Un uomo perde il controllo della sua auto in autostrada, finisce contro un guard rail, viene soccorso dall’equipaggio della Croce Rossa, e invece di farsi portare in ospedale aggredisce gli infermieri e scappa via a bordo dell’ambulanza stessa. È l’assurda storia successa nella notte tra il 19 e il 20 maggio sull’A14, alle porte di Bologna, e che si è concluso con un arresto e una serata trascorsa in cella alla Dozza.
Il protagonista di questa storia è un quarantunenne peruviano, fermato e arrestato con l’accusa di rapina impropria. Tutto in poche ore, tra una carreggiata autostradale, un casello, e un inseguimento per le vie della tangenziale con tanto di sirene accese.
Prima l’incidente poi la fuga
Verso la mezzanotte di martedì 19 maggio l’ambulanza della Croce Rossa è intervenuta al chilometro 11 dell’A14, dove l’uomo si era schiantato da solo contro un guard rail con la sua utilitaria. L’inizio sembrava quello di qualsiasi intervento di soccorso stradale: il quarantunenne era collaborativo, ha ammesso agli operatori di essere sotto l’effetto di stupefacenti e ha persino consegnato spontaneamente due involucri contenenti polvere bianca. Tirato fuori dall’auto e caricato in ambulanza, il mezzo ha preso la via dell’ospedale.
Dopo qualche minuto, però, l’uomo ha preteso indietro la droga che i soccorritori avevano nel frattempo consegnato agli agenti della Polstrada giunti sul posto. Da quel momento la situazione è degenerata rapidamente. Una volta sceso dal mezzo, l’uomo non si è calmato: ha continuato a minacciare verbalmente gli operatori, ha preso a calci l’ambulanza rompendone uno specchietto laterale. E poi, nel pieno del caos, è risalito a bordo, ha messo in moto e se n’è andato. Con l’ambulanza. Con le sirene. Lasciando l’equipaggio della Croce Rossa fermo al casello.
Subito intercettato dalle forze dell’ordine
Non ci ha messo molto le Forze dell’Ordine a mettersi sulle sue tracce. Allertate dai soccorritori rimasti a piedi, la Polizia stradale ha avviato l’inseguimento mentre l’uomo sfrecciava sulla tangenziale in direzione aeroporto, con le sirene del mezzo ancora attive. Una scena surreale, che per fortuna non ha avuto ulteriori conseguenze su altri utenti della strada.
Le pattuglie lo hanno intercettato all’uscita 4 della tangenziale, bloccando il mezzo a Lippo di Calderara. Ma anche una volta fermato, il quarantunenne non aveva alcuna intenzione di arrendersi: ha tentato di scappare a piedi, ha minacciato gli agenti dicendo di essere armato di un coltello e ha continuato ad agitarsi al punto che la Polizia ha azionato il taser, pur senza arrivare a utilizzarlo. Alla fine è stato circondato, bloccato e portato via in manette, con l’accusa di rapina impropria.
La notte l’ha passata al carcere della Dozza. L’ambulanza, fortunatamente, non ha riportato danni gravi oltre allo specchietto distrutto. Gli operatori della Croce Rossa ne sono usciti indenni, fatta eccezione per una collega che nell’arretrare durante la fase più concitata è inciampata.
A fare il punto della situazione è stato Gennaro Triggiani, coordinatore dei Trasporti sanitari e di emergenza della Croce Rossa italiana, che ha sottolineato come episodi di aggressione al personale sanitario siano ormai sempre più frequenti. In questo caso, ha spiegato, la formazione degli operatori ha fatto la differenza, permettendo loro di gestire una situazione di pericolo reale senza conseguenze fisiche serie. Un dato che consola, ma che allo stesso tempo ricorda quanto sia diventato difficile e rischioso fare un lavoro che dovrebbe essere solo quello di aiutare gli altri.