• 18 Maggio 2026 9:11

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Ritardi in autostrada: quando il pedaggio può essere rimborsato

Mag 18, 2026

Il rimborso del pedaggio autostradale è diventato un diritto regolato, con tempi, soglie, modalità digitali e obblighi per i concessionari. La novità più importante arriva dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211 del 2025 ha modificato il sistema dei diritti degli utenti autostradali con l’introduzione di un meccanismo di rimborso legato alle limitazioni nell’utilizzo dell’infrastruttura. Il nuovo sistema entra in vigore in due fasi: dal primo giugno 2026 per i percorsi interamente gestiti dallo stesso concessionario e per i casi di traffico bloccato; dal primo dicembre 2026 per i viaggi che attraversano tratte appartenenti a più concessionari.

Il pedaggio autostradale è legato al servizio ricevuto

Se l’utente paga per utilizzare un’infrastruttura autostradale, quel pagamento dovrebbe essere coerente con la qualità minima del servizio offerto. Quando la carreggiata viene ridotta, quando un cantiere produce rallentamenti o quando il traffico resta per troppo tempo bloccato il viaggio non avviene più nelle condizioni ordinarie per le quali il pedaggio è stato calcolato.

In ogni caso non tutte le code producono in automatico un rimborso e non ogni ritardo diventa un diritto economico per l’automobilista. Il sistema nasce per compensare l’utente quando il disagio deriva da una condizione infrastrutturale misurabile e imputabile alla gestione della rete, come accade nei cantieri programmati o non emergenziali. Diverso è il caso del traffico intenso del weekend, della pioggia improvvisa, dell’incidente appena avvenuto o della manifestazione che paralizza un tratto.

Come funziona il cashback di Autostrade per l’Italia

Prima dell’estensione nazionale prevista nel 2026, il caso più strutturato è quello di Autostrade per l’Italia, che ha già attivato da tempo un sistema di rimborso tramite sito o app Muovy Cashback. Il servizio consente di ottenere fino al 100% del pedaggio in caso di ritardi dovuti a lavori programmati sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia. La società precisa che il rimborso può essere riconosciuto per cantieri che incidono sulla fluidità del transito a causa della riduzione delle corsie originariamente disponibili, esclusa la corsia di emergenza. Restano fuori i cantieri per ripristini urgenti dovuti a incidenti e i ritardi causati da traffico intenso, incidenti, meteo, manifestazioni o motivazioni diverse dai lavori. Il sistema è disponibile per privati, partite Iva e aziende, indipendentemente dal fatto che il pagamento avvenga con dispositivo di telepedaggio, carta o contanti. La modalità più semplice è la registrazione del dispositivo di telepedaggio perché in quel caso il riconoscimento del viaggio e l’eventuale rimborso avvengono in automatico. Chi registra la targa può ottenere il rimborso automatico anche per i viaggi pagati con carte o contanti. In alternativa è possibile scansionare la ricevuta ritirata al casello di uscita e presentare la richiesta per il singolo viaggio.

Quanto viene rimborsato: le soglie del cashback

La percentuale del rimborso cambia in base ai minuti di ritardo e alla lunghezza del percorso. La logica è comprensibile: dieci minuti persi su un tragitto di pochi chilometri hanno un peso molto diverso rispetto agli stessi dieci minuti su un viaggio di diverse centinaia di chilometri. Autostrade per l’Italia prevede rimborsi già a partire da 10 minuti di ritardo dovuto a lavori sulla rete. Per i percorsi fino a 29 chilometri, un ritardo tra 10 e 14 minuti può dare diritto a un rimborso del 75% mentre dai 15 minuti in poi la quota può arrivare al 100%. Sulle percorrenze più lunghe la percentuale cresce al crescere del ritardo: per esempio, su un viaggio tra 100 e 149 chilometri, un ritardo tra 45 e 59 minuti dà diritto al 75% del pedaggio mentre dai 60 minuti in su si arriva al 100%. Per i tragitti oltre 500 chilometri le percentuali sono più basse a parità di ritardo, proprio perché l’impatto relativo del rallentamento viene considerato meno pesante.

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha previsto che i concessionari debbano predisporre un sistema unico e integrato di rimborso, accessibile in modo non discriminatorio a tutte le categorie di utenti. La misura introduce anche il concetto di app unica, cioè una piattaforma mobile first o web responsive, gratuita e gestita in collaborazione tra tutti i concessionari, destinata a fornire informazioni agli utenti, inoltrare reclami e ottenere indennizzi e rimborsi. Dal primo giugno 2026 il rimborso si applica ai percorsi che insistono interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario e ai casi di traffico bloccato. Dal primo dicembre 2026 il sistema viene esteso anche ai percorsi che attraversano più concessionari. Fino al 30 novembre 2026, se alcune funzionalità dell’app unica non fossero ancora disponibili, la notifica del diritto al rimborso potrà avvenire tramite l’applicazione mobile già utilizzata dal concessionario o attraverso un’apposita sezione del sito web.

Quando il rimborso spetta per i cantieri

Il rimborso per cantieri riguarda i casi in cui il percorso effettuato dall’utente comprenda almeno una tratta elementare interessata da uno o più cantieri non emergenziali. Per i percorsi fino a 30 chilometri il rimborso può applicarsi indipendentemente dallo scostamento orario. Per i percorsi superiori a 30 e fino a 50 chilometri serve uno scostamento pari o superiore a 10 minuti. Per i percorsi oltre 50 chilometri occorre uno scostamento pari o superiore a 15 minuti.

Il rimborso deve essere composto da una componente legata all’impatto dei cantieri presenti sul percorso e da una componente incrementale collegata allo scostamento orario generato dagli stessi cantieri. Il calcolo prende in considerazione variabili come la differenza tra tempo medio effettivo di percorrenza e tempo di percorrenza alla velocità di riferimento, il numero di corsie occupate, la presenza di deviazioni, la chiusura della corsia di emergenza, la larghezza ridotta delle corsie e la durata del cantiere nella fascia oraria in cui l’utente ha viaggiato.

La seconda novità riguarda i casi di traffico bloccato, che non coincidono necessariamente con i cantieri. La disciplina prevede un rimborso del pedaggio relativo alla porzione di rete interessata dall’evento quando la circolazione resta bloccata per tempi rilevanti. Le soglie sono tre: almeno il 50% in caso di traffico bloccato tra 60 e 119 minuti, almeno il 75% tra 120 e 179 minuti, e il 100% quando il blocco dura 180 minuti o più.

Come si presente la richiesta

Per gli utenti registrati tramite l’app unica, il rimborso legato ai cantieri viene notificato entro 20 giorni dall’effettuazione del viaggio o dalla regolarizzazione del transito e accumulato come credito elettronico. La liquidazione avviene al raggiungimento dell’importo minimo di 1 euro. In caso di telepedaggio, il concessionario trasmette i flussi informativi al fornitore del servizio entro i successivi 5 giorni; in caso di pagamento con carta bancaria indicata nell’app, il rimborso viene accreditato sulla stessa carta entro 5 giorni; negli altri casi si procede tramite bonifico o carta bancaria entro 10 giorni.

Per gli utenti non registrati e per i casi di traffico bloccato i concessionari devono garantire più canali di richiesta. Al momento della richiesta deve essere rilasciata una ricevuta o comunicato un codice identificativo. Entro 20 giorni il concessionario deve comunicare l’accoglimento o il rigetto motivato, indicando l’importo dovuto, che viene poi erogato entro i successivi 10 giorni una volta raggiunta la soglia minima di 1 euro.

Il rimborso non è dovuto quando l’importo complessivo risulta inferiore a 10 centesimi, oppure quando sono già presenti provvedimenti di riduzione del pedaggio legati ai cantieri e applicati a tutti i veicoli in transito. Per gli importi maturati ma non immediatamente liquidabili, il sistema dell’app unica prevede l’accumulo come credito elettronico, da erogare al raggiungimento dell’importo minimo di 1 euro.

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