• 25 Maggio 2026 15:21

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Itala, il piano oltre il SUV 35: gli altri modelli del marchio torinese

Mag 25, 2026

Non è mai una passeggiata il rilancio di un marchio leggendario, vale ancor di più se il nome glorioso adottato come Itala faceva tremare i colossi dell’auto a inizio Novecento. Allora, sì, il peso della storia rischia di rivelarsi un fardello, ma è al tempo stesso un propellente unico. Massimo Di Risio, l’imprenditore già dietro al successo di DR Automobiles, scommette sull’eredità e il progetto Historic Italian Brands (HIB) va oltre il SUV 35, la porta d’accesso al nuovo listino.

Dirige un ex ingegnere Ferrari

Il DNA tecnologico arriva da Oriente, grazie ai partner GAC e JAC, ma la sostanza delle nuove Itala parla italiano. Infatti, Di Risio ha voluto al suo fianco Roberto Fedeli, un ingegnere di fama, che ha scritto pagine importanti in Ferrari, Maserati e Aston Martin. È lui a coordinare una squadra di tecnici italiani attiva su telai e motori asiatici, affinché le vetture guadagnino una dinamica e un carattere marcatamente europei.

Il lavoro non riguarda solo il look. Sebbene lo stile sia firmato dalla prestigiosa matita di Italdesign, che modella le carrozzerie per distanziarle nettamente dai modelli d’origine, l’intervento profondo riguarda l’elettronica, l’infotainment, la taratura delle sospensioni e l’impianto frenante. Una volta su strada, la differenza dovrebbe emergere nella risposta dell’assetto, nella frenata e nella gestione dell’elettronica di bordo.

I modelli annunciati

Dopo la 35, i riflettori si accendono sulla Itala 56, attesa nelle concessionarie entro settembre, uno Sport Utility medio da 4,68 metri incentrato sull’equilibrio tra dimensioni e prestazioni. Dalla GAC Trumpchi GS4 Max prende la componente meccanica, mossa da un 1.5 benzina da 170 cavalli in abbinamento a un cambio doppia frizione a sette rapporti, fuori, però, cambia registro: la mascherina trapezoidale e i gruppi ottici affilati le regalano uno sguardo più cattivo e una maturità stilistica che staccano nettamente la Itala dal modello originale.

Con i suoi 4,98 metri, l’imponente Itala 61 reclama il titolo di ammiraglia termica del marchio, dotata sul mercato italiano del propulsore 2.0 litri benzina da 231 cavalli, già confermato in via ufficiale dai portavoce del brand. Lo noti subito quanto questo SUV “XL” abbia cambiato passo: le linee squadrate trasmettono una sensazione di potenza, mentre i gruppi ottici verticali e la griglia cromata a matrice donano un tocco di lusso immediato. Rispetto alla GAC GS8, il centro stile ha ridisegnato da zero i paraurti per dare alla 61 un volto grintoso e impossibile da confondere.

A Torino preparano infine un’hatchback elettrica da 4 metri per viaggiare liberi in città. Anche qui troviamo la piattaforma JAC, la stessa della Yiwei 3, conosciuta in alcuni mercati come E30X e proposta con batterie da 41 o 51,5 kWh. Le forme della carrozzeria parlano, però, una lingua tutta nostra, con un gusto estetico che cattura subito l’attenzione.

Le solite manovre di facciata per rispolverare vecchi loghi non sembrano rappresentare quella che è la realtà dei fatti. Con gusto italiano, Itala riveste i muscoli industriali dell’Est: resta da scoprire quale sarà la reazione della potenziale clientela. La sfida resta enorme, perché un marchio storico non si riporta in vita con un badge, ma almeno, stavolta, dietro il nome sembra esserci un progetto industriale riconoscibile.

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