 2018, il nipote di Gianni Agnelli si è ritrovato tra le mani un impero. L’allargamento della gamma con il lancio di tanti nuovi modelli, tra cui il SUV Purosangue, ha portato fatturati record, ma come andrà con la costosissima Luce?
Crollo in borsa
Il titolo di Ferrari in borsa ha perso quasi l’8 per cento dopo il lancio della Luce. I fan hanno puntato il dito soprattutto sul design, frutto del lavoro di LoveFrom, l’agenzia fondata da Jony Ive, che per molti anni è stato responsabile del design dei prodotti di Apple. Motori elettrici e componenti principali sono progettati e prodotti internamente, anche se qualcuno potrebbe confonderla con una proposta cinese.
La Luce ha un motore per ogni ruota per offrire una gestione della trazione totale. I due motori davanti raggiungono i 30.000 giri/minuto, mentre quelli posteriori si fermano a 25.500 giri/min. La potenza? Vanta una cavalleria complessiva di 1.050 CV, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e una velocità massima di 310 km/h.
Con la Luce si è raggiunto il miglior coefficiente di resistenza della storia Ferrari per un’auto stradale, ma il peso è di ben 2.260 kg. La Luce equipaggia cerchi da 23 pollici davanti e 24 pollici dietro, i più grandi mai visti su una Ferrari stradale. Sul piano estetico non ha convito, anche a causa di un frontale che non trasmette sportività. A luci spente i fari diventano invisibili, mentre i fanali posteriori tondi ricordano almeno le iconiche 360 Modena e 458 Italia. La glass house, la zona vetrata che avvolge l’auto, è uno dei pochissimi componenti esterni che appare convincente. Nel complesso le parole di Montezemolo non sembrano eccessive perché mai prima di oggi una Ferrari aveva ricevuto così tante critiche.