• 16 Maggio 2026 9:41

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Le ultime 7 Saab prodotte verranno battute all’asta, tra cui anche prototipi unici

Mag 16, 2026

Un’asta senza base di riserva per liberare le ultime auto rimaste in una fabbrica di un marchio che ha scritto decenni di storia dell’auto. Questo è l’appuntamento dal 21 al 30 maggio sul sito svedese Klaravik dove sette Saab uscite dallo stabilimento di Trollhättan verranno messe in vendita al miglior offerente.  Tra prototipi unici, disperati tentativi di rilanciare il marchio e modelli storici di un brand che ha visto la propria storia concludersi. Sette aste senza riserva per decidere il valore delle ultime vetture vendute ufficialmente dalla fabbrica.

Dagli aerei alle auto

La storia di Saab è una di quelle che sembrano uscite da un’altra epoca dell’automobile, quando i marchi avevano una personalità fortissima e non inseguivano le mode o i trend di vendita. L’azienda nasce in Svezia come costruttore aeronautico. Il nome Saab deriva infatti da Svenska Aeroplan Aktiebolaget. La prima vettura arriva nel 1947 con la presentazione della Saab 92, entrata in produzione due anni più tardi. Da lì inizia un percorso fatto di modelli diventati iconici, come le 900 Turbo, amate per il loro carattere anticonvenzionale e per una filosofia progettuale molto diversa rispetto alle rivali tedesche dell’epoca.

Nel 1989 entra in scena General Motors, che acquista il 50% dell’azienda prima di rilevarne il controllo completo nel 2007. Ma gli anni non sono semplici per tutto il settore automotive e Saab finisce progressivamente inglobata nelle logiche industriali che non le appartengono, condividendo piattaforme e motori con altri marchi.

Ci pensa poi la crisi economica globale ad accelerare il tracollo. Nel 2010 Saab passa alla olandese Spyker, ma il tentativo di salvataggio dura pochissimo. Già nel 2012 il marchio attraversa una profonda crisi, aprendo la strada all’arrivo di NEVS, la National Electric Vehicle Sweden, che rileva gli asset con l’obiettivo di traghettare Saab verso l’elettrico.

Anche quel progetto però non riesce mai davvero a decollare. Nel 2019 NEVS viene assorbita dal colosso cinese Evergrande e da allora la fabbrica di Trollhättan è rimasta una sorta di gigantesco contenitore pieno di sogni incompiuti. Per molti osservatori svedesi, questa asta rappresenta simbolicamente la fine definitiva della storia industriale legata a Saab.

I modelli in asta

La parte più affascinante dell’evento riguarda ovviamente le vetture che finiranno sotto il martello virtuale. Tra le sette auto presenti figurano tre esemplari di pre-produzione della Saab 9-3 costruiti nel 2014. Sono modelli estremamente rari perché appartengono alla fase finale della travagliata rinascita Saab sotto la gestione NEVS. Auto nate in un periodo in cui il marchio cercava disperatamente di tornare sul mercato, pur con risorse limitatissime.

Accanto a queste ci saranno tre prototipi elettrici sviluppati da NEVS prima del lancio della 9-3 EV destinata al mercato cinese. Progetti importantissimi per capire quale sarebbe potuto essere il futuro del marchio svedese se il piano di elettrificazione fosse andato fino in fondo.

La vettura probabilmente più curiosa dell’intera asta è però il prototipo dotato di sistema elettrico con range extender. Un modello sperimentale che racconta la fase di transizione con la necessità di trovare soluzioni ibride per superare i limiti tecnologici dell’epoca.

Un pezzo di storia automobilistica

Negli ultimi anni il fascino delle Saab è cresciuto enormemente tra gli appassionati. Non solo per nostalgia, ma perché il marchio rappresenta una filosofia automobilistica ormai quasi scomparsa. Le Saab non cercavano necessariamente di piacere a tutti. Avevano soluzioni particolari, ergonomie studiate con logiche aeronautiche, motori turbo quando molti ancora li consideravano una stranezza e una forte identità nordica che le rendeva immediatamente riconoscibili.

Questa asta, quindi, è il capitolo finale di una storia iniziata oltre settant’anni fa e conclusa tra crisi industriali, tentativi di rilancio e sogni elettrici mai davvero decollati. Per i collezionisti sarà un’occasione irripetibile. Per gli appassionati, invece, sarà soprattutto un viaggio malinconico dentro uno dei marchi più originali che l’automobile europea abbia mai conosciuto

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